| Titolo originale | Das Testament des Dr. Mabuse |
| Anno | 1933 |
| Genere | Fantastico |
| Produzione | Germania |
| Durata | 122 minuti |
| Regia di | Fritz Lang |
| Attori | Theodor Loos, Oscar Beregi, Rudolf Klein-Rogge, Camilla Spira . |
| Tag | Da vedere 1933 |
| MYmonetro | 3,53 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 26 gennaio 2026
Ricoverato in manicomio, Mabuse scrive piani criminali che vengono eseguiti. Lohmann indaga e scopre una rete di delinquenti legata al dottor Baum.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il Dottor Mabuse è un ricoverato in una casa di cura per malattie mentali impegnato a continuare a scrivere dei propri piani criminali. Il fatto è che questi suoi progetti vengono effettivamente realizzati e l'ispettore Lohmann inizia ad indagare scoprendo una importante rete di delinquenti sempre pronti all'azione. In particolare punta l'attenzione sul dottor Baum che ha in cura Mabuse e ne è particolarmente attratto.
Fritz Lang segna con questo film il suo definitivo distacco dal nazismo di cui denuncia la strategia.
Nel 1922 Fritz Lang gira Il dottor Mabuse. Nel 1933, dopo aver realizzato due film fondamentali per la storia del cinema come Metropolis e M-Il mostro di Düsseldorf, decide di tornare sul tema grazie anche all'amicizia che lui e sua moglie, Thea von Harbou, avevano con il creatore del personaggio, lo scrittore Norbert Jacques. La sceneggiatura della von Harbou fa sì che Jacques non venga citato nei titoli di un film che doveva rappresentare una novità in molti ambiti. Innanzitutto sul particolare utilizzo del da poco utilizzato sonoro nel cinema. Si ascolti come, già dalla prima sequenza, questo venga utilizzato per contribuire a creare una nota di disturbo e di tensione. C'erano poi da realizzare sparatorie, incendi, allagamenti ed esplosioni che Lang voleva fossero estremamente realistici. Le armi erano vere e il direttore della fotografia Fritz Arno Wagner ebbe a dichiarare che per tutto il tempo aveva temuto per l'incolumità della crew.
I problemi più rilevanti dovevano però ancora arrivare e Lang non poteva non averli previsti. Perché il film aveva un'uscita programmata per il 24 marzo 1933 e da gennaio il capo del governo era Adolf Hitler. Il quale proprio il 14 marzo aveva nominato come Ministro della Propaganda Joseph Goebbels. Il quale fece rinviare la première e poi bandì il film dalle sale tedesche con il pretesto che "mostrava che un gruppo di persone estremamente votate a una causa si dimostravano perfettamente in grado di sovvertire con la violenza qualsiasi ordine stabilito". Si trattava semplicemente di un pretesto: i nazisti avevano perfettamente compreso che le intenzioni di 'creazione del caos' per poterne poi approfittare per instaurare un regime espresse dal vertice dei criminali nel film altro non erano se non l'esplicitazione della strategia del partito nazionalsocialista. In breve tempo Lang, di origine ebraica da parte di madre, avrebbe lasciato la Germania e la consorte, la quale aveva finito con l'aderire all'ideologia dominante. Una visione del film, possibile oggi all'integrazione di elementi e al restauro, consente di comprendere come Lang, figlio di un architetto, sia ancora una volta estremamente attento alla scenografia. Gli spazi in cui ambienta le scene principali sono assolutamente studiati nei dettagli come mostra e dimostra il movimento di macchina che apre il film. Anche la colonna sonora, con il suo mix di musica, silenzi e rumori contribuisce con grande efficacia, soprattutto per l'epoca, alla creazione dell'atmosfera di lucida follia. Resta però a marcare negativamente il film sul piano ideologico il giudizio di Siegfried Kracauer in "Da Caligari a Hiltler: una storia psicologica del cinema tedesco". Lo studioso e saggista rileva che in fondo nel film non c'è nessun personaggio positivo presentato come opponibile ai criminali. Lo stesso ispettore è proposto come un pingue burocrate. Secondo Kracauer una sorta di fascinazione per i 'cattivi' pervade la sceneggiatura di von Harbou rendendo di fatto ambiguo il trionfo della Legge.
Ipnotizzatore,camaleontico,abile,infallibile,questo era il dottor mabuse nella pellicola di fritz lang.Sono passati 10 anni da allora e Lang prepara un grande ritorno per un personaggio eccezionale come il dottor mabuse.La storia stavolta non porta piu' la dinamicita' visiva ed espressiva del precedente ma possiede sicuramente una grande storia che ne e' degna del precedente lungometraggio [...] Vai alla recensione »
Una volta tanto diamo press'a poco ragione ai cartelloni. Presentano Il testamento del dottor Mabuse come il «capolavoro di Fritz Lang». È certo questo, finora, il miglior film dell'autore dei Nibelunghi, di Metropolis e de Il maledetto, anche se (qualche spettatore frettoloso lo definirà film giallo. Vi è infatti, apparentemente, una tessitura da romanzo poliziesco, che viene sovente in primo piano; [...] Vai alla recensione »