Gli sfiorati

Film 2011 | Drammatico 111 min.

Regia di Matteo Rovere. Un film con Andrea Bosca, Miriam Giovanelli, Claudio Santamaria, Michele Riondino, Asia Argento. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2011, durata 111 minuti. Uscita cinema venerdì 2 marzo 2012 distribuito da Fandango. - MYmonetro 2,53 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Gli sfiorati
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Mète, grafologo esperto e appassionato, sarà costretto a 'trattare' chi aveva soltanto 'sfiorato'. Dal romanzo omonimo di Sandro Veronesi. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento. In Italia al Box Office Gli sfiorati ha incassato 53,7 mila euro .

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Consigliato nì!
2,53/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,17
PUBBLICO 2,93
CONSIGLIATO NÌ
Matteo Rovere torna a provocare raccontando una generazione incapace allo svolgimento e alla pienezza.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 24 febbraio 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 24 febbraio 2012

Mète è un giovane uomo ossessionato da Belinda, figlia del padre e di una donna amata da vent'anni. Orfano di madre da pochi mesi, è costretto a partecipare alle nozze del genitore, e a prendersi cura per qualche giorno della sorellastra. Imbarazzato dalla sua ospite bionda, si costringe fuori e occupato con l'amico Damiano e il collega Bruno. Incallito donnaiolo il primo, padre separato il secondo, Damiano e Bruno lo distraggano da Belinda, sistemata sul suo divano con una t-shirt, un paio di mutandine e una sigaretta tra le labbra. Grafologo esperto e appassionato, approccia la vita come un tracciato grafico, alla ricerca di risposte comportamentali e di emozioni celate dietro la forma, sotto la pressione, dentro la dimensione della scrittura. Tra una perizia e un testamento contestato, sarà costretto a rincasare e a 'trattare' chi aveva soltanto 'sfiorato'.
Quattro anni dopo Un gioco da ragazze, Matteo Rovere torna a 'provocare', adattando il romanzo omonimo di Sandro Veronesi sugli anni Ottanta e quello che ne restava. Provocato, attonito, immobile e rapito è ancora una volta un uomo che ondeggia sull'asfalto di Roma (ir)risolto a evitare un percorso di deriva verso l'autodistruzione. Autodistruzione che questa volta cederà il passo all'amnesia e alla rievocazione dentro una struttura narrativa circolare.
Trasposto e aggiornato al presente, Gli sfiorati mette in schermo una condizione esistenziale carezzata e mai assorbita, una generazione incapace allo svolgimento e alla pienezza. A incarnarne il corpo e la vocazione è Mète, vittima di allucinazioni e di un desiderio indicibile per Belinda, luce della sua vita e fuoco dei suoi lombi. Sfrontata e immobile, la sorellastra di Miriam Giovanelli è la 'magnifica' interruzione nel flusso di scrittura esistenziale del grafologo, che cancella il mondo per nutrirsi solo della propria ossessione. Matteo Rovere, alla seconda prova, fa meglio, assistito dalla storia di Veronesi e favorito da un cast di attori credibili, dove a stonare è proprio il capoluogo dell'interesse, il polo magnetico del desiderio.
Troppo esplicita e dichiarata, la sensualità (e la sessualità) di Miriam Giovanelli non trattiene l'indecifrabilità della crescita e delle metamorfosi adolescenziali. Se la prosa di Veronesi riferiva di un corpo in bilico, com'è in equilibrio precario l'identità del protagonista tra i saldi valori borghesi e la fascinazione dell'incesto, la sua traduzione per immagini ha l'accessibilità convenzionale di una canzone di Ramazzotti, unico 'eros' che domina il film e sembra fondare la ninfetta pigra e indolente. Ciondolante in mutande dal letto al divano, Belinda è 'sfiorata' da uomini virtuosi che lottano contro le tentazioni, o viziosi che si scontrano con l'abitudine, tutti ugualmente sottomessi alla nevrosi della mobilità. Se Michele Riondino enfatizza la libido e (ri)conferma l'irresistibile verve seduttrice, Claudio Santamaria rivela una volta di più la sua ossessione ad approfondire scavando ovunque nel film, la singolarità è appannaggio di Andrea Bosca, in cui 'noi (già) credevamo' nel Risorgimento di Martone. Con lui Rovere intuisce e trova lo spaesamento dello stare al mondo, l'ansia puerile di non farcela, l'ottusità tutt'altro che cieca ma carica di sensi e di senso. È Mète a cogliere il cuore dello 'sfioramento', riconoscendo e facendosi riconoscere, rintanandosi e poi stanandosi, individuando il piacere (di vivere) in un punto intermedio tra la noia e la confusione.

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GLI SFIORATI
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 1 marzo 2012
renato volpone

Un quadro sulla decadenza della società borghese, sui suoi vizi, sulla sua leggerezza. Un quadro a tinte vivaci, psichedeliche, fuori dal tempo, dove il disagio è noia, dove i sentimenti sono gioco, dove gli spazi sono infiniti. Gli sfiorati sono le persone smarrite in questo mondo, inutili forse, come inutile è il vivere di chi sta loro intorno.

giovedì 13 settembre 2012
Moulinsky

Nel mondo 2011 secondo Fandango, che rivisita il secondo romanzo di Sandro Veronesi datato Millenovecentonovanta e ambientato nei famigerati Ottanta, tentando ridicoli aggiornamenti spaziotemporali (cellulari strategici per la sceneggiatura, facebook…) con la regia di Matteo Rovere e la penna di Francesco Piccolo (sigh!), i ggiovani lavorano tutti (ma quando mai?) ed entrano ed escono dagli [...] Vai alla recensione »

domenica 20 ottobre 2013
molinari marco

Dover gridare al miracolo ogni qualvolta che un film italiano funziona è un qualcosa che, a lungo andare, non può che riempire di rabbia. E basta la visione di questo film per far risuonare nella propria testa una miriade di perché. Non si riesce proprio a farsene una ragione del perché bisogna elemosinare qualche spicciolo quando si hanno registi dotati di una straordinaria sensibilità artistica e [...] Vai alla recensione »

domenica 28 settembre 2014
gianleo67

Giovane grafologo di bella presenza si vede piombare in casa, alla vigilia del matrimonio del padre con la sua ventennale amante, una sorellastra, sensuale e procace, che si accampa nel suo divano nel provocante deshabillé di una magliettina ed un paio di slip. Deciso a sfuggire tanto alla logica di un rancoroso riavvicinamento familiare con il padre quanto di resistere alle tentazioni di una [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 marzo 2012
Giulio Secondo

Come ha scritto Francois Truffaut, un buon film tratto da un buon romanzo si ha quando il regista riesce a restituire il senso complessivo del libro,senza tradirne lo spirito ma riservandosi di farne una cosa diversa. E' l'impressione che si ha vedendo questo nuovo film di Matteo Rovere: un buon film che ha le sue radici in un buon libro,quello di Sandro Veronesi con lo stesso titolo:un [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 aprile 2016
Achab50

La rececensione vera comincia dalla parola Peccato. Peccato perchè gli ingredienti, ancorchè non nuovi, c'erano tutti perchè uscisse un film intrigante. La storia comincia dal fondo, vabbè, sono tre amici, uno un dongiovanni, un altro appena piantato dalla compagna ma con figlia a carico, ed il terzo che si trova in casa una ragazza che gira costantemente con poco addosso [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 marzo 2012
Scarlet86

Ad una settimana dal matrimonio del padre con la compagna ,Mete si ritrova a condividere con l'affascinante  e quasi sconosciuta sorellastra  la casa. Tra amici precari e arrivisti e pr sull'orlo di una crisi di nervi  i due saranno destinati ad incontrarsi sullo sfondo di una Roma avvolgente e a volte quasi stritolante. La sfioratezza dei protagonisti tra comicità [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 marzo 2012
Flyanto

Film sulla crisi e sulla ricerca della propria identità da parte di alcuni giovani nella società odierna. Malesseri e molti aspetti della propria vita irrisolti che determinano comportamenti di disadattamento, di ansia e, a volte, anche di distacco quando non anche di superficialità. Interessante ma il tema non è per nulla nuovo.

sabato 3 marzo 2012
Silvano Sorrento

In una Roma dalle atmosfere uniche e ultraborghesi, Mète, un giovane e distratto grafologo è costretto, per una settimana, a convivere con la sorellastra Belinda, una bellissima e giovanissima ragazza che finirà con lo sconvolgere la vita del fratello. Mète e Belinda sono due personaggi che fanno parte dell'universo degli Sfiorati, una categoria di persone molto difficile da individuare ma quotidianamente [...] Vai alla recensione »

sabato 3 marzo 2012
Flinn

Non ci potevo credere che un film italiano potesse tanto. Si sono veramente sbilanciati con questa pellicola, tuffati a capofitto in un mondo a cui purtroppo non siamo abituati. Eccezionale. Io sono una ragazza e non mi sono mai trovata nella situazione del giovane protagonista; che prova un sentimento fortissimo, sfumato e avvolto da mille angosce, per la sorellastra.

mercoledì 7 marzo 2012
Scarlet86

Ad una settimana dal matrimonio del padre con la compagna ,Mete si ritrova a condividere con l'affascinante  e quasi sconosciuta sorellastra  la casa. Tra amici precari e arrivisti e pr sull'orlo di una crisi di nervi  i due saranno destinati ad incontrarsi sullo sfondo di una Roma avvolgente e a volte quasi stritolante. La sfioratezza dei protagonisti tra comicità [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 marzo 2012
Papetti

Partiamo da un dato di fatto: adoro i film che fanno discutere e Gli Sfiorati è un film che fa discutere. La regia e la fotografia sono superlative e gli attori perfetti. Il tema, ripreso dal libro di Veronesi, è complesso: una generazione che ha avuto tutto ma che fatica a percepire la realtà; la sfiora soltanto, come fanno i non vedenti sfiorando il mondo che li circonda.

lunedì 13 agosto 2012
marco rossini

Fasullo dal primo all'ultimo fotogramma, 1 ora e mezza per un incesto che dovrebbe essere eccitante, romantico e appassionato, presumibilmente, tutto il resto è un contorno ancor piu mal riuscito e inutile dai personaggi alla sceneggiatura. Anche il casting completamente fallito insieme alla fotografia e scenografia da scuola di cinema. Unico respiro Asia Argento, una goccia di acqua nel fango che [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 agosto 2012
astromelia

se un film incentrato sull'incesto non ti lascia vivamente concentrato e se dopo mezz'ora ti accorgi di distrarti,vuol dire che la trasposizione dal romanzo è quantomai sonnolenta e priva di interesse,insomma questi film italiani non decollano mai.....

sabato 3 marzo 2012
Zerogravity

Buono lo spunto ( uno dei pochi casi di film migliore del libro ) e l'idea di trasferirlo ai giorni nostri. La prova di Asia Argento e Michele RIondino da soli valgono il prezzo del biglietto.

lunedì 12 febbraio 2018
Phill

Non mi ricordo di aver mai lasciato un film dopo 30 minuti. Ebbene in questo caso ci sono riusciti a farmelo fare.... una trama noiosa poco accattivante per nulla intrigante Insomma una noia mortale

giovedì 4 gennaio 2018
Onufrio

A pochi giorni dalle nuove nozze del padre, Méte giovane grafologo con l'aria stralunata si ritrova suo malgrado ad ospitare in casa propria la figlia della futura moglie di suo padre, praticamente la "sorellastra" Belinda, dolce e attraente 17enne che da tempo turba le fantasie di Méte, il quale per evitarne il contatto giornaliero stravolge la propria quotidiana routine [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 novembre 2015
dario

Una cosa modesta, persino imbarazzante. Storia senza senso, tanta presunzione. Sceneggiatura deragliata, recitazione sommessa, priva di riferimenti. La prova provata che la cultura italiana odierna è una melassa new age insopportabile, creata con il copia/incolla. 

giovedì 26 febbraio 2015
maggie69

La bellissima colonna sonora é azzeccatissima in ogni scena del film, dando sostegno ed enfasi ai volti, agli sguardi, agli attori. Belinda é talmwnte bella che non capisci neanche che dice; Méte ha quegli occhi che buca e ti lascia lì svagato, disorientato. Bellussima la teoria degli sfiorati, del sognante Bruno.stona forse Riondino ed Argento, ma sono i veri sopravvissuti, gli animali del nostro [...] Vai alla recensione »

martedì 17 luglio 2012
dabart

nella vita abbiamo tutti dei periodi di confusione,periodi in cui non sai mai quale sia la cosa giusta.questo film ti tocca personalmente e trasmette una grande emozione guardandolo..lo consiglio

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Marco Giusti
Il Manifesto

Che bellezza, tornano i film italiani impegnati tutto sesso! Che sia impegnato Gli sfiorati (bel titolo) di Matteo Rovere lo si capisce dal marchio Fandango, dall'omonimo romanzo di Sandro Veronesi da cui è tratto, dalla recensione immediata della scrittrice Elena Stancanelli (Repubblica) e, soprattutto, dal manifesto un po' moraviano che ha parecchio attizzato il pubblico maschile per le strade cittadine [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Ciak

Tratto dal romanzo di Sandro Veronesi del 1990, il film insegue le peripezie di Méte, appassionato di grafologia, che alla vigilia del matrimonio del padre accoglie in casa l’adolescente sorellastra Belinda (Miriam Giovanelli), svogliata e liquida come tante di quell’età sospesa. Stretto fra il socio Bruno, travolto dall’angoscia del matrimonio (Claudio Santamaria), e l’amico rampante (Michele Riondino), [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ambiziosa e asmatica commedia melò, che il semi deb Matteo Rovere ha tratto da un romanzo di SandroVeronesi. A Roma, il taciturno Mete (Andrea Bosca) divide l’appartamento con la candida sorellastra Belinda (Miriam Giovanelli). Per evitarla, se ne sta fuori con i due amiconi, il depresso Bruno e il playboy Damiano. Poi ci ripensa. Quel grafologo è un mago se in un testamento legge ansia, mare e artrite. [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Giovane, grafologo, irrequieto, roso da un tarlo doloroso destinato, lo capiamo subito, a sfociare nell’incesto con la bellissima sorellastra, il Mète di Gli sfiorati (1990) è stato il simbolo letterario di un’epoca e delle mutazioni che annunciava. Dietro l’omaggio a Roma e alle sue gloriose bassezze (evidenziato nella prefazione alla ristampa Fandango), il romanzo di Sandro Veronesi prendeva il polso [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Gli sfiorati del romanzo di Sandro Veronesi, cui si ispira l’opera seconda di Rovere, sono i giovani rappresentanti di una generazione che percorre la vita sul filo di sensazioni fluide e frammentarie, senza una coscienza di sé. Il libro (1990, rieditato Fandango) è ambientato, con precisione di eventi e luoghi, nella Roma del 1988, durante la Prima Repubblica (in pratica un altro mondo); mentre il [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Il padre di Méte sta per risposarsi con la donna che ama da anni, e che gli ha dato una figlia, Belinda, quasi sua coetanea. I già precari equilibri interiori saltano, mentre fuori una Roma eternamente caotica osserva indifferente. È un romanzo dai tratti inafferrabili quello che Sandro Veronesi scrisse oltre 20 anni fa: il produttore Procacci lancia la sfida al 30enne Matteo Rovere, e “Gli sfiorati” [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
giovedì 1 marzo 2012
 

Tratto dall'omonimo romanzo di Sandro Veronesi, Gli sfiorati è il racconto di una generazione che ha avuto tutto, senza mai afferrare niente davvero. Protagonisti sono Méte (Andrea Bosca) e Belinda (Miriam Giovanelli), giovani estremamente diversi ma [...]

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