| Anno | 2008 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Jerry Calà |
| Attori | Jerry Calà, Tosca D'Aquino, Enzo Iacchetti, Don Johnson, Paolo Villaggio, Eva Henger Randi Ingerman, Mercedes Henger, Rudy Smaila, Gisella Sofio, Nara De Natividade, Max Parodi. |
| Uscita | venerdì 5 dicembre 2008 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 2,13 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 6 giugno 2014
Giacomo, detto Giagià, affermato agente immobiliare, scappa da sua moglie Francesca, una napoletana approdata a Milano negli anni '80, e dalla famiglia in cerca di evasione dalla routine e dallo stress quotidiano. In Italia al Box Office Torno a vivere da solo ha incassato 792 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Giacomo torna a vivere da solo, dopo l'avventura in solitaria di 26 anni fa raccontata in Vado a vivere da solo, lo stesso personaggio decide nuovamente di abitare il suo appartamento (che oggi però si chiama loft) con il medesimo arredamento kitsch (ma aggiornato) e le medesime grane. A cambiare è il contesto intorno a lui. Alla voglia di indipendenza dai genitori si sostituisce l'insofferenza matrimoniale e alle avventure sessual-romantiche si sostituiscono tradimenti e intrecci con le mogli ed ex-mogli dei cosìddetti amici. Alla fine ovviamente non mancherà la morale sul fatto che poi sono i figli a rimetterci.
Dopo Vita smeralda Jerry Calà torna davanti e dietro la macchina da presa per un film che si inserisce nel filone dei "grandi" recuperi delle commedie anni '80. Eppure Torno a vivere da solo, non solo è meglio dei vari ritorni di Monnezza e Mandrake ma anche meglio di molto cinema cinepanettonistico e dello stesso precedente Vita smeralda.
Un po' di umorismo senza pretese ma riuscito, un po' di cattiveria elargita senza fare sconti e un po' di autoironia e cadute sul trash spinto (Don Johnson doppiato con un pesantissimo accento meneghino) rendono Torno a vivere da solo insospettabilmente decente e in fondo in linea con il suo "illustre" antecedente.
Jerry Calà non si vergogna di mettere in mostra se stesso, di girarsi un film addosso riprendendo davvero l'arroganza degli anni '80, scrivendo (si, l'ha scritta lui) una storia maschilista al massimo e che trattando con forza il tema del divorzio distribuisce le ragioni a senso unico, senza la minima velleità di politicamente corretto, e infine non teme il ridicolo del metacinema sui suoi tormentoni ripetuti guardando in macchina.
Anche le musiche di Umberto Smaila, totalmente fuori dal tempo e quindi incredibilmente azzeccate, contribuiscono nel complesso a creare un mood nostalgicamente trash in cui alla fine non stona nemmeno Eva Henger placida madre di famiglia inguainata in abiti di pelle. Quanta di tutta questa ironia sia volontaria è difficile a dirsi ma il risultato paga, sempre che non si abbiano aspettative eccessive.
Forse di tutti i recuperi delle commedie italiane anni '80 questo è il meno trascurabile.
Ritorna Jerry Cala' ritorna in uno dei ruoli che lo resero celebre negli anni '80 nel film "Vado a vivere da solo" simpatica commedia di Marco Risi. Ormai Cala' e' cresciuto e si diletta ,con risultati non sempre esaltanti ,nel ruolo di regista. In questo caso e' riuscito a tirare fuori un'ottima e gradevole sceneggiatura ed una regia,sicura e precisa, che non sfigura di certo accanto a quella [...] Vai alla recensione »
Ideale sequel di Vado a vivere da solo (1982) di Marco Risi, Torno a vivere da solo, con Jerry Calà regista e interprete, è anche una commedia di Natale, con i tipici requisiti di questo filone italico che ambisce, ridendo, a rispecchiare nevrosi e tic contemporanei. Qui l'aumento dei divorzi è lo spunto su cui si avvita la storiellina di un agente immobiliare che, in via di divorzio, si rifugia nel [...] Vai alla recensione »