Copia conforme

Un film di Abbas Kiarostami. Con Juliette Binoche, William Shimell, Jean-Claude Carrière, Gianna Giachetti, Adrian Moore.
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Titolo originale Copie conforme. Drammatico, durata 106 min. - Italia, Iran, Francia 2010. - Bim Distribuzione uscita venerdì 21 maggio 2010. MYMONETRO Copia conforme * * - - - valutazione media: 2,23 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,23/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * - - - -
 pubblico * * 1/2 - -
James Miller, un noto saggista, presenta a Firenze il suo ultimo libro intitolato «Copia conforme» nel quale sostiene che le copie abbiano un valore intrinseco superiore all'originale.
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primo piano
Un'analisi di speranze, illusioni e disillusioni che attraversano tante 'cop(p)ie conformi'
Giancarlo Zappoli     * * * - -

James Miller, un noto saggista, presenta a Firenze il suo ultimo libro intitolato «Copia conforme» nel quale sostiene che le copie abbiano un valore intrinseco superiore all'originale. Lei, una piccola mercante d'arte, assiste con il figlio alla presentazione e poi fa in modo di conoscere l'autore per fargli firmare alcune copie. Il giorno successivo, domenica, lo accompagnerà a Lucignano per 'mostrargli una sorpresa'. Mentre i due si trovano in un piccolo locale e lui è uscito per rispondere a una telefonata, la proprietaria allude a loro come a una coppia sposata e Lei sta al gioco. Gioco che proseguirà anche al rientro di James.
Alla non più tenera età di 70 anni (portati peraltro benissimo) è nato un nuovo Kiarostami. Se ne era avuta una prima avvisaglia nell'incerto episodio di Tickets ma oggi, dopo il teorico Shirin , ne abbiamo una piacevolissima conferma. Intendiamoci: il pluripremiato e osannato dalla critica (che a Cannes è sembrata oltremisura spiazzata) non ha affatto smesso di interrogarsi sulla natura umana e non ha neppure rinunciato a una ricerca stilistica. Ha però scelto una modalità diversa di approccio. Ha deciso cioè di compiere ancora, come spesso è accaduto nel suo cinema, un viaggio che comportasse non solo uno spostamento fisico nello spazio ma un percorso, talvolta doloroso, nelle psicologie dei personaggi. È quanto accade anche questa volta ma con una leggerezza e una voglia di 'giocare' (non dimentichiamo mai che in francese e in inglese recitare diventa 'to play' e 'jouer') con un doppio livello di rappresentazione.
Nel film si recita ovviamente (brava, ça va sans dire, Juliette Binoche ma altrettanto efficace il baritono prestato al cinema William Shimell) ma gli stessi personaggi, da un certo punto in avanti 'recitano' il ruolo di una coppia sposata da quindici anni. Ne nasce un' analisi di speranze, illusioni e disillusioni che attraversano tante 'cop(p)ie conformi' sullo sfondo di una Toscana che diviene a sua volta protagonista. Kiarostami ha deciso di girare un film non 'alla Kiarostami'. Viva Abbas.

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Premi e nomination Copia conforme

premi
nomination
Festival di Cannes
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Come e’ bello fare finta!

giovedì 20 maggio 2010 di aesse

Se per reale si intende ciò che la soggettività plurale determina come oggettivo acquisito, non c’è niente di più reale della Toscana Felix così come l’immaginario collettivo dei non autoctoni lo conserva e lo tramanda. Ebbene, quella che è realtà per antonomasia, Kiarostami, che con il suo “Copia conforme” ci offre un lavoro che farebbe la sua fortuna anche a teatro, squaderna,  taglia,  decontestualizza, ammutolisce. continua »

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Dopo "close up" un altro film sul cinema...

martedì 13 luglio 2010 di Thedreamer

...ma anche sull'arte e su chiunque "crei" qualcosa, in generale. Oppure anche sull'amore e l'incapacita' di amare. Ma questo forse, e' un tema che sta sullo sfondo. Perche' se si riesce ad "andare oltre" alle immagini che passano sullo schermo, e' facile comprendere cio' che scrive Antonella. Perche' ci sono due storie raccontate nello stesso film: una,originale e l'altra,un "falso" (una copia). Che si assomigliano dunque, come molte storie d'amore e molte opere d'arte, ma che assolutamente continua »

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Diffidare dalle imitazioni

mercoledì 27 luglio 2011 di gabriella

Jason Miller , scrittore e lei gallerista, s'incontrano a Firenze per la presentazione del libro di lui, tanto che alla fione non si capisce se sono una coppia in crisi che cerca un espediente per parlarsi e finalmente conoscersi, sia che siano due sconosciuti che per gioco recitano il ruolo di due coniugi entrando talmente nel ruolo fino a che esso diventa un gioco pericoloso in cui non si riesce più a distinguere il vero dal falso, emerge la difficoltà e la fatica di stare insieme continua »

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Sensualità davanti allo specchio

lunedì 1 novembre 2010 di Reservoir Dogs

L'incontro tra una mercante d'arte e uno scrittore americano a Firenze per la presentazione del suo ultimo libro si trasforma in un gioco di coppia che i due accettano di fare quando la proprietaria di un bar li scambia per coniugi. Kiarostami ci inserisce nella vita di coppia attraverso la creazione casuale di un matrimonio di quindici anni che in realtà non c'è ma che attraverso riflessioni, aneddoti, discussioni, analisi profonde di se e dell'altro si crea. E' continua »

William Shimell
Tutto cambia, non sono le promesse a impedirlo.
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James Miller
Il matrimonio è un giardino senza foglie. Ma chi osa dire che non sia ugualmente bellissimo?
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Juliette Binoche
Meglio una buona copia che l'originale.
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GALLERY | La Binoche si commuove per il dramma del regista Panahi.

Il photocall

martedì 18 maggio 2010 - Valeria Filippi

Copia conforme: il photocall Durante la conferenza stampa di Copia conforme, una giornalista iraniana ha dato l'annuncio che il regista iraniano Jafar Panahi ha iniziato lo sciopero della fame in segno di contestazione contro la sua detenzione. Il regista è in carcere da inizio marzo per aver partecipato ai movimenti di protesta contro il regime del suo paese. Juliette Binoche, protagonista del film di Kiarostami (connazionale di Panahi), non ha trattenuto lacrime di commozione per il dramma appena annunciato. Panahi vinse il Leone d'Oro a Venezia nel 2000 con Il cerchio, dolente ritratto corale di otto donne incarcerate nell'Iran contemporaneo.

   

L' "incomunicabilità" che non comunica

di Roberto Nepoti La Repubblica

Presentato in questi giorni in concorso a Cannes, il primo film che il maestro del cinema iraniano Abbas Kiarostami ha realizzato fuori dei confini del suo Paese non è facile da raccontare. All' inizio un critico d' arte presenta un suo libro sul rapporto tra opera originale e copia; una donna lo ascolta, per un po' , dalla prima fila. Si tratta di una gallerista francese trasferita in Toscana, dove l' azione del film si svolge, col figlio ragazzino. Più tardi lei accompagna l' affascinante studioso nella cittadina di Lucignano, dove gli mostra un ritratto femminile a lungo ritenuto autentico, ma poi rivelatosi una tarda copia: senza che, perciò, si sia rinunciato ad esporlo come opera a sé. »

di Alessio Guzzano City

Uno studioso dell'arte che preferisce le copie agli originali e un'antiquaria che ne ama la figura ma non le tesi (capita la metafora delle professioni?) entrano in contatto tra colli e borghi toscani. E' un approccio librario, è un passaggio dato in macchina, è un difficoltoso incontro di corpi e di caratteri affidato a dialoghi di disarmante pochezza: lei tesse l'elogio della semplicità, lui si lascia incendiare dal fumo, la regia esalta l'eternità dell'incontro tra un Adamo e una Eva, ovunque. »

di Paola Casella Europa

Perché creare una copia conforme quando l'originale, anzi, gli originali erano molto meglio? È questa la domanda che avrebbe dovuto porsi Kiarostami prima di girare il suo ultimo film, un Viaggio in Italia (ma le citazioni cinematografiche non si fermano qui, e sono tutte datate almeno quarant'anni fa) che racconta la crisi di una coppia attraverso interminabili conversazioni fra un lui inglese e una lei francese che si ritrovano nel nostro paese come se lo immaginano gli stranieri: ad un matrimonio in Toscana suonano canzoni napoletane con la fisarmonica. »

Con la Binoche una noiosa celebrazione della fedeltà

di Maurizio Cabona Il Giornale

Le coppie resistono più per assenza che per presenza. «Un'amicizia - scriveva Abel Bonnard nell'omonimo libro - sono due solitari insieme». E che cos'è l'amore dura se non il momento sessuale di un'amicizia fra uomo e donna? L'intensità sarà anche connessa al desiderio, come credono i fautori delle passioni, ma senza durata non c'è coppia. Su questo arduo tema s'esprime Abbas Kiarostami con Copia conforme, in concorso a Cannes. Regista iraniano, soldi e protagonista francesi, co-protagonista inglese paesaggio e figuranti italiani, Copia conforme racconta di una gallerista (Juliette Binoche) e di uno storico dell'arte (il baritono William Shimell), coppia stanca. »

Copia conforme | Indice

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