Un incubo cinematografico, un capolavoro del genere demoniaco.
Fantastico,
USA 1968.
Durata 136 Minuti.
Rosemary, sposata ad un attore sconosciuto, vede il marito diventare di colpo famoso. Il bambino che le nasce qualche mese dopo, secondo le dichiarazioni di una vicina di casa che l'ha assistita e del marito stesso, è morto. Espandi ▽
Rosemary, sposata ad un attore sconosciuto, vede il marito diventare di colpo famoso. Il bambino che le nasce qualche mese dopo, secondo le dichiarazioni di una vicina di casa che l'ha assistita e del marito stesso, è morto. Ma un caso porta Rosemary a scoprire una messa nera nella quale un neonato, dai tratti demoniaci, è il protagonista. La donna comprende l'atroce verità: il marito ha ceduto il figlio in cambio del successo. Demoniaco o no, il bimbo è comunque il figlio e Rosemary accetta di prendersi cura di lui.
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Una lucida follia. Il film che svelò il progetto assolutista dei nazisti.
Fantastico,
Germania 1933.
Durata 122 Minuti.
Ricoverato in manicomio, Mabuse scrive piani criminali che vengono eseguiti. Lohmann indaga e scopre una rete di delinquenti legata al dottor Baum. Espandi ▽
Il Dottor Mabuse è un ricoverato in una casa di cura per malattie mentali impegnato a continuare a scrivere dei propri piani criminali. Il fatto è che questi suoi progetti vengono effettivamente realizzati e l'ispettore Lohmann inizia ad indagare scoprendo una importante rete di delinquenti sempre pronti all'azione. In particolare punta l'attenzione sul dottor Baum che ha in cura Mabuse e ne è particolarmente attratto.
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Buñuel e Dalì realizzano un altro capolavoro del surrealismo.
Fantastico,
Francia 1930.
Durata 65 Minuti. Consigli per la visione:
Secondo film di Buñuel dopo Un chien andalou dell'anno precedente, col quale costituisce il vero e proprio manifesto del surrealismo cinematografico (alla sceneggiatura collaborò Salvador Dalì, fra gli interpreti figura Max Ernst). Espandi ▽
Secondo film di Buñuel dopo Un chien andalou dell'anno precedente, col quale costituisce il vero e proprio manifesto del surrealismo cinematografico (alla sceneggiatura collaborò Salvador Dalì, fra gli interpreti figura Max Ernst). Nei sessanta minuti di proiezione non assistiamo allo svolgersi di una trama ben definita ma, come al solito nei film del regista spagnolo, al susseguirsi di personaggi e di situazioni canonici, in una critica serrata e corrosiva al clericalismo, all'autoritarismo e alla repressione sessuale.
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