Intrigo a Berlino

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Un film di Steven Soderbergh. Con George Clooney, Cate Blanchett, Tobey Maguire, Beau Bridges, Tony Curran.
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Titolo originale The Good German. Thriller, b/n durata 105 min. - USA 2006. - Warner Bros Italia uscita venerdì 2 marzo 2007. MYMONETRO Intrigo a Berlino * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 54 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,50/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
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Un reporter di guerra torna a Berlino per la conferenza di Potsdam. Ritroverà un amore di quelli che non si possono dimenticare.
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primo piano
Ancora una sperimentazione di Soderbergh: Clooney nei panni di un personaggio 'classico' in un film girato 'come una volta'
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Luglio 1945. Il corrispondente di Guerra, ora in divisa, Jake Geismer torna a Berlino per occuparsi della Conferenza di Potsdam che vedrà presenti Truman, Churchill e Stalin. Qui ritrova Lena Brandt, la donna che ha amato e che ora dipende totalmente da Tully, l'uomo che gli è stato assegnato come autista. Ben presto Tully, pronto a fare commercio di qualsiasi cosa, viene ritrovato ucciso e Geismer non solo vede rinascere la passione per Lena ma si trova anche al centro di un gioco di segreti che è meglio non rivelare e di cui lui è a conoscenza.
Steven Soderbergh ci ha da tempo quasi assuefatto alla sua irrefrenabile voglia di sperimentare che peraltro aveva già manifestato a partire dal suo primo film Sesso bugie e videotape. Da qualche anno ha trovato in questa sua linea di tendenza la collaborazione dell`amico Clooney che lo ha seguito nell'impresa del remake di Solaris così come in Ocean's Eleven e Ocean's Twelve.
Clooney deve aver visto in questo film la possibilità di misurarsi da vicino con gli attori del cinema classico a cui la critica spesso lo accosta. L'occasione sulla carta era di quelle da non perdere. Intrigo a Berlino è stato girato così come lo si sarebbe potuto girare nel 1945. Stesse macchine da presa, stessi mezzi di illuminazione, stesse condizioni di registrazione del suono, stesso bianco e nero. Sul piano tecnico solo la 'ratio' (i rapporti tra larghezza e altezza del fotogramma) è leggermente cambiata a causa dei proiettori oggi in uso. Da questo punto di vista il film rappresenta una scommessa vinta. Lo è invece molto meno sul piano dello spettacolo.
Realizzare nel nuovo millennio un 'finto' film del 1945 (con qualche inconguenza sul piano del linguaggio e della rappresentazione della sessualità, che mai avrebbero potuto passare il vaglio del Codice Hays di censura) rischia di diventare un'operazione tanto curiosa sul piano filologico quanto sterile su quello narrativo. Soderbergh non riesce mai a far appassionare alla vicenda perché propone un intreccio già visto nei classici ma che in quelli 'veri' può essere accettato e condurre a una partecipazione attiva anche lo spettatore di oggi. Qui invece si può restare freddamente ammirati dinanzi alle citazioni (compresa quella finale decisamente eccessiva e già sfruttata con esiti migliori nel passato più o meno recente) ma non si va oltre. Gli attori (Tobey Maguire escluso) hanno 'le phisyque du rôle' ma l'empatia non scatta. È invece interessante il tema dibattuto: in guerra diviene 'lecito' ciò che, una volta che questa si è conclusa, viene letto come una colpa. Soderbergh non manca poi di ricordarci, facendoci attraversare le macerie di una Berlino ricostruita a Los Angeles, che in quella guerra la bomba atomica fece il suo esordio, anche se 'fuori campo'. Sono ammonimenti sempre utili che l'algida operazione di ingegneria vintage rischia di vanificare. Tre stelle per le tecniche impiegate.

Premi e nomination Intrigo a Berlino MYmovies
Intrigo a Berlino recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Intrigo a Berlino
Primo Weekend Italia: € 164.000
Incasso Totale* Italia: € 604.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 22 aprile 2007
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Premi e nomination Intrigo a Berlino

premi
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Premio Oscar
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Troppa testa, troppo poco cuore

lunedì 5 marzo 2007 di Marco

Un omaggio dichiarato al cinema classico, sbandierato fin dai titoli di testa. Una fotografia in bianco e nero ricreata appositamente con strumenti ottici del periodo, per essere il più fedele possibile allo stile noir anni quaranta; una colonna sonora potente e piuttosto accativvante; una recitazione pre-stanislavskiana e quindi priva di una totale immedesimazione tra attore e personaggio. The good german vuole essere sofisticato, citazionista e soprattutto una dichiarazione d’amore fin troppo continua »

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Film opportunamente classico

domenica 4 marzo 2007 di Gabriele87

Un film noir girato in bianco e nero nel 2006 secondo tecniche classiche e mai fuori moda. Luci e ombre, dialoghi e controcampi sono la forza del film; non un effetto speciale, solo inquadrature classiche di grande stile. Il film chiaramente si rivolge ad un pubblico elitario, sensibile a certe scelte e capace di apprezzarle. Un film che fa rivivere egregiamente grandi e gravi atmosfere del novecento. La scelta di usare la pellicola in bianco e nero (certamente rara nel 2006), unita a tecniche di continua »

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Ce n'era bisogno?

lunedì 27 agosto 2007 di gianni

Non si sentiva proprio il bisogno di un film che riprendesse, in modo così piatto, atmosfere e vicende già presenti in un cult come "Casablanca" e in un grande film come "Il terzo uomo". Si tratta semplicemente di una pellicola in cui Soderbergh ci tiene a dire allo spettatore: "Guardate quanto sono bravo!" Il che, fra l'altro, non è neanche sempre vero, dal momento che la fotografia (che è dello stesso regista sotto pseudonimo)non è per nulla memorabile. Il bianco e nero è a volte poco definito continua »

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Buona sperimentazione.

sabato 10 marzo 2007 di Roby

Questo film è un buon risultato di sperimentazione; l'uso del bianco e nero dei film degli anni Quaranta è piuttosto accettabile e credibile, le inquadrature non tutte sono ovviamente ricreate come all'epoca (altrimenti il film sarebbe risultato, credo, troppo pesante da seguire) ma Soderbergh è riuscito abilmente a mescolarle, senza che nulla alla fine stonasse, creando un film dalla struttura omogenea e dal sapore classico. Certo, alcune scene ricordano forse in maniera eccessiva film del calibro continua »

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SOUNDTRACK | Intrigo a Berlino

La colonna sonora del film

Disponibile on line da lunedì 19 febbraio 2007

Cover CD Intrigo a Berlino A partire da lunedì 19 febbraio 2007 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Intrigo a Berlino del regista. Steven Soderbergh Distribuita da Varèse Sarabande.

Giù le mani da Casablanca

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Dopo tanti bei film l'eclettico Soderbergh si toglie uno sfizio: girare un melodramma spionistico alla maniera di Casablanca. Gli ingredienti sono noti e collaudati: bianco e nero, attori glamour, un grande amore impossibile, una città piena di segreti, lunghi impermeabili, aeroporti inesorabili come il destino. Trovandoci nella Berlino dell'immediato dopoguerra, ci sono anche echi vistosi (e un paio di sequenze riprese di sana pianta) da Scandalo internazionale, amaro capolavoro di Billy Wilder con Jean Arthur e Marlene Dietrich ambientato fra le rovine della capitale tedesca nel '46. »

C'è persino l'addio all'aeroporto

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Dove siamo capitati? Bianco e nero, musica, titoli di testa e marchio Warner: tutto "d'epoca". Ma ecco Clooney giornalista in uniforme che arriva a Berlino nel luglio '45 per seguire la conferenza di Potsdam dove Truman, Stalin e Churchill decideranno la spartizione dell'Europa creando le basi della guerra fredda. E capiamo che è un film fatto "come se" fosse un noir degli anni 40. The Good German di Steven Soderbergh è un po' Casablanca con un po' del Terzo uomo. Il giornalista americano, che già conosceva Berlino e in passato vi aveva incontrato anche 1'amore, ritrova ora una Lena (Blanchett) irriconoscibile. »

Un noir che insegue Rossellini ma dimentica l'emozione

di Natalino Bruzzone Il Secolo XIX

Uno scenario da Germania anno zero, un climax da II treno ferma a Berlino e un finale nei dintorni di Casablanca. Nelle sequenze in bianco & nero di Intrigo a Berlino (The Good German) lo stigma del film di Jacques Tourneur e di Michael Curtiz implode lungo la mappa di un viaggio pericoloso nelle rovine di una città e di una nazione, evocate con l'antico strumento del "trasparente" (come in Scandalo internazionale di Billy Wilder) che, nell'impasto tra il materiale documentario e la fiction, inseguono il medesimo segno di smarrimento e di spaesamento epocale del capolavoro di Roberto Rossellini. »

Parodia e ironia, il miglior Soderbergh

di Maurizio Cabona Il Giornale

Brulica di film la scatola cinese di Intrigo a Berlino di Steven Soderbergh (in originale The Good German, cioè «Il buon tedesco»). Dal bianco e nero firmato con pseudonimo dallo stesso regista, affiorano classici sopravvalutati (Casablanca e Notorious); curiosità da cineteca (Gli assassini sono tra noi e Germania anno zero); gioielli che le tv non mostrano più (Scandalo internazionale e Il terzo uomo) o non hanno mostrato quasi mai (Verboten e I vincitori). Eppure Intrigo a Berlino non è la sagra del déjà vu. »

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