Ricomincia da oggi

Film 1998 | Drammatico 118 min.

Titolo originaleÇa commence aujourd'hui
Anno1998
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata118 minuti
Regia diBertrand Tavernier
AttoriPhilippe Torreton, Didier Bezace, Maria Pitarresi, Nadia Kaci, Veronique Ataly .
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Bertrand Tavernier. Un film con Philippe Torreton, Didier Bezace, Maria Pitarresi, Nadia Kaci, Veronique Ataly. Titolo originale: Ça commence aujourd'hui. Genere Drammatico - Francia, 1998, durata 118 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Cittadina di provincia francese con alto tasso di disoccupati. Il dirigente di una scuola materna si trova ogni giorno a confronto con una realtà diff...

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO NÌ
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Recensione di Pino Farinotti
Recensione di Pino Farinotti

Cittadina di provincia francese con alto tasso di disoccupati. Il dirigente di una scuola materna si trova ogni giorno a confronto con una realtà difficile. Lo Stato è lontano e attento solo alle pratiche burocratiche. Bisogna allora intervenire in prima persona, rischiando magari di sbagliare. Un film 'politico' di un regista che non ha mai il timore di 'scontentare' a destra o a sinistra, ma sa fare un cinema necessario per riflettere sulla contemporaneità.

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Come può una coppia con tre figli campare per una settimana con soli 30 franchi?.
a cura della redazione
martedì 25 luglio 2006

Come può una coppia con tre figli campare per una settimana con soli 30 franchi, cioè meno di diecimila lire? Ce lo racconta Ricomincia da oggi, film di Bertrand Tavernier ambientato in una delle regioni più povere della Francia, cioè nel distretto minerario di Valenciennes, nel Nord del paese. Gran parte delle miniere sono ormai chiuse e il tasso di disoccupazione sale a vista d'occhio. Qui, nei paesino di Hernaing, settemila anime, duemila disoccupati, lavora Daniel (Philippe Torreton), direttore della scuola materna, uomo sensibile, battagliero, sempre coinvolto nei disastri umani ed economici delle famiglie dei suoi piccoli allievi. Le puericultrici sono poche, le strutture pubbliche di sostegno latitano, non tutti i genitori sono in grado di pagare i buoni mensa e così spesso i bambini restano a bocca asciutta. Daniel sente sulla pelle i problemi della scuola. Si rimbocca le maniche, accusa il sindaco (comunista) di una politica sociale troppo tiepida, si batte come un leone, paga di tasca propria. Ma è come combattere contro i mulini a vento. Lo tocca particolarmente il dramma della signora Henry, alcolizzata e madre di due bambini: da mesi e mesi non ha nemmeno i soldi per pagare la bolletta della luce. E d'inverno si muore di freddo a Hernaing. Daniel resta sconvolto dal degrado e dalla povertà di quella famiglia, ma la sua crociata umanitaria produrrà pochi risultati concreti e madame Henry sceglierà la più tragica via di fuga per sé e per la sua infelice famiglia. Ricomincia da oggi appartiene a un genere caduto in disgrazia, quello del cosiddetto cinema di denuncia, che porta sotto gli occhi di tutti situazioni di degrado umano e morale. Tavernier, navigato cineasta che spazia attraverso i generi, passando dai kolossal di guerra ai racconti intimisti, lo affronta col bagaglio della sua balzacchiana umanità. Girato in esterni, nelle aule della scuola "Derrière les Haies" di Anzin, piccolo centro del Nord della Francia, il film ha lo stesso profumo di cinema-verità che si respira in certi affreschi di periferia operaia di Ken Loach. Ma lo sguardo di Tavernier resta sorridente e anche nel dramma trova una via di pacificazione, un quasi happy-end, perché in fondo domani è sempre "un altro giorno". La macchina a mano, che Tavernier tiene spesso incollata addosso ai personaggi, conferisce ai film l'autenticità del documentario; ma questo sapore di réportage non indebolisce la struttura drammaturgica dei racconto, nel quale la progressione verso ii dramma è tangibile. Il cast mescola con abilità attori professionisti e gente del posto, nei cui volti l'occhio della camera scopre le tracce di una sofferenza troppo autentica per essere frutto della recitazione. E poi ci sono i bambini della scuola "Derrière les Haies", miracolosamente fotogenici (Tavernier li inquadra con la macchina bassa, ad altezza di bambino), che con la sincera meraviglia dei loro occhi esaltano la verità di questa storia vera.

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A Harnaing (Nord Est della Francia), in una zona mineraria dove la disoccupazione è all'origine di un profondo degrado sociale, Daniel (Torreton), direttore di una scuola materna, combatte contro burocrazie ottuse, servizi sociali insufficienti, genitori assenti, ispettori parolai, colleghi integrati, sindaco comunista allineato. Scritto dal regista con un insegnante vero, Dominique Sampiero, suo genero, e con sua figlia Tiffany, girato in Cinemascope in luoghi autentici, è interpretato da attori mescolati alla popolazione locale e ai bambini di due classi. Nonostante la linea narrativa un po' pasticciata con qualche concessione alla predica e un finale un po' accomodante, è "uno di quei film in cui, quando si entra, non si vorrebbe più uscire" (L. Pellizzari) per la forza del suo approccio semidocumentaristico, il gusto dell'improvvisazione della veloce cinepresa guidata da Alain Choquart, la coinvolgente tenerezza dei bambini di cui "si ruba" la spontaneità.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo Boschi
Scanner

L’ultimo film di Bertrand Tavernier è ambientato nel Nord Est della Francia, a Valenciennes, una grigia cittadina duramente colpita, insieme all’area circostante, dai nefasti riflussi della deindustrializzazione. Per entrare in questa realtà difficile il regista transalpino ha scelto un’ottica ben precisa, quella di Daniel Lefebvre, direttore di una scuola materna locale.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Il nuovo film di Bertrand Tavernier è il diario dei giorni appassionati e amari d'un maestro e direttore di scuola materna nella piccola città francese di Hernaing vicino a Valenciennes (ex centro minerario, settemila abitanti, disoccupazione al trenta percento), cronaca della sue lotte soprattutto contro le istituzioni inerti e carenti. È il ritratto, filmato magnificamente, di un personaggio positivo [...] Vai alla recensione »

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