Van Gogh

Film 1950 | Cortometraggio 20 min.

Anno1950
GenereCortometraggio
ProduzioneFrancia
Durata20 minuti
Regia diAlain Resnais
MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alain Resnais. Un film Genere Cortometraggio - Francia, 1950, durata 20 minuti. - MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Resnais segue lo sviluppo artistico e psico-esistenziale di Van Gogh

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
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Recensione di Paolo Bertetto
Recensione di Paolo Bertetto

Resnais segue lo sviluppo artistico e psico-esistenziale di Van Gogh in primo luogo attraverso le immagini dei numerosi autoritratti (lo stesso Homme à l'oreille coupée è utilizzato come autoritratto), intercalati a quadri di diverso soggetto; analizza le modificazioni progressive del volto di Van Gogh, rivolgendo un'attenzione particolare agli occhi, dapprima mobili e vivaci e, in seguito, fissi e allucinati. La crisi psichica del pittore è poi sottolineata con un montaggio più intenso di autoritratti e di oggetti luminosi (sole, stelle, lampade), che determina un ritmo frenetico e violenti contrasti espressivi fra i differenti materiali impiegati. Nell'ambito di questa esperienza il regista comincia ad affermare il valore centrale del montaggio. Ricorre a un montaggio di tipo conflittuale in cui la costruzione dell'emozione è affidata alla dialettizzazione ritmica delle diverse componenti filmiche. Insieme, utilizza differenti angoli di ripresa, inserisce primi piani sempre più rapidi e intensi, sino a chiudere su due occhi allucinati. Il dato biografico della follia viene assunto come mito e riletto in chiave di tensione verso l'assoluto, superamento dei limiti, pratica totalmente altra. Resnais non si limita a documentare la follia di Van Gogh. Cerca di analizzare la dinamica dello sviluppo psico-esistenziale dell'avventura del pittore, ponendola in rapporto dialettico con l'esperienza artistica, alfine di spiegare la vita (la follia) con l'arte e la sperimentazione artistica con la vita. Girato in bianco e nero non solo per motivi economici, ma anche per illustrare più adeguatamente «l'architettura tragica della pittura di Van Gogh» e per «creare legami tra tele estremamente diverse» (Resnais), il film costituisce un tentativo rigoroso di restituire insieme - attraverso mezzi linguistici specificamente cinematografici - l'intensità artistica di un altro linguaggio e la tensione delirante di un'esperienza esistenziale che vive ai limiti estremi. Nello stesso tempo, il film rappresenta una realizzazione già matura dello stile e della personalità di Resnais, una intelligente sperimentazione delle possibilità espressive del linguaggio cinematografico.

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