Siamo nella seconda metà dell’Ottocento, la guerra – tra Francia e Prussia – è appena finita. A un uomo viene data in sposa una giovane. L’uomo è un brav’uomo, semplice e gentile. La giovane ha degli splendidi occhi azzurri. Ma l’uomo avrà una sorpresa, difficile da digerire.
Esce il 30 maggio nelle sale italiane Rosalie di Stéphanie Di Giusto: un film potente e delicato, che esplora la vicenda di una “donna barbuta”, a partire da una storia realmente accaduta. Un film che poggia tutto sulla straordinaria interpretazione di Nadia Tereszkiewicz, ventotto anni, attrice franco/finlandese dalla pelle chiarissima, che riesce ad accogliere nel suo corpo, nel suo viso i segni di questa diversità, di questa difformità e trasformarla in forza.
Nadia in questi giorni sta girando alcune città italiane per presentare in anteprima il film al pubblico: domani sarà a Firenze, al cinema Alfieri. Sarà l’occasione per scoprire un film che sa raccontare la diversità, la vergogna, il coraggio di affrontare gli altri e l’amore con una precisione e una freschezza straordinaria. E sarà l’occasione per conoscere un’attrice travolgente, nel suo entusiasmo, nella sua voglia di comunicare tutte le emozioni che ha dentro. La raggiungiamo al telefono: siamo pronti a spremere tutto il francese che riusciamo a mettere insieme, ma Nadia parla un italiano perfetto, fluente e tumultuoso, come se le parole corressero nella sua testa, e volesse regalarcele tutte.
Nadia, come racconterebbe Rosalie?
È un film che cerca di trovare un erotismo nuovo, non codificato nelle regole della società. Racconta un amore che nasce con il tempo, un amore improbabile, che sovverte tutti i codici della sua epoca. Perché il desiderio, alla fine, non può essere codificato.
