Fino a qui tutto bene

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Un film di Roan Johnson. Con Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D'Amico, Guglielmo Favilla, Melissa Anna Bartolini.
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Commedia, Ratings: Kids+13, durata 80 min. - Italia 2014. - Microcinema uscita giovedì 19 marzo 2015. MYMONETRO Fino a qui tutto bene * * * - - valutazione media: 3,11 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,11/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * - -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * 1/2 - -
Pisa, oggi. Ultimi giorni di cinque studenti nell'appartamento che hanno condiviso durante gli studi.
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primo piano
Una forte adesione al reale quanto agli aspetti pratici della convivenza studentesca, tutto vero e ben reso
Raffaella Giancristofaro     * * * - -

Pisa, oggi. Ultimi giorni di cinque studenti nell'appartamento che hanno condiviso durante gli studi. Sono Cioni, l'elemento più stralunato e naif del gruppo, che si avvia a rientrare a casa dai genitori; Ilaria, una sessualità disinibita che le porta una gravidanza non voluta e un probabile ritorno nella provincia laziale; Vincenzo, laureato in vulcanologia, destinato a raccogliere l'offerta di una cattedra da professore associato in Islanda; la sua fidanzata Francesca, che non condividerà con lui la scelta, ma continuerà a sperare in una carriera teatrale nel gruppo "I poveri illusi", insieme ad Andrea, frustrato dalla mancanza di occasioni e dalla separazione da Marta, che invece "ce l'ha fatta". Su tutto aleggia la presenza discreta di Michele, loro amico ed ex inquilino morto in un incidente che cela un suicidio per loro ancora indecifrabile quanto il futuro che li attende.
In Fino a qui tutto bene, secondo lungo di Roan Johnson dopo il buon I primi della lista (2011, anche quello con Paolo Cioni) c'è una forte adesione al reale quanto agli aspetti pratici della convivenza studentesca: la "pasta al nulla", le muffe nel frigo, gli alcolici al risparmio, la piscina per bambini sul tetto della città a dare l'illusione di festa infinita, i calcoli di divisione delle bollette telefoniche. Tutto vero e ben reso, grazie anche al robusto carattere dialettale e anarchico del copione e alle origini del progetto: il film parte da un'idea di documentario sulla vita nell'ateneo commissionato al regista dall'Università di Pisa. Poi si è trasformato in un'opera "dal basso", che prevede la divisione di diritti sul film ma non compensi. Lo ricordano i credits alla Amore e altre catastrofi (1996): è una creazione corale, lontano dall'idea industriale e dall'idea di cast tipica della commedia italiana attuale.
Il titolo riprende il mantra della caduta in L'odio di Kassovitz, ma in senso antifrastico. Non raccoglie nulla della durezza di quel cult, semmai lo gira in direzione contraria e positiva (il mantra è: «ma che facciamo, ci arrendiamo?»). C'è il disorientamento felice e anche un po' incosciente, come se un limbo avesse protetto i cinque fino ad allora da tutto, manca la profondità drammatica: nella riflessione sulla morte dell'amico, nella condivisione della gravidanza di Ilaria, nella fine della storia tra Vincenzo e Francesca. Si avverte sofferenza vera solo nel confronto tra Marta e Andrea. Molto più spazio è dato a un risibile furto (con restituzione) di argenteria, a momenti di puro cazzeggio autoreferenziale - tutti nella doccia, corse tra i girasoli al tramonto - o a gag sovversive e spensierate come cercare la rissa pacifista con un parà o sodomizzare un'anguria per scommessa. Talvolta la leggerezza come principio stilistico rischia di passare per superficialità e attaccamento a quegli anni di limbo di cui molto pubblico può sentire la nostalgia.
Certo, forse in 80 minuti è davvero difficile approfondire le psicologie di cinque caratteri (più la "guest star" Ragonese). Forse per la natura della committenza la regia ha prediletto le situazioni più accattivanti e cameratesche, in una ricorsa ravvicinata del passaggio al mondo del lavoro. Come istantanea, Polaroid dai colori accesi, infatti, Fino a qui tutto bene funziona. Avremmo voluto un po' meno goliardia e un po' più di visione, stratificazione. Fino a qui tutto bene pare più un pilot per una serie tv. E non è inteso come un demerito. In tal caso, i produttori più accorti dovrebbero farsi avanti. Gli interpreti sono tutti sicuri e a parte qualche correzione dialettale ("menga" a Milano non si sente più da decenni...) sono pronti per diventare i nostri Friends. C'è pure una colonna sonora spiritosa e ben sintonizzata al contesto, a cura dei pisani I Gatti Mézzi.

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Premi e nomination Fino a qui tutto bene

premi
nomination
Sabaudia
2
0
Nastri d'Argento
0
1
Roma Film Festival
1
0
* * * - -

La vita universitaria immersa nella splendida pisa

lunedì 23 marzo 2015 di EdoPisa

Siamo a Pisa, immersi nel centro storico tra la torre pendente e le rive dell'Arno e 5 studenti universitari che convivono da anni sotto lo stesso tetto stanno per concludere la loro esperienza di studio e di vita universitaria. Il regista pisano Roan Johnson inquadra in maniera pregevole quel momento del passaggio dal periodo degli studi in cui i ragazzi hanno come obiettivo e responsabilità solo quello di dare gli esami, al periodo in cui si deve crescere davvero, capire cosa si vuol continua »

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Il passaggio obbligato da un'epoca all'altra

giovedì 26 marzo 2015 di Flyanto

 Film in cui si racconta di un gruppo di neo laureati i quali devono abbandonare la casa dove per anni hanno condiviso giornate, gioie e dolori al fine di affrontare la propria nuova vita da adulti.  Questa pellicola del quasi esordiente Roan Johnson (in realtà qui è alla sua seconda opera cinematografica dopo la precedente "I Primi della Lista")  descrive in maniera molto sensibile e precisa lo stato d'animo di un gruppo di ex studenti che, dopo svariati continua »

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Una generazione di naufraghi

giovedì 26 marzo 2015 di Little Paul

Nella scena finale il gruppo rimane in balia del mare, dentro una barca con il motore spento perchè la benzina è finita. Perfetta metafora che riassumo la vicenda narrata. La storia non riesce a dare un futuro concreto ai cinque amici i quali alla fine della loro esperienza universitaria rimangono appesi all'incertezza, prede delle loro insicurezze.  Oltre alle golardie,ai divertimenti e alle scemate di fine convivenza manca nelle loro scelte la determinazione a diventare continua »

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DVD | Fino a qui tutto bene

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 30 giugno 2016

Cover Dvd Fino a qui tutto bene A partire da giovedì 30 giugno 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Fino a qui tutto bene di Roan Johnson con Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D'Amico, Guglielmo Favilla. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Fino a qui tutto bene (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
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APPROFONDIMENTI | Fino a qui tutto bene e gli ultimi giorni di spensieratezza.

La naturalezza al cinema

domenica 22 marzo 2015 - Roy Menarini

La naturalezza al cinema Si è già detto molto a proposito della formula produttiva dal basso che ha permesso di costruire una sorta di cooperazione tra realizzatori e interpreti per il nuovo film di Roan Johnson, Fino a qui tutto bene. Si tratta senza dubbio di un progetto benemerito, non fosse altro che per il coraggio dimostrato e - soprattutto - per la coerenza con i personaggi narrati: un po' sognatori e ingenui, ma senza nessuna voglia di arrendersi. Non sappiamo quanto sia replicabile la formula autarchica di questo film, ma almeno non ci troviamo schiacciati nella diarchia tra la commedia con "marchi" produttivi ben precisi e il cinema sovvenzionato dal Ministero.

   

VIDEO | Il regista e il cast raccontano, dagli studi di MYmovies.it, la loro esperienza sul set.

Fino a qui tutto bene. E poi male?

martedì 17 marzo 2015 - a cura della redazione

Fino a qui tutto bene. E poi male? Fino a qui tutto bene. Così recitava vent'anni fa il film cult L'odio di Mathieu Kassovitz. Frase che diventa oggi titolo ironico e ottimista del secondo lungometraggio di Roan Johnson. Dopo il successo de I primi della lista (2011), il regista anglo-pisano si confronta con la convivenza studentesca in un film fresco e vitale, presentato alla nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Fino a qui tutto bene è la storia degli ultimi giorni di convivenza di cinque ragazzi che hanno studiato e vissuto nella stessa casa a Pisa, "la meglio città del mondo" (parola di Cioni, il "Werther pisano" del gruppo).

   

VIDEO | Il trailer del film premio del pubblico al Festival di Roma.

Ognuno per la propria strada

mercoledì 4 febbraio 2015 - a cura della redazione

Fino a qui tutto bene, ognuno per la propria strada Pisa, oggi. Ultimi giorni di cinque studenti nell'appartamento che hanno condiviso durante gli studi. Sono Cioni, l'elemento più stralunato e naif del gruppo, che si avvia a rientrare a casa dai genitori; Ilaria, una sessualità disinibita che le porta una gravidanza non voluta e un probabile ritorno nella provincia laziale; Vincenzo, laureato in vulcanologia, destinato a raccogliere l'offerta di una cattedra da professore associato in Islanda; la sua fidanzata Francesca, che non condividerà con lui la scelta, ma continuerà a sperare in una carriera teatrale nel gruppo "I poveri illusi", insieme ad Andrea, frustrato dalla mancanza di occasioni e dalla separazione da Marta, che invece "ce l'ha fatta".

   

PLAYLIST | Il film di Roan Johnson è in sala dal 19 marzo.

Ascolta la playlist dei Gatti Mézzi

venerdì 20 marzo 2015 - a cura della redazione

Fino a qui tutto bene, ascolta la playlist dei Gatti Mézzi Il film Fino a qui tutto bene di Roan Johnson racconta gli ultimi giorni di cinque studenti nell'appartamento che hanno condiviso durante gli studi. La travolgente colonna sonora è composta dai Gatti Mézzi, di cui MYmovies.it presenta una playlist da ascoltare per conoscere meglio il gruppo pisano. Nel film sono presenti la canzone "Morirò di incidente stradale" e "Anarfamondo".

   

Un pisano di nome Johnson firma il nuovo "Ecce Bombo"

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Passano gli anni, cambiano i festival, ruotano i direttori, ma la scoperta dell'anno sta sempre in qualche sezione collaterale. Non lamentiamoci però: anche se confinato in Prospettive Italia, Fino a qui tutto bene, opera seconda dell'anglo-materano-pisano Roan Johnson (soprattutto pisano, almeno quanto a umorismo), già autore del notevole I primi della lista, è uno di quei film che salva un festival non proprio memorabile. Storia minima e insieme immensa: gli ultimi tre giorni insieme di cinque giovani, tre ragazzi e due ragazze, che hanno studiato e vissuto nella stessa casa a Pisa dividendo tutto ciò che rende unica la loro età. »

Quei cinque ragazzi pronti al salto generazionale

di Valerio Caprara Il Mattino

Credevamo fermamente che il prodotto made in Italy dovesse smetterla per sempre con le microstorie dei giovani, carini e disoccupati, ma deogratias le smentite ci stanno arrivando puntuali. Poco dopo il caso «Smetto quando voglio», infatti, ecco un nuovo exploit firmato dal tosco-scozzese Roan Johnson già autore del riuscito ma poco conosciuto «I primi della lista»: gli ultimissimi giorni trascorsi insieme di tre ragazzi e due ragazze che hanno studiato all'università e vissuto nello stesso appartamento pisa-no si trasformano in «Fino a qui tutto bene» in un diario audiovisivo in apparenza brado e frammentario, ma in realtà abilmente destrutturato che potrebbe occupare lo stesso presidio cinematografico che si guadagnò a suo tempo il proto-morettiano «Ecce bombo». »

Bello e anche italiano

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Finalmente. Finalmente un ottimo film italiano, il migliore della compagine tricolore al Festival di Roma. Peccato - ma è un'annosa questione - che il direttore Marco Mùller e i suoi non l'abbiano messo in concorso o quel che ne resta (Cinema d'Oggi): parliamo di Fino a qui tutto bene, opera seconda del 40enne Roan Johnson, che supera il suo già buono I primi dello lista. Chiamato con la compagna sceneggiatrice Ottavia Madeddu a fare un documentario sull'Università di Pisa, ha recepito storie e aneddoti degli studenti e li ha sublimati in un lungometraggio di finzione: cast & crew coproduttori, ovvero non pagati (formula the Coproducers), 250 mila euro di budget, 4 settimane di riprese, i 5 attori (Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D'Amico, Guglielmo Favilla e Melissa Bartolini) a convivere davvero nella casa degli studenti, pronti a consumare l'ultimo weekend insieme, che interpretano. »

Eravamo cinque amici a Pisa

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Piacevole, simpatica commedia dolceamara, un tenero e divertente addio alla giovinezza, dove si riscopre che in fondo l'amicizia è più importante dell'amore. Stanno per separarsi i cinque universitari che a Pisa hanno diviso appartamento, delusioni e sogni. Dai, godiamoci l'ultimo weekend al mare tra i ricordi che fioccano. Bravi e intonati i cinque sconosciuti protagonisti. Memorabile la scena di Ilaria che, via Skype, comunica ai genitori di essere incinta. Da Il Giornale, 20 marzo 2015 »

Fino a qui tutto bene | Indice

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