Vedete, sono uno di voi

Film 2017 | Documentario 76 min.

Anno2017
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata76 minuti
Regia diErmanno Olmi
Uscitagiovedì 16 marzo 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneCinecittà Luce
MYmonetro 3,57 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ermanno Olmi. Un film Da vedere 2017 Genere Documentario - Italia, 2017, durata 76 minuti. Uscita cinema giovedì 16 marzo 2017 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 3,57 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di un uomo che ha attraversato molti eventi drammatici (terrorismo degli anni di piombo, Tangentopoli, conflitti, corruzione, crisi del lavoro, solitudini).

Consigliato sì!
3,57/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,63
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
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Cinema
Trailer
Il ritratto di un 'compagno di cammino' che trova il suo senso più profondo nel suo valore di catalizzatore della Storia.
Recensione di Paola Casella
martedì 7 febbraio 2017
Recensione di Paola Casella
martedì 7 febbraio 2017

Chi era Carlo Maria Martini, e perché ha significato tanto per i milanesi e in generale i cattolici? Si pongono questa domanda Ermanno Olmi e Marco Garonzio, giornalista del Corriere della Sera che per decenni ha seguito l'uomo destinato (a sua insaputa) a diventare arcivescovo di Milano, e insieme ne ripercorrono la vicenda umana e spirituale parlando in prima persona, come se fosse lo stesso Carlo Maria Martini a raccontarsi.
La voce fuori campo e la regia sono dello stesso Olmi che firma anche la sceneggiatura con Garonzio, la fotografia è del figlio Fabio, il montaggio (fondamentale in questa storia che si muove avanti e indietro come i flussi delle maree) è di Paolo Cottignola, le ricerche d'archivio (quello dell'Istituto Luce, anche produttore con Rai Cinema e distributore, come di molte altre collezioni di memoria) sono di Nathalie Giacobino: nomi da citare per descrivere uno sforzo collettivo ed ecumenico nel rendere giustizia ad una figura che ha attraversato la storia d'Italia e ha rappresentato un punto di riferimento spirituale anche per molti non credenti. E le musiche, dal requiem di Verdi fino alle composizioni di Fabio Vacchi e Paolo Fresu, più che un accompagnamento sono un sostegno retorico (nel senso più nobile del termine) e un potente volano emozionale.

È proprio nel suo valore di catalizzatore della Storia che vedete sono uno di voi (scritto tutto minuscolo, come il precedente torneranno i prati, perché a Olmi "i maiuscoli danno fastidio") trova il suo senso più profondo e la maggiore utilità divulgativa.

Martini ha attraversato alcune delle pagine più buie del passato recente (la parola oscurità è quella più spesso ripetuta) facendosi portatore di luce: a volte un faro, a volte una fiammella, quasi sempre consegnata a mano, in prima persona, e accompagnata da quello sguardo terso e azzurro che chi gli ha voluto bene non dimentica. Olmi e Garonzio partono dall'infanzia privilegiata ma sobria di Carlo Maria, identificando nelle sue radici altoborghesi mai troppo lontane dalla terra la formazione al rispetto della dignità umana (e alla libertà di pensiero e di azione) e la capacità di interloquire in egual misura con i potenti e con gli umili, in quella "sfida di essere onesti" che caratterizzerà tutta la sua attività pastorale, rendendolo talvolta scomodo per i suoi interlocutori.

Alle immagini dell'infanzia, accompagnate dalle riprese di una casa di campagna che è stata un microcosmo e un bacino di coltura, si alternano quelle della camera da letto in cui Martini è spirato, ancora "arredate" da medicinali e asta porta flebo, per ricordare quello "spavento" che coglie tutti in imminenza della morte. Come accenna il titolo del documentario, Martini era "uno di noi", in primis nella capacità di ammettere la propria paura. E Olmi e Garonzio permettono che l'arcivescovo, studioso e scienziato di alta levatura, si es prima sempre con parole semplici, quelle che useremmo noi, e che usa oggi Papa Francesco (di formazione gesuitica come Martini) per rendersi accessibile alla gente. Dal conflitto mondiale alla ricostruzione, dalla guerra fredda alla contestazione giovanile, dagli anni di piombo a Tangentopoli, Olmi mostra come Martini sia stato uomo "di preghiera sincera e non bigotto", come più che alla teologia politica fosse interessato al "perché e il percome" delle azioni degli uomini e al dialogo come risanatore di contrapposizioni ottuse e ostili: "via le pomposità e gli orpelli", largo al desiderio di maggiore autenticità. La cultura umanistica del regista affratella i pensieri del prelato alla prosa di Gogol, trova echi e rimandi (quell'essenza poetica di cui Olmi è maestro), evoca la responsabilità politica attraverso una lettura di Piero Calamandrei che, nel suo spiccato accento fiorentino, ricorda come la nostra Costituzione contenga il portato etico e politico di Mazzini, Cavour e Beccaria.

Come sempre, il cinema di Olmi è fatto di strati sovrapposti, di doppifondi segreti, di profonda consapevolezza della memoria individuale e collettiva. Come semp re la sua costruzione narrativa di immagini e suoni prima ancora che di parole sposta qualcosa dentro, mette in moto un flusso di coscienza, porta in superficie la commozione e l'empatia. Con vedete sono uno di voi Olmi e Garonzio raccontano un "compagno di cammino" che entrava ovunque a piedi, con il Vangelo in mano, contraddicendo il proprio aspetto ascetico e aristocratico con l'umiltà accogliente della sua postura, sempre leggermente sbilanciata verso l'altro. In mezzo alla frenesia della contemporaneità Martini ha invocato la necessità di fermarsi, in mezzo al chiasso ha chiesto il silenzio, in difesa dalla prepotenza retorica ha invitato all'ascolto. Ma ha anche parlato chiaro contro la corruzione, contro quella Milano diventata "capitale del capitale", contro lo sviluppo economico che non abbatte (anzi, esacerba) le diseguaglianze sociali, l'"Europa dei mercanti", gli errori della Chiesa. Olmi e Garonzio ricordano un portavoce della "cultura del seme gettato, del lievito, del granello di senape". E ci mettono davanti alla domanda più scomoda di tutte: come contribuisco io all'umiliazione degli altri, in che misura ne sono anch'io responsabile?

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 19 marzo 2017
vanessa zarastro

Carlo Maria Martini secondo Olmi. Ma era realmente così? Ne parlavo con la mia compagna di cinema e lei mi diceva che si sentiva troppo che era visto da “dentro”, cioè da un cattolico credente. Mi è sembrato un Martini smussato. Mi sembrava di ricordare che il Cardinale fosse molto più combattivo. Molte sono state le sue prese di posizioni anche dure rispetto [...] Vai alla recensione »

domenica 26 marzo 2017
Zarar

Docu-film costruito intorno alla  figura del cardinal Martini, arcivescovo di Milano. Sui titoli di coda ti chiedi se si trattava proprio di quel Martini che credevi di conoscere e di cui ti eri fatto tutta un'altra idea o di un altro che solo il regista ha visto. Coerentemente con la sua religiosità misticheggiante e ripiegata sotto il peso del mistero e del male del mondo, anelante [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 17 marzo 2017
Luca Pellegrini
Avvenire

Era il 10 febbraio del 1980 quando il nuovo arcivescovo di Milano, nominato da papa Giovanni Paolo II, faceva il suo ingresso nella diocesi. Fu una lezione di stile. A trentasette anni da quell'evento e a novanta esatti dalla nascita di Carlo Maria Martini, Ermanno Olmi ne ripercorre umilmente la vita e la missione in vedete, sono uno di voi. È uno di noi il cardinale, è uno di noi il regista che offre [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 marzo 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Carlo Maria Martini ed Ermanno Olmi. Il cardinale e il regista. A tenerli insieme, la Storia. Vedete, sono uno di voi, il nuovo film dell'85enne cineasta, passa in rassegna il nazifascismo, dall'ora delle decisioni irrevocabili al cadavere di Mussolini preso a calci in testa a Piazzale Loreto; gli anni di piombo e le vittime del terrorismo (Vittorio Bachelet, Aldo Moro); Tangentopoli e la discesa in [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 marzo 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Con delicatezza e pudore, ritrovando la poesia di un tempo, Ermanno Olmi racconta vita e vocazione del cardinale Carlo Maria Martini, per lunghi anni arcivescovo di Milano. Magnifiche immagini d'epoca, in bianco e nero, in gran parte dalle Teche Rai e dagli archivi vaticani, accompagnano la cronistoria delle vicende umane e religiose di un grande, pur se discusso, uomo di Chiesa, cui dà voce, con il [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 marzo 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Vedete, sono di uno di voi ...». Inizia con parole di Carlo Maria Martini che tradiscono l'ansia nell'approssimarsi della morte il film che Ermanno Olmi ha dedicato all'amatissimo cardinale; e il fatto che a proferirle fuori campo sia l'autore offre la chiave di lettura di un documentario che, con il suo firmatissimo montato di immagini, è anche una densa summa del cinema del regista asiaghese.

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