A tre giorni di distanza dalla conclusione della terza edizione del Roma Fiction Fest è possibile fare delle riflessioni sui risultati e sul successo ottenuto dalla manifestazione.
di Mattia Nicoletti
Il budget
Il pubblico sta cominciando a comprendere, come gli attori d'altra parte, che serie tv e fiction non sono più così distanti. Lo ha dichiarato lo stesso Kenneth Branagh protagonista di Wallander: "La televisione oggi con un basso budget cinematografico (1-2 milioni di euro) può realizzare sulla base di una buona sceneggiatura degli ottimi prodotti. Un film con gli stessi soldi, spesso è relegato a una o due settimana di sala al massimo e ottiene incassi infinitesimali".
Gli ospiti
La folla presente alla Masterclass di Lost e per la presentazione della terza stagione di Boris dimostrano come non siano mitizzate solo le star americane. Degli ottimi prodotti funzionano sempre. E in televisione dipendono soprattutto dagli sceneggiatori e dagli executive producer.
Invitare attori, produttori o sceneggiatori di serie tv americane non conosciute da tutti ma di grande qualità consente al pubblico di scoprire dei gioielli che talvolta la televisione pubblica relega in ore assurde del palinsesto. Bill Paxton, protagonista di Big Love ne è un esempio. La passione che trasuda da ogni poro per quello che fa è un volano per la serie stessa.
Il carattere internazionale del festival
Il Roma Fiction Fest è una vetrina privilegiata per fiction e serie tv di tutto il mondo. La manifestazione dà la possibilità anche a produzioni arabe, indiane, europee, di essere viste dal pubblico che possono scoprire come la qualità non debba essere necessariamente targata a stelle e strisce. La stampa straniera può inoltre visionare alcune nostre produzioni che potrebbero essere interessanti per il mercato estero.
Il pubblico
Come il Roma Film Festival anche il Roma Fiction Fest è dedicato essenzialmente al pubblico. Se questo può essere in parte un problema per gli operatori di settore (stampa e industry) comunque l'apertura totale alla gente rende palpabile un entusiasmo che altrimenti non sarebbe percepibile. In più nel caso delle serie tv, essendo un prodotto diverso dal cinema, l'entusiasmo della folla è incredibile. Gli stessi protagonisti in queste occasioni si rendono disponibili a foto e autografi senza alcun problema.
Conclusioni
In conclusione il Roma Fiction Fest 2009 è la riprova di quanto il piccolo schermo funzioni anche in sala (le proiezioni in HD gli rendono ancora più giustizia) e di quanto siano numerosi gli appassionati (38.000 presenze in 6 giorni sono un ottimo risultato). Il pubblico d'elite in televisione non esiste. Ognuno sceglie cosa gli piace senza porsi il problema se quella serie o quell'altra siano per il grande pubblico o per pochi eletti. Cosa che non accade al cinema che per andare avanti dovrà rinnovarsi.