“Un programma che è sì eco dei tempi bui e angosciosi che stiamo vivendo, ma è anche un atto di resistenza”: così la Direttrice artistica Gaia Furrer descrive la 19esima edizione delle Giornate degli Autori, al Lido dal 31 agosto al 10 settembre nell’ambito della Mostra del cinema di Venezia. In cartellone ci sono “opere che raccontano i distanziamenti, i dolori e i disagi del mondo, ma che in modo ancor più deciso narrano di sodalizi e complicità. Questione politica, rielaborazione del passato, osservazione dello status quo e tentativo di proiettarsi in un futuro diverso, solitudine umana e conseguente bisogno di alleanze, sono i temi portanti”. “Un’idea comune: raccontare il mondo e la sua complessità con le immagini e le parole, con le testimonianze e i sogni, senza barriere tra invenzione e documento, senza gerarchie tra maestri ed esordienti, soprattutto senza paura di avere coraggio”, concorda il Delegato generale Giorgio Gosetti.
IL CONCORSO
Dieci i titoli in gara, fra cui due italiani: Bentu di Salvatore Mereu, “storia di grano e vento ambientata nella Sardegna degli anni Cinquanta”, e Padre Pio di Abel Ferrara, protagonista Shia LeBeouf nei panni del santo di Pietrelcina, ambientato nel contesto storico delle lotte fra contadini e latifondisti del 1920 culminate nell’eccidio di San Giovanni Rotondo.
Quattro le opere prime, che concorreranno insieme alle opere seconde per il nuovo premio BNL x Cinema del futuro, decretato da cinque studenti del CSC – Scuola Nazionale di Cinema, del valore di 3.000 euro assegnato ai primi e secondi film “distintisi per coraggio e innovazione”. I titoli in gara sono: Blue Jean di Georgia Oakley, ambientato nell’Inghilterra di Margaret Tatcher e imperniato sulla legge omofobica approvata dalla Lady di ferro; The Last Queen di Adila Bendimerad e Damien Ounouri, sulla figura della leggendaria Regina Zaphira contro lo sfondo dell’Algeria del ‘500; The Maiden del canadese Graham Foy, protagonisti tre adolescenti alle prese con una giornata estiva che volge in tragedia; e Wolf and Dog della documentarista Claudia Varejao, che parla di discriminazione di genere in Portogallo immergendosi nella giovane comunità queer dell’isola di Sao Miguel. Come sottolinea Furrer, quest’anno alle Giornate “c’è una parità di genere che rispecchia la crescita di autrici finalmente libere di esprimersi”.
Coerentemente, la giuria sarà presieduta dalla regista francese Céline Sciamma, “da sempre interessata alle questioni dell’identità”.