Il cerchio

Film 2000 | Drammatico 91 min.

Titolo originaleDayereh
Anno2000
GenereDrammatico
ProduzioneIran
Durata91 minuti
Regia diJafar Panahi
AttoriFereshteh Sadre Orafaiy, Maryiam Parvin Almani, Nargess Mamizadeh, Elham Saboktakin .
TagDa vedere 2000
MYmonetro 3,34 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jafar Panahi. Un film Da vedere 2000 con Fereshteh Sadre Orafaiy, Maryiam Parvin Almani, Nargess Mamizadeh, Elham Saboktakin. Titolo originale: Dayereh. Genere Drammatico - Iran, 2000, durata 91 minuti. - MYmonetro 3,34 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo aver affrontato ne Il palloncino bianco e Lo specchio le tematiche infantili, con Il cerchio, l'iraniano Jafar Panahi, rivolge il proprio sguardo all'universo femminile. Il film è stato premiato al Festival di Venezia,

Consigliato sì!
3,34/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,84
CONSIGLIATO SÌ
Come la figura geometrica. Gira in tondo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Dopo aver affrontato ne Il palloncino bianco e Lo specchio le tematiche infantili, con Il cerchio, l'iraniano Jafar Panahi, rivolge il proprio sguardo all'universo femminile. Otto ritratti di donne, otto storie di quotidiana sopravvivenza raccontate con la semplicità di un linguaggio che non cerca di emozionare lo spettatore, ma al contrario di accompagnarlo, mantenendo il più possibile un punto di vista distaccato. Il cerchio rimanda, in qualche modo, alla circolarità e alla frammentazione della narrazione, che descrive uno dopo l'altro ciascun personaggio. Le vicende si succedono apparentemente in modo del tutto casuale. Il cerchio si ricompone, chiudendosi, soltanto nel finale. Sorprende la bravura di Panahi, nell'essere riuscito a descrivere, con grande sensibilità ed efficacia - per lo più attraverso i gesti - personaggi così autentici, come quelli di queste donne costrette a vivere ai margini di una società estremamente rigida e codificata.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dalla finestrella di un ospedale a quella di un carcere: in mezzo 8 storie di donne accomunate da un destino di sottomissione umiliata in una società fondata sul potere maschile. Lo sfondo è Teheran, dove incombe la presenza occhiuta e violenta della polizia. Il titolo indica la circolarità tematica - l'impossibilità di una via di fuga - ma anche la sua struttura narrativa: il movimento della cinepresa che passa da una donna all'altra, da un dolore all'altro. Gli occhi delle donne sono ora rassegnati, ora fieri e ribelli. Il 3° film di J. Panahi non ha forse il lirismo raffinato di Kiarostami o la tensione metaforica di Makhmalbaf, ma, nella durezza con cui registra la coincidenza tra oppressione politica e oppressione maschile, possiede semplicità, lucidità e fluidità ammirevoli. Coprodotto in Italia da Mikado e Lumière & c. e non distribuito in Iran. Leone d'oro e premio Fipresci a Venezia 2000.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 21 febbraio 2016
Francesco2

Leone d'Oro per questo regista iraniano, autore anche del modesto "Palloncino bianco" e del più convincente "Specchio". La Giuria lo preferi al bellissimo "Platform", cinese, credo mai distribuito in Italia. Com'è fin troppo ovvio, il "cerchio" del circolo potrebbe essere una dimensione opprimente, in quanto -anche burocraticamente- labirintica, dal quale si esce ammirando un mondo che ti sia precluso, [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 ottobre 2015
stefano capasso

Il cerchio che da il titolo al film di Jafar Panahi, rappresenta lo svolgersi circolare degli eventi.  Otto episodi che si collegano tra loro passandosi il testimone in un flusso narrativo continuo per ritrovarsi nel finale. Storie semplici raccontate con semplicità che hanno in comune la difficile lotta quotidiana per la sopravvivenza delle donne in una società in cui il regime [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 ottobre 2009
Fulvia

No...non mi è piaciuto questo film, l'ho trovato un mattone. Non mi ha emozionata per niente. Ho visto ultimamente vari film del genere:come " Viaggio a Kandahar" e "Osama", ma solo uno mi ha letteralmente colpita in pieno:"Mai senza mia figlia"...bellissimo!!!! Mi manca "piccoli ladri", dev'essere interessante. "Il cerchio" invece mi ha delusa, mi aspettavo molto di più.

mercoledì 22 luglio 2009
claudio barletta

Otto figure protaqoniste (involontarie) si passano il testimone per concludere un impalpabile cerchio. Ciò accade in una Nazione governata dalla legge islamica. Questo è il film. Il resto soffoca e sono uomini. Mi sono visto dentro quell'ospedale chiassoso e accecante. Unico conforto l'ho trovato (in quegli attimi di geniale regia) nei lunghi veli neri che oscuravano disperate madonne.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Nel titolo del film di Jafar Panahi c’è, implicito, il senso del suo intrecciarsi di racconti e insieme c’è la sua struttura. Quello e questa s'annunciano circolari: inizio e fine s’incontreranno e si confonderanno. In platea ci aspettiamo che il buio, un ulteriore nero totale, occupi di nuovo lo schermo a conclusione di queste storie di donne. E ci aspettiamo anche che siano, esse stesse, condannate [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Dayereh ( cerchio) di Jafar Panahi (iraniano, già autore de Il palloncino bianco) è percorso da una costante terribile ansietà, che è la stessa delle donne protagoniste del ritratto femminile collettivo offerto dal film: un timore perenne di sbagliare, di essere colpevoli, di venir rimproverate e punite, che induce le donne a camminare rasente i muri con gli occhi bassi e l'affannoso passo veloce, [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Maurizio Cabona Jafar Panahi è il terzo - con Kiarostami e Makhmalbaf - regista iraniano di fama internazionale. Col Palloncino bianco si è fatto un nome (Camera d'or, Cannes 1995) e ora arriva a Venezia in concorso e soprattutto in aura di autore. In effetti Il cerchio - ideato, montato e diretto da lui - è un film di un'ora e mezzo visibilissimo anche da chi non si occupi di etnologia o antropologia. [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Poche ore nella vita di Teheran. Dal mattino a sarà inoltrata, fra strade ipertrafficate, bazar affollati e stazioni di autobus. È qui che si svolge il dramma di un gruppo di giovani donne umiliate e offese, sottomesse e derise, costrette a chinare il capo di fronte a un’organizzazione sociale graniticamente fondata sul potere maschile. Il cerchio, del regista iraniano Jafar Panahi, non lascia speranze [...] Vai alla recensione »

Irene Bignardi
La Repubblica

Fino a ieri, nonostante la notoria piacevolezza della vita di giurato (ti coccolano, vedi solo due film al giorno, dividi la giornata con persone solitamente intelligenti) non avrei voluto trovarmi nella prestigiosa giuria veneziana presieduta da Milos Forman: perché l'incubo del giurato è non avere un film che ti fa battere il cuore senza riserve. E se di buoni film ne sono passati sullo schermo della [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
martedì 2 marzo 2010
Daniele Marseglia

Secondo arresto per Jafar Panahi Il regista iraniano Jafar Panahi, noto oppositore al regime del presidente Mahmud Ahmadinejad, è stato arrestato nella sua abitazione assieme alla moglie e alla figlia.

winner
leone d'oro
Festival di Venezia
2000
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