Chiedi alla polvere

Film 2006 | Drammatico 77 min.

Regia di Robert Towne. Un film con Colin Farrell, Salma Hayek, Donald Sutherland, Eileen Atkins, Idina Menzel, Justin Kirk. Cast completo Titolo originale: Ask the Dust. Genere Drammatico - USA, 2006, durata 77 minuti. Uscita cinema venerdì 28 aprile 2006 - MYmonetro 2,35 su 38 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tratto dall'omonimo romanzo di John Fante, il film è ambientato negli anni della Grande Depressione e racconta la vita, l'amore e le ambizioni di Arturo Bandini, aspirante scrittore, e Camilla, cameriera messicana in cerca di riscatto. In Italia al Box Office Chiedi alla polvere ha incassato 700 mila euro .

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Consigliato nì!
2,35/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 1,77
PUBBLICO 2,21
CONSIGLIATO NÌ
Dal romanzo di John Fante, l'amore, il successo e il sogno americano.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 27 aprile 2006
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 27 aprile 2006

Nella Los Angeles polverosa della Grande Depressione si incontrano lo scrittore italo-americano Arturo Bandini e la cameriera messicana Camilla Lopez. Lui sogna di scrivere il romanzo della vita, di vestire come William Holden e di amare bionde platinate, lei, più modestamente, di sposare un WASP (White Anglo-Saxon Protestant), di sostituire le huarachas (sandali) coi tacchi e di "correggere" il cognome Lopez in Parker o in Smith. Diversi per estrazione etnica e culturale, davanti alle discriminazione della città californiana finiranno per corrispondersi e per innamorarsi. Bandini, ispirato dalla sua musa, scriverà il romanzo che lo consacrerà al successo.
Da trent'anni il regista Robert Towne, sceneggiatore di Chinatown, sognava di trasporre per lo schermo il romanzo di John Fante Chiedi alla polvere. Un progetto nato dall'amore per la sua città, Los Angeles, e per il suo cantore abruzzese, Fante, vissuto in Colorado e cresciuto come artista nella polvere dell'Est e del Middle West, soffiata sul quartiere di Bunker Hill. Ma se l'amore di Bandini per Camilla fu capace di trasformarsi in uno dei romanzi più intensi della letteratura americana del Novecento, quello del regista per Fante e la sua arte non riesce ad andare oltre a un melodramma ben fatto e ben recitato, in cui a mancare è soprattutto Los Angeles, il terzo "personaggio" che Fante pensò, per le sue barriere ideologiche, come tragico ostacolo alla passione di Arturo e Camilla. La Los Angeles di Towne, ricostruita in Sudafrica e privata di tutte le interferenze della sua storia economica e politica finisce per vivere nella mente del pubblico come una leggenda favolosa perdendo la sua dimensione reale. Lontana, troppo lontana, dalla città percorsa dalle pagine polverose di Fante ed ereditata da quelle alcoliche di Bukowski, incessantemente bagnata dal sole in cui si diffonde e si disperde il sogno americano di Arturo e Camilla. Il loro amore melodrammatico e impossibile, verdiano nel film (la tisi di Camilla) e donizettiano per Fante (la follia e la fuga), mantiene intatta anche nella trasposizione cinematografica la denuncia sociale del romanzo: il pregiudizio odioso contro il diverso da sé. Salma Hayek è coraggiosa e selvaggia come la sua terra, Colin Farrell appassionato e sconfitto come John Garfield.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 2 aprile 2013
mscalet

Arturo Bandini, giovane italo-americano e per questo considerato un outsider, vive nella polverosa Los Angeles il suo sogno americano. Insegue la metamorfosi da giovane scrittore promettente, autore di "Il cagnolino rise", a stella consacrata del mondo della scrittura. Il suo progetto viene però a intrecciarsi con quello della suadente cameriera Camilla Lopez.

domenica 25 dicembre 2016
silvia a.

Il film è tratto da uno dei più bei romanzi della letteratura americana: Chiedi alla Polvere di John Fante. Arturo Baldini è  un aspirante scrittore di origini italiane che negli anni Quaranta arriva a Los Angeles in cerca di ispirazione, successo e soldi. Passa le sue giornate con la sigaretta in bocca davanti alla macchina da scrivere in una camera d'albergo a Los Angeles. [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 luglio 2013
Renato C.

Quando si pensa al razzismo negli Stati Uniti, la mente va subito agli afro-americani, e non si ricorda che, negli anni '30, il razzismo c'era contro tutti coloro che non avessero il cognome d'origine anglo-sassone! Si sa che gli Italiani, in quegli anni, non hanno avuto la vita tanto facile, ma non si pensa che la cosa fosse così generalizzata anche al vicino Messico! La protagonista [...] Vai alla recensione »

domenica 7 agosto 2011
gabriella

Nel bellissimo libro di John Fante il fulcro della storia è " Arturo ama Camilla, Camilla ama Sam, il barista" e per questo la storia d'amore gli è riuscita così bene, mentre nel film di Towne le schermaglie tra i due protagonisti banalizza la complessa e tragica storia tra i due innamorati. Se fosse stata mantenuta questa struttura poteva anche essere un buon [...] Vai alla recensione »

domenica 19 giugno 2011
Perla Stella Bastoni

Film intenso, il sogno americano dalla parte del giovane scrittore e da quella di due donne emarginate, una messicana e un'ebrea. Amore forte ma difficile, lento e tormentato tra  il giovane scrittore e la ragazza messicana , che alla fine, anche con la sua morte tragica,  gli darò la chiave di un  successo tanto inseguito.

lunedì 25 gennaio 2010
Roberta Gilmore

un buon film e non credo che il meraviglioso romanzo di john fante sia stato maltrattato... riguardatelo con più attenzione, il film ha dei buoni spunti e, anche se il romanzo è nettamente migliore, è cmq un tentativo valido di portare sullo schermo una grande opera letteraria...

mercoledì 29 agosto 2012
paride86

Il romanzo mi aveva annoiato, questa trasposizione - piuttosto infedele - ha ottenuto lo stesso risultato. Il film non decolla mai e la storia d'amore che racconta non è credibile. Peccato per la bella messa in scena.

giovedì 23 maggio 2013
albymarat

Tutto abbastanza bene fino alla scena del ritorno al bar di bandini. Poi Salma hayek chiede: "queste scarpe sono troppo belle per le mie gambe?" e farrell risponde: "No sono le tue gambe ad essere troppo belle per queste scarpe". Lei gli accarezza sensualmente i capelli. Il film per quanto mi riguarda è finito qui. Hanno completamente stravolto il personaggio ( il libro invece si costruisce su questa [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 agosto 2012
sorella luna

Vidi il film anni fa...mi piacque ma non mi convinse non ricordo perchè. Poi comprai il libro e non lo lessi subito... L'ho letto ora... e mi è piaciuto tantissimo ma...è passato troppo tempo da quando ho visto il film e me lo ricordo appena! Vorrei rivederlo solo perchè adoro Colin Farrell e trovo Salma Hayek una delle donne più belle e affascinananti (dopo aver [...] Vai alla recensione »

martedì 20 aprile 2010
jeffrea

A mio parere, è un capolavoro.

mercoledì 17 febbraio 2010
germi86

L'ho trovato un film noioso,neanche gli attori mi son piaciuti nelle loro interpretazioni,la storia poteva anche essere interessante,ma raccontata in questo modo non dice niente,non trasmette interesse per i personaggi nè per la trama.

Frasi
"Se Dio avesse un po' di decenza ci spedirebbe all'inferno e lascerebbe questa terra come era, pura e perfetta..come lei.."
Una frase di Arturo Bandini (Colin Farrell)
dal film Chiedi alla polvere - a cura di Paola
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

La prima cosa di cui non ci si dovrebbe fidare trasformando un libro in un film sono le parole. La pagina è la pagina, lo schermo è lo schermo, tutto ha un peso, un senso e un ritmo diversi. La seconda cosa da evitare è l’interiorità: una voce narrante funziona se nasce insieme al film, quando invece riassume un romanzo in prima persona i rischi si impennano.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Da circa trent'anni il progetto di Chiedi alla polvere di Robert Towne, ricavato dal romanzo di John Fante pubblicato in Italia da Einaudi, gira sulle scrivanie degli studios a Hollywood. Difficoltà simili aveva avuto un altro film da un altro romanzo di Fante, Aspetta primavera, Bandini di Dominique Derrudère: non per ingiustizia verso lo scrittore realista e auto biografico, ma per i molti ostacoli [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Torna John Fante, lo scrittore italo-americano, nato in Colorado da una famiglia di emigranti, di cui si è già visto, ridotto per il cinema, il primo dei suoi romanzi, «Aspetta primavera, Bandini». Lì ricostruiva le vicende del padre, un muratore abruzzese diviso fra la moglie e i figli e un’avventura con una ricca americana. Nel film di oggi, riscritto sulla base del suo libro più celebrato, Chiedi [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il 1939 non era l'anno giusto per pubblicare un romanzo, se un giovane scrittore di origine italiana avesse voluto farsi notare. Uscirono "Furore" di Steinbeck, "Il giorno della locusta" di Nathanael West, "Il grande sonno" di Raymond Chandler. Non possiamo incolpare i critici se in mezzo a tanto bendiddio dimenticarono John Fante e il suo "Chiedi alla polvere".

Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Un film che canta un passato perduto per sempre, imbevuto di luce dorata, tratteggiato in una geografia pre-higway fatta di strade polverose che si perdono nel deserto, alberghi da pochi dollari a notte e biografie venute ad arenarsi sulla striscia di sabbia che segna il confine occidentale degli States, decise a tutto pur di reinventare se stesse, riscrivere il proprio Dna.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Secondo romanzo di John Fante, dopo Aspetta primavera, Bandini (portato sullo schermo da Dominique Deruddère e Michael Bacall con Joe Mantegna e Ornella Muti nel 1989), Chiedi alla polvere uscì grazie al direttore dell'American Mercury, Mencken. La traduzione italiana apparve solo alla vigilia della guerra con gli Stati Uniti (Mondadori, 1941), grazie all'attenzione di Elio Vittorini.

Emanuela Martini
Film TV

Cantore di Los Angeles e delle anime inquiete che vi approdavano negli anni ‘30, amato da Bukowski, John Fante non ha fortuna al cinema. Nel 1989, Aspetta primavera, Bandini! di Deruddere era una modestissima accozzaglia di luoghi comuni italo-americani. Oggi, Chiedi alla polvere di Robert Towne è un campionario imbarazzante ed esauriente di kitsch mex-losangelino: giovane scrittore in canottiera, [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
L'Espresso

La letteratura autobiografica e realista di John Fante non è sublime, e trasposta in film tende alla banalità, alla retorica: succede in Chiedi alla polvere di Robert Towne come succedeva in Aspetta primavera, Bandini di Dominique Derruddère. Il progetto risale a un quarto di secolo fa. L’idea dello scrittore morto nel 1983 e dei regista era quella di tracciare un ritratto di Los Angeles, città glamour, [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

John Fante era nato nel 1909 da un operaio italiano e morì nel 1983 senza grandi riconoscimenti. Nei romanzi "Aspetta primavera, Bandini", "Chiedi alla polvere", "Sogni di Bunker Hill" e "La strada per Los Angeles" affidò all'alter ego Arturo Bandini la propria vita - frustrazioni, ambizioni - di figlio d'immigrati nella Los Angeles abbagliante degli anni Trenta che vuole ad ogni costo diventare americano [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Il divo nei panni di uno scrittore in "Chiedi alla polvere" Salma Hayek: sveliamo le crisi d'identità degli immigrati. "Se anche un solo spettatore decidesse di leggere Ask the Dust di John Fante dopo aver visto il mio film, ebbene avrei vinto una battaglia che per trent'anni mi ha fatto sognare di portare sullo schermo questo romanzo, lavorare nel cinema e raccontare quel crogiolo che è Los Angeles [...] Vai alla recensione »

Marco Giovannini
Ciak

Senza John Fante forse non ci sarebbe stato Charles Bukowski. Ma senza Bukowski sicuramente Fante non sarebbe tornato un autore di moda. Ci sono film che più che al cinema invitano a un pellegrinaggio in libreria e Chiedi alla polvere è uno di questi. Anche la scena iniziale paga pegno alla letterarietà del film, con la colorata copertina delta prima edizione del romanzo, 1939, e le pagine sfogliate [...] Vai alla recensione »

Peter Travers
Rolling Stone

Robert Towne è una leggenda per la sua sceneggiatura di Chinatown di Polanski. Ora, a 71 anni, Towne firma questo adattamento dal romanzo autobiografico, del 1939, di John Fante. La storia è quella di Arturo Bandini (un poco efficace Colin Farrell), uno scrittore italiano che a Los Angeles lotta per tirare avanti. Arturo è attratto da Camilla, una cameriera messicana che lui, ubriacone alcolista, si [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Robert Towne, gran sceneggiatore (Chinatown e L' ultima corvée), offre la versione patinata, cine-upper class del bel romanzo di John Fante (ed. Einaudi), ricreando un po' l' atmosfera di un film scritto da Fante, Anime sporche. Nella rifatta Los Angeles anni ' 30, conflitti di razze, classi e amori: lo scrittore italo americano Bandini, alter ego dell' autore visto in un film dell' 89, ama una cameriera [...] Vai alla recensione »

Emilia Grossi
Film TV

«A parte il contorno del viso e il candore dei denti non era bella. I denti li notai quando si voltò a sorridere a uno degli avventori, rivelando una striscia bianca tra le labbra dischiuse. Aveva il naso degli indios, piatto con le narici larghe. Le labbra, spesse come quelle di una negra, erano cariche di rossetto. Apparteneva a un'altra razza e forse ne era un esemplare pregevole, ma era troppo [...] Vai alla recensione »

Claudio Carabba
Il Corriere della Sera

Un po' è colpa dei mestiere: uno scrittore che batte i tasti nella notte non fa spettacolo. Meglio il compositore ai piano, ché almeno si sente la nascente melodia immortale. Molto è colpa dello sceneggiatore-regista, il pur bravo Robert Towne (soggettista di Chinatown), che a questo progetto pensava da anni. Ma ha sua riduzione di Chiedi alla polvere, agro romanzo di successo di John Fante (alias [...] Vai alla recensione »

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