In programma il 14 marzo all’Hollywood Chinese Theater, a poche ore dagli Oscar.
La proiezione speciale di Novecento, capolavoro di Bernardo Bertolucci, per il 50º anniversario dell’uscita sarà tra gli eventi centrali della 21ª edizione di Los Angeles, Italia (8-14 marzo al TCL Chinese Theatre di Hollywood), presieduta da Filippo Puglisi Alibrandi e con Raffaella De Laurentiis nel ruolo di Chairperson. La rassegna, tradizionale appuntamento italiano alla vigilia della Notte degli Oscar (15 marzo), è promossa con il sostegno del Ministero della Cultura, con il patrocinio del MAECI, del MIMIT e del MIT, e con la partecipazione di Intesa Sanpaolo, Rainbow e Givova.
«Un omaggio doveroso a un autore che ha segnato il cinema mondiale – afferma Pascal Vicedomini, fondatore e produttore del festival –. Con Novecento, uscito nel 1976, Bertolucci ha firmato un’opera epica e politica che attraversa mezzo secolo di storia italiana attraverso le vite parallele di due uomini, interpretati da Robert De Niro e Gérard Depardieu, con un cast internazionale che include Burt Lancaster, Donald Sutherland, Stefania Sandrelli e Dominique Sanda».
La celebrazione rinnova il legame tra il festival e il regista parmense. Su iniziativa di Vicedomini, nel 2008 Bertolucci ottenne la stella sulla Hollywood Walk of Fame, riconoscimento che poté ritirare personalmente solo nel 2013, a causa dei problemi di salute che ne avevano limitato gli spostamenti negli ultimi anni.
L’omaggio a LA, Italia 2026 si completerà con la proiezione del documentario dedicato al Maestro, firmato dal giornalista Marco Spagnoli, che ne ripercorre il percorso artistico e l’eredità culturale.
Tra gli eventi speciali già annunciati: l’omaggio ad Anna Magnani con il film di Monica Guerritore, che sarà premiata con l’Italian Excellence Award; l’omaggio a Tony Renis con il documentario RAI a lui dedicato e la mostra di B. Zarro; la proiezione dei tre film campioni d’incasso dell’anno, Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, Oi Vita mia di Pio e Amedeo e La vita va così di Riccardo Milani.