Così ridevano

Film 1998 | Drammatico, +16 0 min.

Anno1998
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata0 minuti
Regia diGianni Amelio
AttoriEnrico Lo Verso, Francesco Giuffrida, Fabrizio Gifuni, Paolo Sena .
Uscitavenerdì 2 ottobre 1998
TagDa vedere 1998
DistribuzioneC.G.D - Cecchi Gori Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,10 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gianni Amelio. Un film Da vedere 1998 con Enrico Lo Verso, Francesco Giuffrida, Fabrizio Gifuni, Paolo Sena. Genere Drammatico, - Italia, 1998, durata 0 minuti. Uscita cinema venerdì 2 ottobre 1998 distribuito da C.G.D - Cecchi Gori Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,10 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 2 settembre 2022

Primi anni Sessanta, Torino. Giovanni arriva dal sud ed è felice perché incontrerà suo fratello minore Pietro, che si sta facendo onore a scuola. In r... Il film è stato premiato al Festival di Venezia,

Così ridevano è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,10/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,19
CONSIGLIATO SÌ
Recensione di Annarita Mazzucca
Recensione di Annarita Mazzucca

Leone d'oro a Venezia. Implacabile, appassionata, struggente, un'opera potente, lontana da facili citazioni neorealiste, da giudizi storici e da qualsiasi forma di didascalismo e ridondanza retorica. Un'epica collettiva in cui vicende private e contesto nazionale si alimentano reciprocamente alla ricerca delle origini della nostra confusa modernità.
A essere messo in scena è il dramma dell'emigrazione, del desiderio di riscatto, della difficile integrazione sociale e della convivenza tra povertà e benessere nell'Italia in ascesa nel boom annunciato. Amelio ci costringe a ripensare allo stereotipo meridionale e a situazioni e luoghi che crediamo di avere in qualche modo interiorizzato. Primo tra tutti l'espropriazione culturale e politica di intere generazioni di emigranti che hanno contribuito allo sviluppo del nord. 1958 - 1964, sei anni determinanti per il nostro paese, raccontati attraverso il rapporto complesso, tormentato e viscerale di due fratelli siciliani, per mezzo di una narrazione ellittica, al di là di qualsiasi convenzione stilistica, svuotata di fatti e di cronologia.
L'essenziale talvolta resta fuori campo, lo spettatore è costretto a raccogliere indizi e a ricostruire i nessi nella frammentazione, assumendo un ruolo non passivo nella fruizione della pellicola. La poetica, la capacità espressiva e l'impronta stilistica subiscono modificazioni nel suo percorso autoriale, ma resta essenzialmente una costante la coerenza a un certo tipo di sensibilità creativa. Così come permane il dono di saper raccontare esistenze precarie, vie di fuga impossibili, prese di coscienza faticose e inevitabili compromessi morali.
Lo spazio urbano (una Torino plumbea e tetra dagli austeri e sontuosi palazzi savoiardi, ma in qualche modo più metaforica che dotata di concretezza vera e propria) è mostrato così come la vedono i protagonisti, con i loro occhi spaesati, la loro attonita curiosità e l'angoscia provocata dal labirinto esistenziale in cui si trovano rinchiusi. All'inizio la scelta del regista era ricaduta su Milano, unica altra alternativa possibile, ma alla fine ha optato per il capoluogo piemontese, città sicuramente meno sfruttata dal cinema.
Amelio in proposito aveva dichiarato: «Credo che le mura, i palazzi, le strade di Torino esprimano tutta la loro storia senza però ostentarla: i monumenti, anche i più "eccessivi", sono come velati da una patina di discrezione. La stessa che c'è nei torinesi».

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In sei giornate su un arco di sette anni, dal 1958 al 1964 ( Arrivi , Inganni , Soldi , Lettere , Sangue , Famiglie ), il tormentato e appassionato rapporto tra due fratelli siciliani. Giovanni (Lo Verso) raggiunge a Torino il minore Pietro (Giuffrida) per aiutarlo e spronarlo a prendere l'agognato diploma di maestro. Pietro contraccambierà l'amore ossessivo di Giovanni, addossandosi un delitto da lui commesso. Fa da tela di fondo la grande ondata di immigrazione che in quegli anni avvenne nella città della Fiat. 11° lungometraggio (6 per la TV) di G. Amelio, che chiude un'ideale trilogia ( Il ladro di bambini , 1992; Lamerica , 1994). Leone d'oro a Venezia 1998, clamoroso insuccesso di pubblico e, in parte, di critica. L'amore fraterno, argomento di tanti film, non era mai stato raccontato in modi così accesi. In filigrana vi si può leggere il rapporto tra padri e figli (adulti e adolescenti), Leitmotiv del cinema di Amelio. Nel finale sconsolato è ancora una volta il "minore" che dà una lezione di vita. È un film faticoso, inquietante, di un pessimismo disperato che fa male. A esaltare Torino c'è la straordinaria fotografia di Luca Bigazzi in Super35 sgranata, dura, contrastata, giocata sui neri profondi. Altrettanto riconoscibile e alta è la cifra musicale di Franco Piersanti. Uscito con sottotitoli che traducono in italiano battute in dialetto catanese, pugliese e piemontese. 3 Grolle d'oro: produzione (V. e R. Cecchi Gori), attore (Lo Verso) e musiche (Piersanti).

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 25 agosto 2013
rita branca

 Così ridevano, film (1998)  di Gianni Amelio  con Enrico Lo Verso, Francesco Giuffrida, Fabrizio Gifuni, Rosaria Danzé, Renato Liprandi   Un altro film intenso di Gianni Amelio dove si narrano le dure vicende vissute dagli immigrati meridionali nella Torino industriale fra gli anni cinquanta e sessanta, i sacrifici di questi operai sull’orlo della disperazione [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 settembre 2013
Filippo Catani

Torino 1958. Due fratelli siciliani si ricongiungono e il maggiore decide di accettare qualsiasi lavoro pur di aiutare il fratello minore a studiare e a diventare maestro. Le vicende dei protagonisti seguiranno un arco temporale fino al 1964. Dal 1958 al 1964; ogni anno un capitolo della storia di questi due fratelli siciliani per un film premiato a Venezia con il Leone d'oro.

mercoledì 20 giugno 2012
il conformista

Il primo riferimento che viene in mente è "Rocco e i suoi fratelli". Quello che  cambia è il carattere dei due fratelli da buono e cattivo, a cattivo e buono e questo è oggettivamente spiazzante, ma è l'unica novità. Il film è troppo lungo, troppo statico. Campi e controcampi, primi piani.

domenica 20 dicembre 2009
Paola Di Giuseppe

A ragione definito il più “scorsesiano” dei film di Amelio,Così ridevano,girato sei anni dopo,sembra precedere il Ladro di bambini del ’92 per il tema della paternità surrogata,che qui è uno dei motivi fondanti del film, in quello diventa il leit motiv incarnato dal carabiniere Antonio. “Al centro del mio film c’è un sogno”dice Amelio,ed è il rapporto complesso,tormentato e viscerale dei due fratelli [...] Vai alla recensione »

sabato 9 luglio 2022
Sunset

Non mi è piaciuto ! L'ho trovato pesante e non scorrevole . Grande attore Lo Verso e l'altro fratello ma alcuni attori penosi come ad esempio il Professore .

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

A dispetto del titolo ( Così ridevano) c’era ben poco da stare allegri nella Torino a cavallo fra gli anni 50 e 60 raccontata dall’ultimo film di Gianni Amelio, Leone d’oro alla Mostra di Venezia. Una vita infame, sporca e cattiva, in scantinati senza luce, molto lavoro e soldi appena sufficienti per comprare da mangiare. La vita degli emigranti appena arrivati dal Sud, spesso allo sbaraglio, attirati [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Come fanno quattro elefanti a entrare in una seicento?, chiedeva una freddura degli anni 60. Così si rideva, allora. Immagini e sussulti di un'Italia scomparsa ("senza nostalgia, senza rabbia, senza retorica, ma con un sentimento forte che non escluda l'ironia o il distacco", ha precisato l'autore), che Amelio coniuga con la passione di un solenne, disperato poema astratto.

Irene Bignardi
La Repubblica

Il 1958 esercita una curiosa fascinazione sui nostri registi, a giudicare almeno dal fatto che ben due film - il Leone d'oro di Gianni Amelio e Del perduto amore di Michele Placido - cominciano proprio lì, nell'anno del secondo governo Fanfani, di papa Giovanni XXIII, di Krusciov capo del governo sovietico, del pacemaker e del Gattopardo. È sullo sfondo di un mattino d'inverno del 1958 alla stazione [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Come fanno a entrare quattro elefanti in una 600? è questa vecchia barzelletta a chiudere Così ridevano, e a giustificare il titolo che per altro è ripreso da una popolarissima rubrica della Domenica del Corriere. Il film non dà risposta allo scherzo, e quindi non la daremo neanche noi: la lasciamo alla vostra memoria, sperando che il gioco non finisca qui.

Massimo Lastrucci
Ciak

Si chiamava così una rubrica di barzellette (Perbene) dell'allora in auge Domenica dei Corriere: Così ridevano. Ma qui il motto suona, più che nostalgico, amaro e agghiacciante. Perché non c'è nulla da ridere in questa tragedia personale in dramma collettivo, splendido e limpido Leone d'Oro a Venezia. Rispetto ai precedenti indimenticabili Il ladro di bambini e Lamerica, Gianni Amelio cambia "tattica [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Gianni Amelio ha fatto con Così ridevano un film molto bello per raccontare a Torino, negli anni 1958-1964 di quella grande migrazione da Sud a Nord che fu il primo vero incontro tra le due parti del Paese nella storia dell'Italia unita e che confuse identità e culture nel passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale, una tragedia della famiglia, dei legami di sangue intesi come possesso. [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Un viaggio in Italia: questo, citando un grande film di Roberto Rossellini ( Viaggio in Italia, 1953), è Il ladro di bambini. Scendendo da Milano fino in Sicilia, in quel suo film del “93 Gianni Amelio, profondo e serio, mostra la volgarità d’un Paese in cui la ricchezza materiale s’accompagna alla miseria sociale e morale, d’un Paese che rischia di non avere più radici, memoria, coscienza di sé, e [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Non tutti i Leoni l'oro sono meritati. Quello vinto Da Così ridevano è un oltraggio all'intelligenza e un omaggio al nazionalismo filmico, che all'ultima Mostra di Venezia ha ragionato più o meno così: mancando capolavori stranieri, premiamo il "non capolavoro" di Amelio (in credito con la mostra per un film precedente). Raccontando di un bracciante siciliano analfabeta (Enrico Lo Verso), che nel [...] Vai alla recensione »

winner
leone d'oro
Festival di Venezia
1998
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