Séraphine

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Un film di Martin Provost. Con Yolande Moreau, Ulrich Tukur, Anne Bennent, Geneviève Mnich, Nico Rogner.
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Drammatico, durata 125 min. - Francia, Belgio, Germania 2008. - Onemovie uscita venerdì 22 ottobre 2010. MYMONETRO Séraphine * * * 1/2 - valutazione media: 3,83 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,83/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
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Séraphine Louis è un'umile governante che di giorno lavora come donna delle pulizie e lavandaia a cottimo e di notte dipinge fra le mura di un piccolo appartamento.
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Un ritratto raffinato e calligrafico di una sincera esponente dell'art naïf
Edoardo Becattini     * * 1/2 - -

Senlis, Piccardia, 1914. Séraphine Louis è un'umile governante che di giorno lavora come donna delle pulizie e lavandaia a cottimo e di notte dipinge fra le mura di un piccolo appartamento. Séraphine non ha alcuna conoscenza delle tecniche pittoriche. La sua arte trae forza dalla fede religiosa e dalla contemplazione delle forme della natura. Un giorno, presso la casa nella quale presta servizio, viene ad alloggiare il celebre critico d'arte tedesco Wilhelm Uhde, fra i più importanti collezionisti e mecenati delle esposizioni parigine. Uhde, dopo aver scoperto per caso uno dei quadri della domestica, rimane impressionato dai colori e dalla grande vitalità della sua arte e decide di coltivarne il talento.
Séraphine de Senlis è probabilmente la sola reale esponente dell'art naïf. L'unica la cui condizione sociale e psicologica abbia realmente determinato la creazione di un'arte ingenua, genuina, popolare sia nei motivi decorativi che nelle tecniche di composizione, ispirata unicamente da momenti di estasi per la natura ed esperienze sinestetiche. Per raccontarne la biografia come una storia tragica di redenzione popolare, Séraphine si divide in due parti, perfettamente simmetriche: prima e dopo la Prima guerra mondiale, prima e dopo la presa di coscienza da parte di Séraphine del proprio talento. Questa suddivisione è ulteriormente accentuata non solo dalla sua precisa collocazione mediana, ma anche da delle continue dissolvenze al nero che danno un ritmo sequenziale al racconto e che costituiscono un percorso sincopato, dalla vocazione artistica fino all'aggravarsi delle condizioni mentali, all'interno del quale i dettagli della vita di Séraphine finiscono per avere molta più importanza del quadro d'insieme.
Nonostante il critico Uhde affermi di preferire la definizione di “primitivi moderni” a quella di “pittori naïf”, Martin Provost mette in risalto entrambi gli aspetti della sua eroina. La continua ricerca di un contatto primigenio con la natura, gli alberi, le piante e l'acqua, le geniali capacità di misturare le tinte, l'uso violento e impetuoso dei colori, ne farebbero una grande pittrice primitiva, mentre la vocazione religiosa ai limiti della follia, il piacere per i vini robusti e la vanità latente, ne espongono tutta l'ingenuità. Se tali contrasti risultano sfumati è solo grazie a Yolande Moreau, in grado di muoversi in modo straordinario fra grazia e rozzezza, mostrando un catalogo di espressioni sottilmente bizzarre, goffe, deliranti, tenere, folli, umili, frivole. Nel suo volto e nei suoi occhi, Séraphine de Senlis non diviene né un genio incompreso, né una sciocca fortunata, ma una comune invasata con il dono eccezionale di far sgorgare luci e colori su di una grande tela.
Dove invece il film riesce meno a salvarsi dalla contraddizione è nell'idea di realizzare il ritratto di una geniale “primitiva” ricorrendo ad uno stile calligrafico e affettato, finalizzato ad un realismo accademico non prodigo di astrazioni (con qualche eccezione, come la sedia in ferro battuto ricorrente come invito alla contemplazione della natura). In questo modo, la raffinatezza di Provost finisce con l'avvicinarsi più ai gusti del conformismo borghese tanto vituperati da Uhde che al linguaggio semplice e istintivo della forma popolare.

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Premi e nomination Séraphine

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Grandissima moreau!

domenica 31 ottobre 2010 di Linus2k

Il cinema francese ancora una volta fa centro e ci presenta un nuovo promettente regista: Martin Provost. Seraphine è un biopic su una pittrice sconosciuta ai molti in Italia, una piccola, fragile donna, vissuta in Francia nella prima metà del secolo scorso e la cui fama è arrivata dopo la sua morte... Un film commovente e delicato su un'anima semplice, una donna con un grande talento che nemmeno lei conosceva, che dipingeva per impulso, oltre gli umili lavori... Con poveri mezzi, tavole e colori continua »

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Magnifico

giovedì 28 ottobre 2010 di mirror

bellissimo film per (ri)scoprire un'artista dimenticata ma grandissima, quasi un van gogh femminile, talento e spiritualità meravigliose, quadri mozzafiato e alcuni momenti commoventi. Da non perdere  continua »

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La forma non è sostanza

giovedì 4 novembre 2010 di FRANCESCO GIULIANO

Che fantastico questo film di Martin Provost, che descrive con raffinata eleganza la vita rude e selvatica e goffa di una celebre pittrice naïf Séraphine Louis, che si dipana lentamente, come il filo di una matassa, nel secolo scorso, a cavallo tra la grande guerra e la grave crisi economica del ’29. Questa singolare artista, unica e ineguagliabile come originalità pittorica, impersonata magistralmente dalla bravissima attrice Yolande Moreau, manifesta nella suo vivere rozzo e apparentemente misero continua »

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Biografia di una vita miserabile

lunedì 25 ottobre 2010 di manonlescault

1913.La vita di Seraphine è stata umile,grama ma sorpredente, perchè questa donna sola, brutta,del gradino piu' basso della societa' possedeva innato un grande talento di pittirice. E' questo lo scopo del film, con una narrazione lenta, che ci costringe a guardare i paesaggi, le piccole e grandi azioni quotidiane di Seraphine, in modo da farci partecipare al mistero della sua arte. L'unica fortuna della sua vita fu quello d'incontrare un raffinato critico tedesco,Udhe, che cerco' sempre di sostenerla, continua »

Ulrich Tukur
Io non colleziono per vendere, vendo per collezionare
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Seraphine
"i ricchi sono sempre entusiasti"
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Yolande Moreau
Quando si dipinge si ama in un'altro modo
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DVD | Séraphine

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 20 gennaio 2011

Cover Dvd Séraphine A partire da giovedì 20 gennaio 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Séraphine di Martin Provost con Anne Bennent, Geneviève Mnich, Nico Rogner, Adélaïde Leroux. Distribuito da 01 Distribution. Su internet Séraphine è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film Séraphine

INTERVISTE | Martin Provost presenta a Roma il film Sèraphine.

Il riscatto sociale attraverso l'arte e la fede

mercoledì 20 ottobre 2010 - Luca Marra

Il riscatto sociale attraverso l'arte e la fede Non è un biopic, ma un film su un incontro fra due persone". Pacate ma rigorose le parole di Martin Provost, il regista di Séraphine, acclamato film francese che in patria ha vinto sette premi Cesar e ha avuto milioni di spettatori. Presentato ieri al Palazzo Farnese di Roma, sede dell'Ambasciata di Francia in Italia, il film - che uscirà nelle sale il prossimo 22 ottobre - è la storia di Séraphine de Senlis (interpretata da Yolande Moreau), una governante modesta ma con un fuoco creativo enorme che riversa nella pittura.

   

L'arte di "Seraphine", fra mistica e follia

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Vita (oscura), arte (segreta) e tragedia (dimenticata) di Séraphine Louis, meglio nota come Séraphine de Senlis, domestica e pittrice francese morta in manicomio nel 1942 dopo una breve notorietà dovuta al critico e collezionista tedesco Wilhelm Uhde, riscoperta di recente anche grazie a questo film del 2008 che in Francia ha riempito le sale, vinto 7 César. E messo in orbita la grande Yolande Moreau: attrice-sceneggiatrice-regista belga che presta a Séraphine il fisico imponente, gli occhi acquosi, i trasalimenti improvvisi con cui dà corpo al talento misterioso e per certi versi inquietante di questa pittrice autodidatta. »

The Vision of an Uncanny Painter

di A. O. Scott The New York Times

Making a film about the life of an artist is a risky proposition. The paint box arrives full of clichés and unexamined assumptions about the creative temperament, and these grow more assertive if mental illness is part of the biographical material. You are likely to end up with a lot of huffing and puffing and mystification, rather than any real insight into the mysteries of the work. There are exceptions. Maurice Pialat’s “Van Gogh” (1991), one of a slew of movies about that unhappy genius, is one, and “Séraphine,” Martin Provost’s new film, winner of seven Césars, including best film, is another. »

Yolande Moreau plays housekeeper and renowned untrained artist Seraphine de Senlis to high acclaim

di Kenneth Turan The Los Angeles Times

When we first meet Seraphine de Senlis, it's hard not to feel confused. This most ordinary of women, this overweight housekeeper trudging heavily through cobblestone streets in a shapeless black dress, she could not possibly be the subject of a major French motion picture, let alone one that won seven Césars, including best film, best screenplay, best cinematography and best actress for star Yolande Moreau. There must be some kind of mistake. There is no mistake. What makes "Seraphine," directed and co-written by Martin Provost, so exceptional is that it neither condescends to nor romanticizes its subject. »

Manca di sintesi quella raffinata pittrice

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Raffinato dramma francese, con tocchi da commedia,basato su una storia vera, vincitore di sette (esagerati) César. Siamo nel villaggio di Senlis, vicino a Parigi, nel 1913. La matura governante Séraphine, sola al mondo, presta servizio dal nuovo inquilino della villa, un riservato critico d'arte e collezionista tedesco. Il quale per caso scopre il grande talento pittorico della fantesca, che dipinge meravigliose nature morte. Ma la guerra incombe. Un film che si raccomanda per la grazia, l'eleganze e la straordinaria protagonista, la goffa, Yolande Moreau. »

Séraphine | Indice

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