L'âge d'or

Film 1930 | Fantastico +16 65 min.

Anno1930
GenereFantastico
ProduzioneFrancia
Durata65 minuti
Regia diLuis Buñuel
AttoriGaston Modot, Lya Lys, Max Ernst .
TagDa vedere 1930
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,07 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Luis Buñuel. Un film Da vedere 1930 con Gaston Modot, Lya Lys, Max Ernst. Genere Fantastico - Francia, 1930, durata 65 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,07 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Secondo film di Buñuel dopo Un chien andalou dell'anno precedente, col quale costituisce il vero e proprio manifesto del surrealismo cinematografico (alla sceneggiatura collaborò Salvador Dalì, fra gli interpreti figura Max Ernst).

Consigliato assolutamente sì!
4,07/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,57
CONSIGLIATO SÌ
Buñuel e Dalì realizzano un altro capolavoro del surrealismo.

Secondo film di Buñuel dopo Un chien andalou dell'anno precedente, col quale costituisce il vero e proprio manifesto del surrealismo cinematografico (alla sceneggiatura collaborò Salvador Dalì, fra gli interpreti figura Max Ernst). Nei sessanta minuti di proiezione non assistiamo allo svolgersi di una trama ben definita ma, come al solito nei film del regista spagnolo, al susseguirsi di personaggi e di situazioni canonici, in una critica serrata e corrosiva al clericalismo, all'autoritarismo e alla repressione sessuale.

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2° film surrealista di Buñuel, ideato con Salvador Dalí come Un chien andalou (1929), non ha una continuità narrativa anche se vi si possono individuare un prologo, un epilogo e un filo conduttore, l'amore folle che butta l'uno nelle braccia dell'altra un uomo (G. Modot) e una donna (L. Lys) che non potranno unirsi mai. Disponibile scena per scena alle più varie interpretazioni e in linea con l'ideologia surrealista, è un pamphlet visionario contro i pilastri della borghesia capitalista (la Chiesa, lo Stato, l'esercito) e sostiene che soltanto la forza sovversiva del desiderio e dell'amore è accettabile. Lo fa con invenzioni visive fondate sull'esasperazione, l'indegnità, l'assurdo, pur rifiutando, in nome di un realismo "oggettivo", i procedimenti formali dell'avanguardia del tempo. "... è un'opera fortemente tesa alla creazione di un nuovo linguaggio, un linguaggio articolato secondo i dettami del Secondo Manifesto del Surrealismo di cui Buñuel e Dalí furono tra i firmatari e che è contemporaneo al film." (Auro Bernardi). Finanziato dal visconte Charles de Noailles che rischiò la scomunica, fu proiettato per 6 giorni allo Studio 28 di Parigi, bersaglio di un'incursione di squadristi di destra che lo devastarono. Pochi giorni dopo il prefetto Chiappe lo vietò. Uscì in pubblico soltanto nel 1950 a New York e nel 1951 a Parigi.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 27 gennaio 2011
laulilla

Questo è il secondo film di Buñuel, nato dalla collaborazione con Salvador Dalì, che, in seguito avrebbe preso le distanze dal regista, interrompendo il sodalizio grazie al quale era stato realizzato Un chien andalou. Non fu estranea alla decisione la polemica che immediatamente si scatenò contro questo lavoro, attaccato per molte ragioni, ma principalmente per l'allusivo [...] Vai alla recensione »

martedì 6 marzo 2012
fedeleto

In un prologo a sfondo documentaristico, viene narrata la vita degli scorpioni sia dal loro interno(cioe' dal loro corpo e il veleno che si trova nella coda)sia dal loro lato esterno(ovvero i loro modi e le loro abitudini).Tale prologo in realta' ha piu' di un nesso con il nucleo del film,ovvero lo scorpione e' un animale velenoso,cosi come lo e' la societa',ed inoltre le [...] Vai alla recensione »

domenica 1 febbraio 2015
il befe

quante metafore!!!

martedì 2 dicembre 2014
il befe

Linuaggio cinematografico interessante

martedì 2 dicembre 2014
il befe

Capolavoro bunueliano

martedì 2 dicembre 2014
il befe

Il problema e che non si riescono a cogliere appieno tutte le sue metafore

Frasi
Hai freddo?
No, cadevo.
Dormi!
Dialogo tra L'uomo (Gaston Modot) - La donna (Lya Lys)
dal film L'âge d'or
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