Il giardino di limoni

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Un film di Eran Riklis. Con Hiam Abbass, Ali Suliman, Doron Tavory, Rona Lipaz-Michael, Tarik Kopty.
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Titolo originale Lemon Tree. Drammatico, durata 106 min. - Israele, Germania, Francia 2008. - Teodora Film uscita venerdì 12 dicembre 2008. MYMONETRO Il giardino di limoni * * * - - valutazione media: 3,17 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
Consigliato sì!
3,17/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * * - -
 pubblico * * * 1/2 -
Una donna è disposta a sacrificare la vita per il giardino di limoni che per anni ha coltivato assieme al padre.
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primo piano
Il conflitto tra Israele e Palestina visto con gli occhi di una donna coraggiosa che non rinuncia alla sua terra
Nicoletta Dose     * * * - -

I vicini di casa possono essere molto invadenti. Quando poi si tratta del Ministro della Difesa israeliano, non parliamone. Salma è palestinese, vive da sola in Cisgiordania nella casa di sempre, ha un figlio in America e un marito in Paradiso. La sua unica preoccupazione è la cura del giardino di limoni che ha ereditato dalla famiglia, delizia per il sostentamento ma croce per il nuovo vicino di casa, il ministro Navon, che vede negli alberi di Salma, un ottimo nascondiglio per progettare attacchi terroristici. Gli alberi vanno abbattuti ma Salma non vuole rinunciare ai suoi limoni e, con l'aiuto del giovane avvocato Ziad e il sostegno a distanza di Mira, la moglie del ministro, inizierà una battaglia legale senza fine.
Dopo aver affrontato il dramma del conflitto tra Israele e Siria nel precedente La sposa siriana, Riklis ritorna sullo stesso tema ma cambia il punto di vista. Se prima era il matrimonio, simbolo di unione pacifica per eccellenza, a portare con sé le conseguenze tragiche di una guerra in corso, ora sceglie una discordia tra vicini di casa. E quando si vive in Cisgiordana, a due passi dal confine israeliano, non è mai solo una bega condominiale. Qui lo sguardo delle due donne antagoniste, una israeliana e l'altra palestinese, sorregge il peso della Storia: Salma è una donna umile, legata radicalmente al fluire della natura, che la rincuora dandole il frutto della sua pazienza e del suo amore e Mira ha abitudini occidentali, è molto curata e, come spesso accade alle mogli dei politici, si occupa di organizzare lussuose feste di ricevimento. I limoni di Salma fanno parte della sua persona, vivono nel ricordo dei genitori e del marito defunto. Nella lettera del ministro, inviata per "suggerirle" di sradicare gli alberi, è racchiusa la diversità tra i due contendenti: l'avviso è scritto in ebraico e Salma non sa leggerlo. I caratteri grafici di una lingua che la donna non parla e non sa decifrare, sono metafora di una mentalità molto diversa dalla sua. Quelle lettere che lei non sa comprendere sono il codice da interpretare per confrontarsi con l'Altro, con il persecutore; per arrivare a un compromesso pur sapendo benissimo che, per onorare se stessa e le sue origini, non dovrà cedere ad alcun tipo di risarcimento. Se il giardino di limoni non esistesse più, scomparirebbe anche lei.
Oltre il recinto che separa Salma, territorialmente e umanamente, dalla villa di Navon, Mira, da un punto privilegiato d'osservazione, la guarda e ne scruta i movimenti. Entrambe soffrono, tutte e due si scoprono più simili di quello che l'apparenza sembrerebbe dettare. A farle sentire vicine è un sorriso, una complicità che non ha ancora nome, una mesta solidarietà che, se trovasse lo spazio per esprimersi, o avesse forza sufficiente, umilierebbe facilmente la stoltezza della politica. Una lezione umana che il film sottolinea in ogni passaggio narrativo, con lunghi primi piani sugli sguardi delle due donne, andando a creare un filo invisibile che unisce i destini di entrambe.
La costruzione del muro di Israele, il recinto del giardino di limoni, il coprifuoco che blocca la strada sono le immagini di una sceneggiatura ostinata che vuole togliere le barriere, fisiche e spirituali, di un conflitto senza fine. Il regista mostra i limiti da superare, presenta i personaggi nella loro temeraria avanzata verso una pace impossibile. Ma nella lunga messa in scena delle due parti in lotta, la narrazione si irrigidisce un po' in uno schematismo che fatica a trovare soluzioni: i personaggi si muovono ma rimangono fermi, non c'è mai un avvicinamento concreto e ogni passo fatto in avanti corrisponde a uno scalino verso un nuovo distacco. Anche l'affetto dell'avvocato difensore è un'altalena che gira a vuoto. La natura, nel frattempo, fa il suo corso, i limoni, senza il nutrimento dell'acqua, cominciano a cadere a terra per non risollevarsi più. Come Salma, vittima di un potere troppo forte che, togliendole le radici, la fa scomparire lentamente, senza darle aiuti per rialzarsi.

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Premi e nomination Il giardino di limoni

premi
nomination
David di Donatello
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1
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Il coraggio dell'appartenenza

sabato 27 dicembre 2008 di valeria monti

Tratto da una vicenda realmente accaduta, “Il giardino di limoni” arriva nelle nostre sale proprio come un regalo di Natale per chi ama il buon cinema. Eran Riklis, regista israeliano già noto per “La sposa siriana”, dirige questa pellicola con drammatica eleganza. Potrebbe essere considerato un film politico, che guarda il conflitto e le tensioni israeliano-palestinese dall’interno e nella sua quotidianità, ma in realtà, a ben guardare, la pellicola ci parla del coraggio e della determinazione continua »

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Un piccolo film che porta grandi interogativi

martedì 16 marzo 2010 di august robert fogelbergrota

il giardino dei limoni è un film che é contraddistinto da una fotografia molto realista quasi spartana e da una sceneggiatura scritta da Eran Riklis molto bella attenta all'azione ma anche ai risvolti storici dei personaggi. Il gioco delle simmetrie si nota soprattutto nelle due protagoniste Salma Zidane molto bene interpretata da Hiam Abbass contadina palestinese e dall'israeliana Mira Navon Rona Lipaz-Michael moglie del ministro della difesa. La due donna attraenti continua »

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“il lieto fine c’è solo nei film americani”

giovedì 8 gennaio 2009 di Emanuela Fiorito

“Il lieto fine c’è solo nei film americani”: ecco, da una battuta di uno dei protagonisti, l’amaro epilogo della vicenda umana di Salma, una vedova palestinese che lotta perché il suo guardino di limoni, confinante con la abitazione-bunker del neoeletto ministro della difesa israeliano, non venga abbattuto in nome di rigide misure di sicurezza preventive. Gli opportunistici calcoli del ministro (il cui nome di battesimo è Israel) non fermano la donna, che dichiara battaglia, decisa a non lasciar continua »

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Un film politico, girato bene, realist-disneyano

martedì 6 gennaio 2009 di Ale

Della DIFESA il ministro israeliano; legato al potere palestinese l'avvocato, una sorta di politico in erba che cerca di dialogare con le alte sfere, mira ad avvicinarsene il più possibile e finisce per riuscire a legarsene anche sentimentalmente. Sullo sfondo l'inadeguatezza della 'politica di vicinato' di Israele, che danneggia la donna e i suoi limoni, ma anche il ministro (l'innalzamento del muro davanti alla sua stessa casa). Si trae spunto dall'esproprio di un agrumeto per raccontare il continua »

Il ministro (Doron Tavory) e la moglie Mira (Rona Lipaz-Michael
Ci deve essere un'altra soluzione
Tremila anni e nessuno l'ha trovata, che vuoi da me?
È ora che qualcuno la trovi
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Il ministro (Doron Tavory) e la moglie Mira (Rona Lipaz-Michael
Ci deve essere un'altra soluzione
Tremila anni e nessuno l'ha trovata, che vuoi da me?
È ora che qualcuno la trovi
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il contadino (Tarik Kopty)
Gli alberi sono persone.
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DVD | Il giardino di limoni

Uscita in DVD

Disponibile on line da sabato 1 maggio 2010

Cover Dvd Il giardino di limoni A partire da sabato 1 maggio 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Il giardino di limoni di Eran Riklis con Hiam Abbass, Doron Tavory, Ali Suliman, Tarik Kopty. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Il giardino di limoni è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
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APPROFONDIMENTI | Una sfida impossibile.

Il film

venerdì 12 dicembre 2008 - Pressbook

Il giardino di limoni, il film Salma, una vedova palestinese che vive in un villaggio della Cisgiordania, scopre che il suo nuovo vicino di casa è il Ministro della Difesa israeliano. Quando, per ragioni di sicurezza, le viene intimato di abbattere quel giardino di limoni che rappresenta il suo unico sostentamento e le sue stesse radici, la donna non si dà per vinta e porta la causa in tribunale. L'amicizia inaspettata della moglie del ministro, mossa dalla solidarietà femminile, e l'amore del suo giovane avvocato riescono a sostenerla in una sfida che a tutti sembra impossibile.

NEWS | Il Divo e Gomorra si aggiudicano il maggior numero di nomination.

Candidature 2009

giovedì 9 aprile 2009 - Marlen Vazzoler

David di Donatello: candidature 2009 L'edizione 2009 dei David di Donatello è dominata dalle 16 (su 22) nomination ottenute da Il Divo, il film diretto da Paolo Sorrentino e dalle 11 nomination aggiudicate da Gomorra, il film di Matteo Garrone. La candidatura come miglior film vede in gara Ex di Fausto Brizzi, Si può fare di Giulio Manfredonia e Tutta la vita davanti di Paolo Virzì; a contendersi invece il titolo di miglior regista oltre a Garrone e Sorrentino, Brizzi, Manfredonia e Pupi Avati per Il papà di Giovanna. Per la categoria come miglior attrice si scontreranno Donatella Finocchiaro (Galantuomini), Claudia Gerini (Diverso da chi?), Valeria Golino (Giulia non esce la sera), Ilaria Occhini (Mar Nero) e Alba Rohrwacher (Il papà di Giovanna), mentre tra gli uomini la sfida sarà tra Silvio Orlando, vincitore della Coppa Volpi a Venezia per Il papà di Giovanna, Tony Servillo (Il Divo), Valerio Mastandrea (Non Pensarci), Claudio Bisio (Si può fare) e Luca Argentero (Diverso da chi?).

   

Guerra dei limoni o Beckett in Israele

di Roberto Silvestri Il Manifesto

Gli incassi di tutte le sale italiane dove viene proiettato Il giardino dei limoni questo bellissimo (e non allineato) film israeliano, reduce dal Tff, ma soltanto l'incasso di oggi, cioé quello del primo giorno di programmazione, andrà in sottoscrizione al manifesto. Dunque diffondete la notizia a tutti, fatela circolare su internet e su Facebook. Il produttore e regista israeliano Eran Riklis, 54 anni, studi in Gb, ha, con questo lucido apologo sul conflitto in Palestina - il suo settimo lungometraggio - messo in guardia il prossimo governo di Tel Aviv dal proseguire nella politica di isolamento dal mondo e di continuo autoimprigionamento (la costruzione del muro apartheid è il simbolo concreto di questa politica suicida). »

Il giardino di limoni da salvare in Cisgiordania un happy end difficile da digerire

di Davide Turrini Liberazione

Tutte le volte che vediamo un film ambientato in Palestina o Israele ci chiediamo come si sia riusciti a costruire nel tempo la mitologia di una terra promessa florida e ricca, quando siamo sempre di fronte a luoghi di un'aridità fisico-geografica oggettivamente spaventosa. L'israeliano Eran Riklis con Il giardino dei limoni , senza scomodare la favola dei giardini di Babilonia, una risposta a questo dubbio che parrebbe fuori tema ce la dà. Gli alberi di limoni che appartengono a Selma (Hiam Abbass), una vedova di un villaggio della Cisgiordania, sono la rappresentazione simbolica di una naturale e super partes forma di vita in mezzo all'acrimonia, all'astio, all'odio socio-religioso che investe quel contesto mediorientale da decenni. »

Guerra e pace in un giardino

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Un film non fa miracoli, specialmente nei Territori Occupati. Ma se arriva al cuore e alla comprensione di tutti forse non è inutile. Il regista Eran Riklis de La sposa siriana e l' attrice Hiam Abbass de L' ospite inatteso ci riescono con Il giardino di limoni. Che misura abissi e contiguità tra una questione apparentemente insolubile e la vita comune in cui sembra a portata di mano un punto di incontro. E mostra la coesistenza tra regime di occupazione e garanzie democratiche. Si tratta di quanto accade alla vedova palestinese Salma Zidane quando il ministro della difesa di Israele viene ad abitare nella villa confinante con l' agrumeto che significa tutto per lei: sostentamento e radici. »

Sa di limone la pace in Medio Oriente

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Salma e Ziad sono fatti per incontrarsi, infatti sono gli unici che usano le mani. Gli altri, i potenti, scrivono, parlano, telefonano, danno ordini, impugnano armi, rilasciano interviste. Salma invece fa una squisita conserva di limoni, lo vediamo sui titoli di testa, e la fa con le sue mani, taglia, affetta, condisce, imbottiglia. Da donna di una volta, legata carnalmente alla terra e ai suoi frutti. Piacente vedova sui 40 (la sempre squisita Hiam Abbass), la palestinese Salma ha infatti ereditato dal padre un rigoglioso Giardino di limoni, noto in tutta la regione, che ora rischia di essere abbattuto. »

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