Vieni a vivere a Napoli

Film 2017 | Film a episodi +13 88 min.

Anno2017
GenereFilm a episodi
ProduzioneItalia
Durata88 minuti
Regia diGuido Lombardi, Francesco Prisco, Edoardo De Angelis
AttoriMiriam Candurro, Antonio Casagrande, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito Antonella Morea, Marco Li, Moses Mone, Pippo Cangiano, Riccardo Zinna, Salvatore Cantalupo, Massimo Andrei, Marianna Mercurio, Loretta De Falco, Franco Javarone, Salvatore Misticone, Valentina Lapushova.
Uscitagiovedì 23 marzo 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneEuropictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Guido Lombardi, Francesco Prisco, Edoardo De Angelis. Un film Da vedere 2017 con Miriam Candurro, Antonio Casagrande, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito. Cast completo Genere Film a episodi - Italia, 2017, durata 88 minuti. Uscita cinema giovedì 23 marzo 2017 distribuito da Europictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Protagonisti delle tre storie sono un bambino cinese, una donna ucraina e un ragazzo cingalese. In Italia al Box Office Vieni a vivere a Napoli ha incassato 45,4 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ

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Manifesto culturale di una città in continua trasformazione, con personaggi unici, mai ridotti a stereotipo perché mostrati in tutta la loro fragilità.
Recensione di Olivia Fanfani
Recensione di Olivia Fanfani

Tre episodi, altrettante storie, profondamente dissimili per intenti ma insieme legate, capaci di raccontare il Meltin Pot di culture che popola un tessuto ricco di suggestioni e stimoli, radicato nel cuore di una città portuale e in continuo conflitto con il suo essere tutto e il contrario di tutto. Per contaminazione.
Napoli, tra le mura scrostate di una palazzina vivono il portiere Nino con la sorella Anna, che nel tempo libero fa da tata al piccolo Yoyo, ragazzino cinese la cui madre ha dei ritmi di lavoro estenuanti. Quando Anna vince un viaggio premio di una settimana, Nino si riscoprirà a condividere più di quanto non sia disposto ad ammettere con il giovane Yoyo. Una condizione transitoria, utile e indispensabile per sradicare il pregiudizio nell'uomo e cogliere l'occasione per scrollarsi di dosso i lavoretti condominiali, con risvolti inaspettati.
Sempre in un interno prende le mosse la travagliata storia di Luba Volkova, presentatrice televisiva ucraina costretta a un presente di malinconici ricordi, tra il lavoro come badante di un vecchio burbero e la vita per i vicoli minacciosi di una Napoli gretta, che non fa sconti.
Vero e proprio "Shock" culturale, come quello vissuto dal giovane fattorino Amila Diggamaralalage, assunto da un chiostro-bar del centro per portare la colazione negli uffici. Esortato dai proprietari a non rientrare mai a lavoro senza prima essere stato pagato, verrà coinvolto in un vortice folle di concerti neomelodici e tragiche nevrosi in limousine. Nel sentore di una realtà malcelata di sfruttamento e attaccamento a logiche mafiose contro cui nulla è possibile, tantomeno sottrarsi indenni, il giovane indiano sarà l'amante per un giorno di una starletta solitaria e arrabbiata, costretta tra matrimoni, serenate e comunioni.

Niente pietismi, ridotti al minimo i sentimentalismi, i moti espressivi raccontati nei silenzi attoniti di un pesciolino muto.

Un film che è manifesto culturale di una città in continua trasformazione, dove s'inseriscono personaggi unici, peculiari, mai ridotti a stereotipo perché mostrati in tutta la loro fragilità, che è poi il più virtuoso dei simboli di forza dell'uomo contemporaneo.
La commedia lascia spazio al sentore per il dramma celato; sarà l'ellissi a raccontare più di quanto facciano i protagonisti con le loro vite zeppe di espedienti. Guido Lombardi, Francesco Prisco e Edoardo De Angelis firmano un lavoro corale che è più di un ritratto, è un immaginario che ricorda la coralità dislocata di Night on the earth di Jarmusch in una sorta di simposio dedicato alla città e alle sue contraddizioni. Vicoli, strade e interni mal illuminati, rimandano al protagonismo indiscusso di una Napoli visionaria, al suo essere "dialettica per antitesi", eros e thanatos, poesia e squallore, da sempre inscindibili. Un perenne stato di grazia in lotta con la ruvida sensazione di attesa, laddove la svolta appare sempre a portata di mano, salvo sfuggire ad ogni tentativo di presa.

Un futuro glorioso e inarrivabile. Stralci e spaccati vividi della vera essenza partenopea, che nasconde dietro la comicità dei siparietti quelle che sono le delusioni di una realtà meschina e difficile perché indescrivibile se non attraverso la sottrazione, d'immagini e parole.
Per cui si persiste, continuando ad accontentarsi. Il dilungarsi nel tempo di promesse di cui si sfumano i contorni tra un concerto in playback e la rivalità contro qualcuno che si è appena affacciato su quella stessa manciata d'intenti. Unica differenza la tenacia che precede la disillusione. Un film che finisce con il parlare di una terra e di un popolo che faticosamente (e pagando costi elevati) cerca, nonostante tutto, di mostrare a se stesso e agli altri di poter trovare la forza di rinnovarsi. Grazie alla propensione all'opportunità, all'occasione, alla ricerca (anche casuale) della situazione favorevole, che racchiuda finalmente una soddisfazione tanto attesa.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 16 aprile 2017
Fabiop

Permesso che difficilmente mi esprimo in maniera negativa per un film, ma questo ha toccato il fondo. Non capisco quale napoletanita' hanno voluto esprimere i registi di questo film. Decisamente noioso.

mercoledì 12 aprile 2017
alex

Idea originale di una napoli diversa dal solito.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 23 marzo 2017
Valerio Caprara
Il Mattino

Di cine-napoletanità, è noto, si può anche morire (e raccogliere le briciole del botteghino). La vena dei talenti autoctoni e i riflessi della quotidianità romanzesca fanno credere che a uno sceneggiatore o a un regista basti mettere la mano fuori dalla finestra per acchiappare storie e personaggi da inscatolare in contenitori filmici qualsiasi; e se poi succede che il prodotto sia impresentabile, [...] Vai alla recensione »

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