Wilde Salome

Un film di Al Pacino. Con Jessica Chastain, Kevin Anderson, Estelle Parsons, Joe Roseto, Barry Navidi.
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Drammatico, - USA 2010. MYMONETRO Wilde Salome * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 1 recensione.
Consigliato sì!
3,50/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * 1/2 -
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Pacino riprende quello che fu il lavoro più controverso di Oscar Wilde, Salome, una storia di lussuria ed ingordigia.
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primo piano
Un esempio di come ricerca, sperimentazione e cultura possano farsi Cinema
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Al Pacino, a proposito di questo suo film dichiara: “Wilde Salome è l’esplorazione di una pièce teatrale che mi ha impegnato per molto tempo. Ho spogliato l’opera di tutti i suoi costumi e scenari complessi, presentandola e analizzandola nella sua essenza. Jessica Chastain è sensazionale nel ruolo di Salomè e mi ha aiutato molto nella mia personale scoperta del mondo di Oscar Wilde. Wilde Salome non è un film narrativo tradizionale, né un documentario. . È sperimentale, è l’emancipazione di un’opera che continua a vivere.”
È un ottimo modo di introdurre a un film che ricorda Looking for Richard dedicato al Riccardo III di Shakespeare. Rispetto a quella prima indagine Pacino qui sviluppa un percorso che tra le pagine del testo inserisce la vita del suo autore. L’attore, regista di se stesso, mette a nudo il suo desiderio di affrontare il rischio di molteplici salti mortali frutto dello stimolo intellettuale che l’opera torna a suscitargli. Gira infatti un documentario che vuole al contempo rendere conto di una messa in scena teatrale e di un Èfilm ‘da farsi’ sempre sullo stesso soggetto.
Pacino è affascinato (poteva essere diversamente?) dalla figura di un autore ribelle e pronto a pagare di persona le proprie scelte anticonformiste. Individua in “Salomè” quasi la sintesi dell’universo letterario wildiano ed è ammaliato dalla perversa innocenza della protagonista. Narrativamente passa dal mangiare voracemente un panino alla visita ai luoghi in cui l’autore visse o al palcoscenico su cui la vicenda si sviluppa con la fluidità che solo i grandi riescono ad ottenere. Punta poi lo sguardo sullo scontro a tre (Erode, Erodiade, Salomè) in cui conferisce al re della Giudea gli accenti di una avidità consapevole di scontrarsi con il divino. Mentre la voce stentorea di Johanaan sale dal buio di un pozzo a ricordare colpe ed omissioni il corpo e l’intensità espressiva di una Chastain davvero superlativa lo vincolano a un giuramento che lo trascinerà alla perdizione. La sua vocalità si fa chioccia mentre implora un cambio di scelta che non verrà.
A differenza che nel passato però qui Pacino libera la macchina da presa da un costante pedinamento della sua persona per indirizzarla sui volti e sui gesti degli attori. Nel modo in cui li riprende si legge la stima profonda che nutre per loro e il desiderio di valorizzarne sino in fondo le doti che ha trovato in loro. È un dono che non molti grandi del mondo dello spettacolo sono in grado di riservare ai colleghi. Pacino si dimostra più che mai consapevole che una star da sola non è sufficiente a portare alla luce le pieghe più nascoste di un testo immortale. Parte, con una piccola produzione, per un viaggio di cui l’approdo è incerto ma ha con sé dei compagni che contribuiscono a rendere questo documentario un esempio di come ricerca, sperimentazione e cultura possano farsi Cinema.

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INTERVISTE | Fuori concorso con Wilde Salomè, viene accolto dal pubblico con una standing ovation.

Il mito in mostra

domenica 4 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Al Pacino, il mito in mostra Standing ovation e un applauso lunghissimo oggi per salutare Al Pacino, insignito al Lido di un premio alla carriera e fuori concorso con il suo Wilde Salomé: a nulla sono serviti i richiami della sicurezza per sedare la platea esaltata dalla presenza dell'attore. Lui, abbronzato ed elegante, ha ringraziato con un piccolo inchino, ha regalato molti sorrisi, e per un istante, molto breve e colto solo dalle prime file, ha dato quasi l'impressione di essere emozionato per davvero. Una piccola esitazione di fronte al microfono, l'incertezza negli occhi davanti alla platea che non smetteva di applaudire, un «Grazie» sussurrato qualche secondo prima dell'ingresso in sala stampa del Direttore Marco Müller e della bellissima attrice scelta da Pacino per il suo film, Jessica Chastain.

Wilde Salome | Indice

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