Charlot

Film 1992 | Biografico 140 min.

Regia di Richard Attenborough. Un film con Robert Downey Jr., Geraldine Chaplin, Dan Aykroyd, James Woods, Anthony Hopkins, Kevin Kline. Cast completo Titolo originale: Chaplin. Genere Biografico - Gran Bretagna, 1992, durata 140 minuti. - MYmonetro 3,17 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il fantomatico editore (è solo fantasia) Anthony Hopkins discute il passato di Chaplin con lo stesso artista, che nel 1963 ha quasi ultimato la sua autobiografia. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 3 candidature a Golden Globes, Al Box Office Usa Charlot ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 6,7 milioni di dollari e 84,7 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,17/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,33
CONSIGLIATO SÌ
Autobiografia d'artista didascalica e piatta.

Il fantomatico editore (è solo fantasia) Anthony Hopkins discute il passato di Chaplin con lo stesso artista, che nel 1963 ha quasi ultimato la sua autobiografia. Ecco dunque la Londra del 1894 che vede Charly cinquenne trarre dai guai la mamma cantando una canzone davanti a un pubblico volgare e crudele. Il resto è mitologia dei film e della vita del più grande uomo di cinema di ogni tempo. Il teatro leggero, la chiamata a Hollywood da parte del produttore regista Mack Sennett, le prime comiche e poi i film. Alle mogli bambine e alle amanti è dedicato il giusto spazio. Il film procede a capitoli secondo appunto le donne e le grandi opere, che vengono motivate: Il monello, La febbre dell'oro, Luci della città, Tempi moderni, Il grande dittatore, Luci della ribalta. Dopo averlo maltrattato e addirittura espulso nell'ambito delle famose "attività antiamericane" e della paura del comunismo, nel 1972 l'America rimediò in parte attribuendo a Chaplin un Oscar alla carriera. Nel finale il grande vecchio è sulla sedia a rotelle, nel buio, mentre vengono proiettate sequenze dei suoi capolavori. L'ultimo spezzone è quello di Charlot che abbraccia e bacia il "monello". Chaplin piange nel buio mentre la platea applaude commossa. Come al solito Attenborough è piatto e sufficiente. Quando si hanno a disposizione alcune decine di miliardi e una storia come quella di Chaplin è davvero difficile fare un brutto film. Ma il profilo è sempre uniforme e mai alto. Tutto è a puntino, la scenografia va bene, tutto va benino ma... avremmo voluto un Alan Parker. C'è una situazione che dimostra questo concetto quasi matematicamente. Siamo nel momento in cui Charly "incontra" la sua bombetta e il bastoncino che sono addirittura animati (buona l'idea). Chaplin diventa Charlot. Sennett sta girando uno dei due filmetti: un gruppo di persone posa per una foto ricordo di un matrimonio. Improvvisamente Charlot irrompe, spinge lo sposo, evita un calcio, ne dà un altro, gira intorno, fa due capriole, travolge e stravolge tutto. Sennett lascia correre la scena; ha capito chi si trova davanti. Ecco, in quel momento, quando il film prende i ritmi di Chaplin si capisce la differenza fra il genio e il ricco mestierante. Le regole di Charlot hanno letteralmente escluso quelle di Attenborough. Quando finisce la scena finisce anche la magia, torna tutto sufficiente. Altre due considerazioni: Robert Downey è un buon acrobata ma deve ancora molto recitare. Infine il vecchio Chaplin. Viene mostrato mentre accoglie tutte le obiezioni dell'editore e pazientemente si giustifica. Davvero non crediamo che il grande, viziato vegliardo fosse così morbido e disponibile con chi voleva discutere le sue idee.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Vita di Charles Spencer Chaplin (1889-1977), genio del cinema, dal 1894 quando a Londra esordì nel music-hall sino al 1972 quando ricevette un Oscar alla carriera. Nell'attingere alla sua autobiografia (1964) e alla biografia di David Robinson (1987), R. Attenborough e i suoi sceneggiatori (W. Boyd, B. Forbes, W. Goldman) hanno privilegiato la vita più che le opere in un film illustrativo e celebrativo, ma non agiografico, insistendo sulle traversie matrimoniali, ma non trascurando il versante politico dove, con qualche forzatura, Edgar J. Hoover, capo dell'FBI, fa figura di "cattivo" della storia. La parte più viva è la prima. L'unico personaggio d'invenzione è l'anziano editore George Hayden (Hopkins) che a Vevey - in Svizzera - aiuta Chaplin a scrivere le sue memorie. Nella galleria femminile spiccano G. Chaplin come Hanna, madre del protagonista; D. Lane che fa con brio Paulette Goddard; M. Kelly nella duplice parte di Hetty Kelly, primo amore di Chaplin, e Oona O'Neill, l'ultima e la più amata delle sue mogli. Al di là dei suoi limiti illustrativi di biografia un po' accademica e del suo innegabile decoro professionale, la carta vincente del film è lo straordinario R. Downey Jr.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 20 giugno 2012
Luca Scialo

Una lacrima e un sorriso. Questo era il Cinema di Charlie Chaplin, genio del Muto prima e del Sonoro poi, che ha fatto ridere, commuovere e riflettere mezzo Mondo nella prima metà del '900. Bollato come comunista da un'America capitalista e anti-sovietica ne fu addirittura espulso, per poi ritornare negli ultimi anni della sua vita per ritirare premio e applausi.

lunedì 2 dicembre 2013
Great Steven

CHARLOT (USA/UK/IT/FR, 1992) di RICHARD ATTENBOROUGH con ROBERT DOWNEY JR. – PAUL RHYS – GERALDINE CHAPLIN – DAN AYKROYD – KEVIN KLINE – ANTHONY HOPKINS – DIANE LANE – PENELOPE ANN MILLER – KEVIN DUNN – MILLA JOVOVICH – MOIRA KELLY – JOHN THAW § Ispirato a La mia autobiografia (1964) e a Chaplin: la sua vita e l'arte dell’autor [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 aprile 2009
toty bottalla

condensare tutta la vita di charles chaplin in poco più di due ore è impresa ardua, tuttavia ATTENBOROUGH riesce con qualche difficoltà ad inquadrare l'essenza del mito impegnando però non poco noi spettatori. DOWNEY è superbo nei panni di charlot ottimo l'intero cast. la cosa più bella del film secondo me è il finale, quegli occhi lucidi tra cornici di rughe che guardano con la complice musica l'arte [...] Vai alla recensione »

sabato 16 luglio 2016
Vapor

Partiamo subito col sottolineare come ultimamente su Mymovies un gruppetto di mentecatti si sia messo a scrivere le recensioni principali dei film, levando (non sempre) quelle del mitico Morandini. Questo film è stato addirittura definito "piatto". Poverini... sarebbe come andare alle cascate del Niagara e dire "Che palle" o davanti alle Piramidi d'Egitto "Pivelli".

sabato 15 maggio 2010
domiU.U

Un commovente capolavoro. Mi ha colpito tantissimo.I miei complimenti a Robert Downey jr. per la sua fantastica interpretazione. Direi che su questo film c'è ben poco da dire... magnifico.

domenica 28 agosto 2011
slash06

Gran bel film

domenica 15 marzo 2020
diskol88

cosa avrebbe dovuto imparare charlot? quale affiancamento di attori gli dovevano fare? ricordiamoci che con l'evento dei colori e del sonoro nessuno ha voluto ricordarsene; possiamo non dire che sia il più grande comico della storia; con quel b/n soltanto, inspiegabile però, d'altra parte come facevano le pellicole solo in b/n, pensando di essere moderni, dieci comparse [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Negli ultimi 20 anni ho capito cosa significa la felicità, vorrei poter scrivere di più sull'argomento ma ha a che fare con l'amore e l'amore e la più bella di tutte le frustrazioni perchè è più di quanto uno possa esprimere."
Una frase di Charlie Chaplin (Robert Downey Jr.)
dal film Charlot - a cura di Michele Ugliano
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Robert Downey jr., candidato all’Oscar, è davvero stupefacente, perfetto, persino impressionante: nell’andatura, nei gesti, nell’abilità comico-acrobatica, nelle repentine malinconie e nelle irresistibili buffonerie clownesche di Charlot, così come nelle stanchezze distratte di Chaplin da vecchio, la sua interpretazione è miracolosa per somiglianza ed efficacia, una scommessa vinta del film.

NEWS
CELEBRITIES
martedì 29 aprile 2008
Stefano Cocci

I problemi di droga sembravano averci fatto perdere uno degli attori più talentuosi del nostro tempo Non ama definirsi attore ma "faker", un truffatore, un falsificatore. Probabilmente molti dei fans di Robert Downey Jr.

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