Una vita

Film 2016 | Drammatico +13 119 min.

Titolo originaleUne vie
Anno2016
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia, Belgio
Durata119 minuti
Regia diStéphane Brizé
AttoriJudith Chemla, Jean-Pierre Darroussin, Yolande Moreau, Swann Arlaud, Nina Meurisse Olivier Perrier, Clotilde Hesme, Alain Beigel, Finnegan Oldfield, Lucette Beudin, Jérôme Lanne.
Uscitagiovedì 1 giugno 2017
TagDa vedere 2016
DistribuzioneAcademy Two
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Stéphane Brizé. Un film Da vedere 2016 con Judith Chemla, Jean-Pierre Darroussin, Yolande Moreau, Swann Arlaud, Nina Meurisse. Cast completo Titolo originale: Une vie. Genere Drammatico - Francia, Belgio, 2016, durata 119 minuti. Uscita cinema giovedì 1 giugno 2017 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Jeanne Le Perthuis di Vauds inizia una nuova vita col marito, ma lui si rivela presto una persona egoista e senza alcun rispetto. Il film ha ottenuto 2 candidature a Cesar.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ

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Attraverso una dialettica agile tra presente e passato, Brizé pone ancora una volta lo sguardo sulla tragedia dell'ordinario.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Normandia, 1819. Jeanne è una giovane donna che sboccia alla vita. Figlia dei baroni Le Perthuis des Vauds, si innamora e sposa Julien de Lamare, un nobile locale decaduto che si rivela presto un adultero incorreggibile. Dopo aver sedotto e ingravidato Rosalie, la domestica al servizio dei baroni, Julien chiede perdono a Jeanne e lo ottiene, rientrando in seno alla famiglia e diventando padre di Paul. Ma all'orizzonte si prepara un'altra tempesta che travolgerà ogni bene, materiale e affettivo, affondando Jeanne nei ricordi di una vita.

Con Une vie, adattamento del primo romanzo di Guy de Maupassant, Stéphane Brizé pone ancora una volta lo sguardo sulla tragedia dell'ordinario.

Inquadrati in tempi (storici) diversi, La legge del mercato abita la Francia contemporanea, Une vie precipita nella caduta dell'Ancien Régime, i film di Brizé compongono un dittico ideale sulla violenza sociale ordinaria. Ma se il protagonista dolente di Vincent Lindon protesta e lotta, l'eroina di Judith Chemla è rassegnata e attraversata dalla malinconia del suo secolo, un secolo malato marcato da numerose trasformazioni e dalla fragilità dei regimi politici.

Incollato ai personaggi, l'autore francese esalta il valore dei suoi attori di cui sollecita apertamente le emozioni in un flusso continuo di immagini. Ai lunghi piani sequenza che accompagnano il calvario di Lindon, subentra un formato 4:3 che riduce il mondo fuori e costringe la protagonista fino ad asfissiarla. Luogo di composizione che ingloba il mondo in pochi brani lirico-bucolici, che aprono sulla campagna e respirano sul mare, il taglio dell'immagine incide profondamente sull'espressività del soggetto. Per il suo dramma sul matrimonio, l'aristocrazia, la psicologia di una donna, la bellezza dei paesaggi, il realismo relativistico, Brizé predilige una proporzione che esaspera i rapporti di forza al centro del film, saturando il quadro del meglio e del peggio della vita, dell'amore e del suo disfacimento e mettendo lo spettatore vis-à-vis con i protagonisti, con la nobiltà o la mediocrità del loro ritratto.

Inchiodata a una cornice, che argina la sua passione e le sue stazioni, Jeanne dialoga soltanto coi ricordi, i suoi sono flussi di coscienza, monologhi interiori che ricostruiscono una vita spesa in un mondo dove essere è avere. Il mondo di un capitalismo nascente, lo stesso a cui soccombe due secoli dopo Thierry Taugourdeau, umiliato e offeso (La legge del mercato). Il punto di vista del film coincide esclusivamente con quello della protagonista muovendosi avanti e indietro nel tempo.

Diversamente dalla versione letteraria, che segue una struttura narrativa lineare, Une vie fa un uso costante del flashback, producendo una dialettica agile tra presente e passato. Passato invocato e (ri)chiamato a guarire il mal de vivre che ghermisce i personaggi di Brizé, inseriti in contesti sociali e familiari avvertiti come luoghi di tradimenti, tensioni, conflitti, oppressioni, spazi in cui la vacuità dei sentimenti è evidente, sorgenti di un costante e accanito dispiacere. Judith Chemla, attrice sensibile formata alla Comédie-Française, incarna il carattere esasperato e totalizzante di una donna che si rende attivamente dipendente dall'amore. Quello per il consorte e per il figlio che ama di un amore possessivo e volge in ossessione. La portata luminosa del suo volto immacolato si spegne e consuma in una traiettoria esistenziale che approccia i contrari, la morte e la gioia. Come Thierry, Jeanne abita con cuore pieno un mondo vuoto, di cui Maupassant e Brizé evocano la sublimazione del dolore, la profondità della banalità, il valore significativo dell'insignificante al cuore del nostro romanzo. C'est une vie, c'est la vie tout simplement.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 17 dicembre 2016
maurizio d

Siamo ormai abituati agli adattamenti cinematografici dei classici dell'800. Spesso risultano pedanti , inadeguati, prolissi, in breve " pallosi ". Stephane Brizé ha fatto una scelta  radicale , operare dei tagli profondi nella struttura narrativa e focalizzare la sua attenzione sul vissuto emotivo della protagonista. I gesti quotidiani, il succedersi delle stagioni, la [...] Vai alla recensione »

martedì 20 settembre 2016
vanessa zarastro

Un film intenso questo film tratto dal romanzo omonimo di Guy de Maupassant del 1883 presentato al festival di Venezia 2016.Un drammatico panorama della condizione femminile seguita per tutto l’arco di una vita. Almeno quattro sono stati i tentativi di trarre un film dal racconto ma questo finalmente ci è riuscito. Jeanne (la bravissima Judith Chemia) è la figlia del barone Simone-Jacqu [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 novembre 2016
maurizio d

Siamo ormai abituati agli adattamenti cinematografici dei classici dell'800. Spesso risultano pedanti , inadeguati, prolissi, in breve " pallosi ". Stephane Brizé ha fatto una scelta radicale , operare dei tagli profondi nella struttura narrativa e focalizzare la sua attenzione sul vissuto emotivo della protagonista. I gesti quotidiani, il succedersi delle stagioni, la lettura la corrispondenza [...] Vai alla recensione »

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venerdì 19 maggio 2017
 

Normandia, 1819. Jeanne è una giovane donna che sboccia alla vita. Figlia dei baroni Le Perthuis des Vauds, si innamora e sposa Julien de Lamare, un nobile locale decaduto che si rivela presto un adultero incorreggibile.

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