La corte

Un film di Christian Vincent. Con Fabrice Luchini, Sidse Babett Knudsen, Eva Lallier, Miss Ming, Berenice Sand.
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Titolo originale L'hermine. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 98 min. - Francia 2015. - Academy Two uscita giovedì 17 marzo 2016. MYMONETRO La corte * * * - - valutazione media: 3,47 su 26 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,47/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * - -
   
   
   
Dal regista de La cuoca del presidente, una commedia romantica che è stata selezionata in concorso alla 72. Mostra del Cinema di Venezia.
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primo piano
Luchini è "l'uomo con l'ermellino" e Vincent il suo ispirato ritrattista
Marianna Cappi     * * * 1/2 -

Xavier Racine è un maturo giudice togato della corte d'Assise di Saint-Omer, nella regione nordoccidentale del passo di Calais, soprannominato il magistrato “a due cifre”, perché è difficile che le vittime dei suoi verdetti scontino meno di dieci anni di reclusione. Nonostante una brutta influenza di stagione, Racine è chiamato a presiedere l'aula in cui si svolge il processo a un giovane disoccupato, accusato di aver ucciso la figlia di sei mesi. Ma a sconvolgere Racine non è l'omicidio di Melissa, bensì la presenza tra i giurati popolari di Ditte Lorensen-Coteret, un'anestesista di origini danesi che aveva conosciuto anni prima, quando era stato ricoverato in ospedale per un incidente, e della quale si era perdutamente innamorato.
La collaborazione tra Christian Vincent e Fabrice Luchini risale a prima ancora de La Timida, il film che li aveva fatti conoscere entrambi, ad un cortometraggio di epoca scolastica e di materia sentimentale dal titolo che par quasi a tema, Il ne faut jurer rien. Ora, dopo alcune brillanti incursioni nel teatro filmato, Vincent presenta un film più minimale, ma anche più sottile e interessante. Dalle location presidenziali si passa all'aula stretta di un tribunale di provincia, a poca distanza da una tavola calda ancora più stretta. Un'aula per di più inizialmente contenuta in un'inquadratura piatta e parziale, l'equivalente di un ritratto a mezzo busto, qual è l'immagine del giudice assiso. Quale miglior set per fare davvero del teatro filmato, con un personaggio che ha un cognome del genere, per giunta? Invece no. L'astuzia di Vincent è quella di crearsi le condizioni per fare del cinema, anche solo con uno sguardo.
Luchini è “l'uomo con l'ermellino” (in francese “hermine”) e quello di Vincent è senza dubbio un ritratto: di un attore straordinario e di un personaggio da romanzo, tutto normalità e anonimato, con nel cuore un sentimento segreto che ha la potenza dell'ossessione. Ma c'è di più. Avvolto nella stola di pelliccia di ermellino, simbolo di dignità e incorruttibilità (si diceva fosse un animale che preferirebbe morire piuttosto che macchiare il bianco puro del suo manto), Xavier Racine è imperturbabile e solenne, “giusto” (la verità è altra cosa e non ci compete, afferma ad un certo punto) e moderato, inibito all'eccesso (non perde mai la pazienza) così come al difetto (non può lasciar correre l'imprecisione linguistica, deve intervenire), almeno fino a che non vede qualcosa (qualcuno). Come nel capolavoro di Leonardo, che proprio con la “Dama con l'ermellino” abbandona la tradizionale trasparenza della ritrattistica e introduce il moto dell'animo, basta il volgersi del volto del/la protagonista ad osservare qualcuno che sopraggiunge nella stanza, per aprire l'ordinario allo straordinario, per passare dalla registrazione meccanica al cinema narrativo.

Incassi La corte
Primo Weekend Italia: € 114.000
Incasso Totale* Italia: € 220.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 27 marzo 2016
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Premi e nomination La corte

premi
nomination
Festival di Venezia
2
0
Cesar
1
2
* * * * -

Bravi tutti regista attori comprimari e comparse

lunedì 21 marzo 2016 di Alex2044

La Corte è un film minimalista , fatto di poche inquadrature ma con un risultato finale per nulla insoddisfacente  anzi . Merito di Fabrice Luchini che nella parte del presidente della corte è come sempre impeccabile con i suoi sguardi sempre più espliciti  di qualunque profluvio di parole insomma il solito fuoriclasse ma anche e qui è la sorpresa , di Sidse Babett Knudsen che nella parte della giurata , di cui il presidente è segretamente continua »

* * * * -

L'ermellino innamorato

mercoledì 9 settembre 2015 di Peer Gynt

Brillante commedia francese, dalla scrittura impeccabile, che racconta del giudice Xavier Racine, uomo di legge rigido e inflessibile, maniacale e razionale, che riconoscendo nella giurata Ditte Lorensen-Coteret l'anestesista che lo aveva assistito durante una sua passata ospedalizzazione si innamora come un ragazzino ed inizia una corte tenace, ma non priva di garbo, nei confronti della bella signora (il giudice è il sempre ottimo Fabrice Luchini, la giurata è una fascinosa attrice continua »

* * - - -

L ' hermine

domenica 6 settembre 2015 di ROBERT EROICA

#venezia72 concorso - Venezia 72 L'HERMINE Fabrice Lucchini e' il severo Presidente di Corte d'Assise famoso per la cifra doppia: con lui a presiedere la corte le condanne sono di almeno dieci anni. Gli tocca un brutto processo per un infanticidio ma intanto riallaccia i rapporti con una dottoressa di cui e' innamorato. Ne' dramma giudiziario, ne' commedia, un ibrido che non sa da che parte andare, sbattendo più' volte contro la gabbia asfittica di un dibattimento continua »

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La corte

martedì 5 aprile 2016 di maumauroma

Racine e' un severo giudice impegnato in un difficile caso di infanticidio. L'affascinante Ditte e' un medico anestesista che fa parte, nel processo, della giuria popolare.Il magistrato in passato ha conosciuto la dottoressa durante un ricovero dopo un incidente e se ne e' perdutamente innamorato.Entrambi con un fallimentare matrimonio alle spalle, entrambi soli nonostante il lavoro di successo.Il lungo svolgimento del processo  dara' l'opportunita'al giudice continua »

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Fabrice Luchini un giudice con l'ermellino da Coppa Volpi

di Roberto Nepoti La Repubblica

Magistrato di Corte d'assise, Michel Racine è soprannominato "il Presidente a due cifre" perché non sentenzia mai pene inferiori ai dieci anni. Ipocondriaco, misantropo, a prima vista detestabile, Racine presiede il processo a un uomo accusato d'infanticidio; tra i cui giurati rivede - a sorpresa - Ditte, la donna che ha amato in segreto. All'ultima Mostra di Venezia il film di Christian Vincent ha riportato due premi: Coppa Volpi per il miglior attore e migliore sceneggiatura. Il primo è meritato. »

Tutti sedotti da Luchini

di Alessandra Levantesi La Stampa

La cornice è quella del tribunale di Saint-Omer, cittadina della Francia nordoccidentale; l'imputato è un giovane disoccupato accusato di aver ucciso la figlioletta di pochi mesi; il giudice che presiede, Xavier Racine - già noto per la sua severità - è febbricitante e di pessimo umore. Ma la presenza nella giuria popolare di Ditte, una bella anestesista di origine danese di cui, ai tempi di un suo ricovero in ospedale, si era perdutamente invaghito, provoca nel malmostoso magistrato un sottile turbamento e il riaccendersi di una rimossa passione. »

Luchini, giudice innamorato

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Con Fabrice Luchini si va sul sicuro. Stavolta indossa il mantello rosso, con tanto di ermellino, di un intransigente presidente di Corte d'assise. Un tipo scorbutico e solitario, che d'improvviso s'illumina, quando nel banco della giuria scorge una donna per cui sei anni prima prese una folgorante cotta. E quell'espressione, prima sbigottita e poi radiosa, vale tutto il film. A dire il vero c'è anche un processo, ma è solo un riempitivo in una gradevole, quasi toccante, commedia sentimentale. »

Quando il giudice è un vero regista

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Sembra incredibile ma capita ancora di dimenticarsi di essere al cinema, stando al cinema. Ci sono ancora film davanti a cui ci si incanta come se guardassimo la vita in diretta. Una volta eravamo noi a fare questi film così trascinanti da sembrare più veri del vero. Oggi i migliori sono i francesi perché sanno mescolare metodi e stili. E La corte di Christian Vincent (alias L'hermine, l'ermellino, come quello che porta il protagonista, giudice in Corte d'assise), in questo senso è addirittura esemplare. »

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