Belluscone - Una storia siciliana

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Un film di Franco Maresco. Grottesco, durata 95 min. - Italia 2014. - Parthénos uscita giovedì 4 settembre 2014. MYMONETRO Belluscone - Una storia siciliana * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,67/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * * - -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Franco Maresco racconta il ventennio berlusconiano partendo dalla Sicilia, regione che ha sempre premiato l'ex cavaliere con ottimi risultati.
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primo piano
Un film che è già culto, un'opera straordinaria, intimamente wellesiana, che parla di noi e per noi
Dario Zonta     * * * * -

Franco Maresco, il regista palermitano di "Cinico Tv" e di alcuni straordinari film, da Lo zio di Brooklyn a Il ritorno di Cagliostro, dopo la separazione dal socio Daniele Ciprì, ha deciso di raccontare la storia d'amorose corrispondenze tra Silvio Berlusconi e la Sicilia. Un viaggio "in solitaria" tra  costume e politica, musica di piazza e cultura mafiosa, finanza e televisioni private.
Maresco non ha in mente un film di denuncia, né a tesi. Non sarebbe nelle sue corde. Ha in mente un'inchiesta sui generis che vuole andare alle radici di un fenomeno culturale e di costume apparentemente solo siciliano, in verità intimamente italiano. Un progetto difficile, insomma, che si allunga nel tempo: le riprese iniziano quando Berlusconi è al potere ed arrivano (senza finire) sulle code della sua parabola politica, sconfinando nella tanto veloce quanto sospetta "rimozione collettiva nazionale". Ma le riprese non trovano fine, né pace. Maresco è solo nella sua impresa e deve lottare con difficoltà di ogni tipo: logistiche, finanziarie, produttive e tecniche, quest'ultime testimoniate nella sublime debacle sonora incorsa durante l'intervista a Dell'Utri, quando il microfono si guasta proprio sul più bello, lasciando la confessione del senatore di Forza Italia inascoltata. Maresco già incline alla depressione non regge più. A suo modo, un misto di orgoglio aggressivo e infinita stanchezza, chiede aiuto, lancia appelli. Lo fa dal suo eremo solitario, dal buco nero dentro cui si è ficcato per seguire l'idea di un cinema più anarchico che libero, più coraggioso che imprudente, più lucido che profetico, più destabilizzante che provocatorio... un cinema sempre più solitario.
I nemici di sempre lo scherniscono, i sostenitori di una volta lo schivano, gli amici creduti tali lo sconsigliano asserendo che nessuno vuole sentir più parlare di Berlusconi, quelli più fidati lo incoraggiano ma senza spostarsi di una virgola. Maresco rimane solo insieme ai suoi personaggi che s'agitano come fantasmi muti nelle tante ore di girato malamente conservate nel deposito di un improvvisato aiuto-regista. Il silenzio è assordante, la solitudine gigantesca. Tutti sembrano aver dimenticato tutto: chi sono, cosa sono stati, con chi hanno flirtato, di chi e cosa sono stati complici, volontari o involontari.
Tra disperazione e calcolo, Maresco fa di sé un latitante, franando dentro qualche cupa cantina della Kalza. Scompare alla vista dei suoi più vicini confidenti, quei pochi che hanno avuto il coraggio e la pazienza di ascoltarlo anche a distanza, raccogliendo lunghissime telefonate notturne nelle sere cupe di confessioni e monologhi. I destinatari di queste comunicazione al termine della notte sono tipi non comuni, i soli capaci di sostenere il peso delle sue bordate. Tra questi c'è il critico e lo storico del cinema Tatti Sanguineti; irrequieto di suo, condivide con Franco sentimenti e riflessioni. Ma Franco non chiama più. Così Tatti dalla Milano dei suoi eterni traffici si mette in viaggio con la faccia scura e sbiancata dalle troppe ore di niente sole e troppe incazzature. Va a Palermo alla ricerca del regista perduto. Come fosse  l'investigatore privato di un noir hollywoodiano, tra Chandler e Wilder, il famoso critico, già autore di inchieste storiche legate alla censura e di ricostruzione biografiche di personaggi leggendari (Walter Chiari, Giulio Andreotti), inizia a mettere insieme i pezzi. Parte dalla rivisitazione delle diverse ore di girato, scoprendo (e facendoci scoprire) i tratti di un progetto ambizioso e folle: una sorta di documentario etno-musicologico che alterna il ritratto in bianco e nero del più famoso impresario palermitano di cantanti neomelodici, Ciccio Mira (berlusconiano di ferro e sostenitore reticente dei vecchi valori mafiosi) alle riprese di concerti di piazza degli idoli locali, le interviste scottanti di senatori illustri a incursioni nei mercati palermitani. Maresco fa capolino con la sua voce stentorea, e ogni tanto entra in scena ed è struggente vederlo in azione, adesso che è sparito. Prende vita la tela del progetto, ma molti, troppi sono i buchi, parzialmente colmati dall'investigazione di Tatti che si muove con grazia inusitata tra le testimonianza di amici, collaboratori, giornalisti locali, passanti e tassisti. Il puzzle si ricompone e quel che doveva essere il film di Maresco si trasforma nella geniale ricostruzione del suo fallimento: il film postumo di un regista latitante, chiuso al montaggio da un amico complice.
  Questo è Belluscone. Una storia siciliana, un film già di culto. Un'opera straordinaria, intimamente wellesiana, un F for Fake palermitano, divertente e tragico. Un giro nell'ottovolante dell'assurdo siciliano e italiano. Sublime, una delle cose più sorprendenti e potenti del cinema italiano (ma Maresco ne ha mai fatto parte?) degli ultimi tempi. Ma anche il film più bello dell'attuale Mostra di Venezia.
  Belluscone. Una storia siciliana è anche un film divertentissimo, sorretto da un'intelligenza sopraffine (e crediamo che molte siano le sue possibilità anche commerciali). Ma è anche un film complesso e stratificato. È un film politico ma non perché parla di Berlusconi e delle compromettenti relazioni con il sistema mafioso, e neanche perché accenna a una continuità tra ieri e oggi, come dimostra il repertorio della comparsata televisiva di Renzi nel programma televisivo "Amici", già visto mille volte, ma qui eclatante nel suo essere manifesto di una progressione culturale. È un film politico perché parla degli italiani e dell'Italia, un film su di noi e per noi, se solo avessimo il coraggio di vedere quel che siamo, seppure deformati nei volti assurdi dei personaggi freaks di Maresco. Belluscone è anche un film sul cinema che non si può più fare, sulla libertà artistica che si tenta di governare, sulla memoria che si vuole manipolare, sulla rimozione che non smette di agire, sulla solitudine di chi parla contro il coro, sulla cultura mafiosa che si pensa di folklore, sulla televisione che ha devastato l'immaginario nazionale, sulla musica popolare che piace e confonde, sui giovani e la tecnologia, sui vecchi e l'omertà...
Il primo incontro con questi oggetti non identificati è sempre emotivo. Si intuisce di essere innanzi a qualcosa di strano, di diverso, di importante. Lo si coglie e lo si fa sedimentare. E il coraggio arriverà più tardi, quello di capire, di meglio analizzare, facendo spazio nel puzzle rigogliosissimo di materiali cinematografici diversi, esempio di una libertà compositiva assoluta. Ora, storpiando Celine, vorremmo dire a Maresco, se ci potesse leggere da un posto che non conosciamo, laggiù dove si è nascosto, che dopo aver visto questo il suo film non saremmo più, ne siamo certi, tanto freddi, cialtroni, volgari come gli altri, per quel tanto di gentilezza e di sogno che ci ha regalato nel corso di questo viaggio nel suo universo e immaginario, che è anche il nostro, perché se guardando un film non si ha la sensazione che qualcosa ci ri-guardi, è inutile perdere il tempo con il cinema.

Incassi Belluscone - Una storia siciliana
Primo Weekend Italia: € 72.000
Incasso Totale* Italia: € 163.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 14 settembre 2014
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Premi e nomination Belluscone - Una storia siciliana

premi
nomination
Festival di Venezia
1
0
David di Donatello
1
1
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Belluscone, una storia multipla.

sabato 6 settembre 2014 di Cigaro

Che cos'è "Belluscone"? Belluscone è un insieme di racconti, in primis quello sul legame tra Berlusconi e la Trincaria, la Sicilia che tanto aveva già dato alla Democrazia Cristiana. Questo racconto si collega ovviamente alla mafia, e al suo collegamento con la cultura della musica neomelodica, musica nata dalla sottocultura sviluppatasi durante il ventennio berlusconiano, una sottocultura basata sulla leggerezza, su temi qualunquisti e soprattutto sull'omertà continua »

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Ancora lui...basta!!!

giovedì 18 settembre 2014 di veritasxxx

Purtroppo l'Italia è questa, è inutile che ci giriamo intorno. E non c'è bisogno di arrivare agli eccessi dell'ignoranza tanto imbarazzante al punto di diventare comica dei personaggi intervistati da Marco Maresco. È facile fare gli intellettuali di sinistra quando si è circondati dal deserto, quando dei poveretti come Ciccio Mira fanno dodici figli e accettano i mestieri più tristi e umilianti per tirare avanti la famiglia, mentre i pochi fortunati continua »

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Benvenuti a brancaccio

venerdì 23 gennaio 2015 di Onufrio

Maresco, stavolta senza il socio Ciprì, confeziona un nuovo documentario che tende al Grottesco, intervistando le persone di Brancaccio e dintorni sulla questione Berlusconi, uomo politico visto come un "Dio" in questo storico quartiere palermitano. Il tutto è raccontato con ironia, un ironia a volte amara a simbolizzare e sottolineare l'ambiente in cui Maresco ha deciso di realizzare quest'opera, con l'aiuto dello storico e critico del cinema Sanguinetti, il continua »

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I miserabili di palermo

domenica 25 gennaio 2015 di Alexander 1986

Come 'Lost in La Mancha' di Terry Gilliam (2002, documentario su un fallito progetto basato sul 'Don Chisciotte'), 'Belluscone' è la storia di un film mai nato. Il palermitano Franco Maresco, già fra i registi più controversi degli anni '90, avrebbe voluto realizzare quel documentario grande e esauriente su Berlusconi e il berlusconismo che non c'è, in fin dei conti, mai stato: un racconto in grado di illustrare non tanto il personaggio-Berlusconi quanto l'humus sociale e culturale che ne ha permesso continua »

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DVD | Belluscone - Una storia siciliana

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 2 dicembre 2014

Cover Dvd Belluscone - Una storia siciliana A partire da martedì 2 dicembre 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Belluscone - Una storia siciliana di Franco Maresco con . Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Belluscone. Una storia siciliana (Blu-ray) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,74 €
Prezzo di listino: 12,99 €
Risparmio: 3,25 €
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APPROFONDIMENTI | Belluscone è da oggi in streaming on demand su MYMOVIESLIVE.

Franco maresco e il film su berlusconi

domenica 1 febbraio 2015 - Mauro Gervasini

Franco Maresco e il film su Berlusconi Franco Maresco dirige da mesi, forse da anni, un film su Berlusconi non meglio definito. Solo che non dà più notizie di sé. L'amico Tatti Sanguineti parte per Palermo in missione per conto del cinema, in cerca del regista. Critico, storico della settima arte e del costume, autore televisivo, guastatore in un sacco di occasioni pubbliche e private, o nei film di Nanni Moretti, Tatti sbarca nel capoluogo siciliano dalla sua città, Savona, ed è un po' disorientato. Quindi insieme a lui lo spettatore ricompone il girato di Franco, la frequentazione con l'impresario Ciccio Mira, che conduce trasmissioni su una tv privata dove si dà spazio agli "ospiti dello Stato" dell'Ucciardone e organizza spettacoli al Brancaccio, con giovani neomelodici che sotto le finestre di qualche pezzo grosso della mafia cantano del loro voler essere «come Berlusconi».

   

di Mariarosa Mancuso Il Foglio

Raccontare (bene) l'Italia, prima puntata. Notizia da telegiornale locale (e solo Dio sa quanti ce ne siano, in Sicilia, ognuno accompagnato dal suo talk show e dal suo varietà con ballerine grassocce, e i saluti agli amici "ospiti dello stato"): "Pensionato si uccide perché teme di perdere il diritto alla pensione dopo le dimissioni di Berlusconi". Nella strada tracciata da "Cinico tv", la voce fuori campo del regista interroga l'impresario Francesco Mira detto Ciccio, e ci fa entrare nel meraviglioso mondo delle feste di piazza. »

«Belluscone», l'arte di diffamare ridendo (e facendo ridere)

di Maurizio Caverzan Il Giornale

Si ride parecchio vedendo Belluscone. Una storia siciliana, presentato al Lido nella sezione «Orizzonti». Il merito è di Franco Maresco, geniale regista palermitano che ha preferito disertare Venezia per non «sporcare» la sua opera con polemiche, pensa un po', su Berlusconi. Ce ne saranno probabilmente, e in abbondanza, in rapporto a come il film verrà distribuito. Perché la sua tesi è, come dire, un tantinello forte: l'impero berlusconiano è stato costruito con i soldi della mafia. Nello specifico: 20 miliardi investiti da Cosa nostra sulla tv commerciale e non sul narcotraffico, come dice lo stesso regista-autore intervistatore tirando in ballo Stefano Bontade, boss di Villagrazia. »

L'Italia amara di Franco Maresco da "Belluscone" a oggi

di Roberto Nepoti La Repubblica

Storia di un film "mai finito" che doveva raccontare i tortuosi rapporti tra la Sicilia e Silvio Berlusconi. Protagonisti (sul filo dell'indagine wellesiana del critico Tatti Sanguineti) l'impresario Ciccio Mira e una strana coppia di cantanti neomelodici, Erik e Vittorio Ricciardi, che portano per le piazze di Palermo la canzone Vorrei conoscere Berlusconi. Che si può ancora dire di un Paese che canta con orgoglio le Lodi della mafia e un giovane Presidente del Consiglio che fa il piacione nella tv nazionalpopolare? Maresco firma; da solo, un film che suona come una mesta confessione d'impotenza. »

"Belluscone" c'è, Maresco no ma convince col gusto del paradosso

di Michele Anselmi Il Secolo XIX

Neanche una nota di regia sul catalogo. Infine la notizia che Franco Maresco non sale al Lido per accompagnare il suo "Belluscone. Una storia siciliana", sezione Orizzonti. Si vocifera di "disagio personale", tale da fargli preferire di restare a casa, come già in altre occasioni, "lontano dai riflettori e dall'esposizione mediatica". Del resto, il documentario sui generis, nato tre anni fa per raccontare il rapporto unico tra Berlusconi e la Sicilia, mettendo insieme una galleria di personaggi in cui spiccano il fedele Marcello Dell'Utri, vari pentiti di mafia e un'infinità di cantanti neomelodici irriducibilmente berlusconiani, si nutre anche sul piano drammaturgico di un'assenza: quella del regista Maresco, 56 anni, palermitano, ex sodale cli Daniele Ciprì all'epoca di "Cinico TV'. »

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