Apocalypto

Film 2006 | Azione V.M. 14 139 min.

Regia di Mel Gibson. Un film Da vedere 2006 con Rudy Youngblood, Dalia Hernandez, Jonathan Brewer, Morris Birdyellowhead, Carlos Emilio Baez. Cast completo Genere Azione - USA, 2006, durata 139 minuti. Uscita cinema venerdì 5 gennaio 2007 distribuito da Eagle Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,45 su 352 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Apocalypto
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Un uomo, la cui esistenza è stata sconvolta dagli invasori, intraprende una viaggio pieno di pericoli in un mondo dominato dalla paura e dall'oppressione. Il film ha ottenuto 7 candidature a Premi Oscar. In Italia al Box Office Apocalypto ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 6,6 milioni di euro e 2,4 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,45/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 2,37
PUBBLICO 3,57
CONSIGLIATO SÌ
Un film importante per coraggio per estetica e per forza.
Recensione di Pino Farinotti
Recensione di Pino Farinotti

La tesi del film è annunciata da una frase dello storico-scrittore Will Durant: una grande civiltà non viene conquistata fino a quando non si distrugge da sola dal di dentro. Così, quando nel 1518, gli spagnoli "conquistadores" sbarcarono per la prima volta su una spiaggia dello Yucatàn, per portare la nuova civiltà, i Maya avevano già compiuto buona parte del lavoro ed erano, diciamo così, predisposti. Gibson, creativo in modo allarmante, e anche furbo, corregge dunque la tesi del paradiso naturalistico: in quel tempo l'Europa aveva il Rinascimento, i codici civili e la polvere da sparo, i Maya "indietro" millenni rispetto a quei parametri, e al riparo da quel tipo di civiltà, non erano poi così felici. Un'idea scaltra e magari strumentale, comunque accettabile, che poi permette al regista di fare il cinema violento-etnico-primordiale-iperrealista, attraverso "interpretazioni impossibili", che tanto gli sono congeniali.
Il giovane maya Zampa di Giaguaro vive dunque in modo primordiale, va a caccia, si diverte coi suoi amici, ha una moglie incinta e un bambino. Il suo villaggio viene assalito da una tribù più forte che fa una strage. Insieme ad altri, Zampa di Giaguaro, che riesce a nascondere la famiglia in una grotta sotterranea, viene portato in un villaggio lontano dove sarà sacrificato al dio del sole. Riesce a fuggire, inseguito dai nemici. Li uccide uno a uno, torna al suo villaggio, salva miracolosamente la famiglia, e dall'alto di una collina vede due galeoni nella baia e alcune barche che si stanno avvicinando alla spiaggia che portano uomini con armi, insegne e croci. Jaguar e la famiglia si rintanano nel cuore della foresta.
Nella Passione Gibson si era ritagliato molte possibilità di invenzione a cominciare dall'aramaico. Qui ripercorre la stessa strada (lingua maya con sottotitoli) ma gli si aprono orizzonti ancora più vasti: i corpi nudi che offrono un'opzione di violenza estrema che, per esempio, Braveheart coi costumi e le armature non offriva. La vegetazione umida e senza sole, nemica, e così folta che senti prima di vedere, ed è tardi. L'istinto primordiale: ci si immobilizza, gli occhi si allargano a scrutare, il pericolo mortale è vicino. L'idea delle violenza estrema ha un'altra chiave, suggestiva. Zampa di Giaguaro viene colpito da una lancia, letteralmente trapassato, se la toglie e riprende la fuga, poi viene colpito da una freccia, dalle parti del cuore, se la strappa e prosegue. E non sono le solite licenze del cinema d'avventura, è una considerazione sulle difese del corpo, che oggi diremmo sovrumane e cha magari, in quel tempo e in quei luoghi, erano umane. L'istantanea estrema in questo senso è alla fine, quando Zampa di Giaguaro si affaccia sulla grotta e vede la moglie e due figli, che stanno per annegare sopraffatti dalle grandi piogge. La donna ha partorito nell'acqua. Un'altra strepitosa occasione Gibson la coglie col rito del sacrificio maya, e non gli par vero di poter rappresentare l'asportazione del cuore, il corpo disfatto pezzo per pezzo e poi spinto lungo l'infinita parete di quelle piramidi.
Dunque per il regista una possibilità estrema, antropologica, è quello che cercava. Può essere interessante la sua prossima mossa. Un'indicazione: perché no la genesi? Gibson cristiano radicale, avrebbe possibilità ancora maggiori, medierebbe le scritture con la scienza e offrirebbe certamente un'istantanea credibile di Adamo ed Eva. E dovrebbe inventare un linguaggio questa volta davvero ex novo. Un'avventura spaventosa, ma niente spaventa Mel. Apocalypto è un film molto importante. Per coraggio per estetica e per forza in senso lato. Va inteso, oltre che come magnifico trucco (sempre di film trattasi) anche come indicazione che certamente si porterà dietro tante, tante parole. E, indubbiamente, fa già parte del corpo del cinema.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 19 agosto 2011
weachilluminati

Apocalypto di Mel Gibson è potente,incisivo, violento,vero come è la lotta per la sopravvivenza. A poco valgono i rilievi negativi della critica posti ad avvalorare ricostruzioni storiche approssimative e non in assonanza con la verità storica dei Maya . Il  film, come già detto , penetrante, anche per il   tentativo riuscito  di vivificare il linguaggio [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 agosto 2010
pikkolo

un film (da uno strepitoso Mel Gibson)che ha fatto gridare allo scandalo ma che non è stato compreso appieno;Mel Gibson si conferma uno dei migliori registi di questi tempi.prendendo spunto da fatti realmente accaduti,i sacrifici umani,i rapimenti di schiavi e le guerre fratricide che avevano luogo nella giungla,il regista ci racconta una storia cruda ma assolutamente verosimile,cosa che non capita [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 agosto 2013
jacopo b98

 In una piccola tribù maya che vive nella foresta, Zampa di Giaguaro (Youngblood) vive felice con la moglie (Hernandez) e il figlio. Quando una tribù più potente che vive in una città di pietra li attacca il villaggio è distrutto, gli uomini catturati e le donna violentate. Ma il guerriero riesce a nascondere la propria famiglia in un pozzo e a salvarla dalla [...] Vai alla recensione »

domenica 12 giugno 2011
Erixon

Se vi aspettate un documentario sui maya non è il film che cercate. Apocalypto è l'anticamera dell'Apocalypse now del Centro America, una grande fatica a lieto fine che precede una fatica cento volte maggiore e letale. Zampa di giaguaro è protagonista eccelso della cultura maya del XV secolo, testimone unico di violenze inaudite, saggio e paziente in attesa della principale [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 settembre 2010
Kronos

Se l'intenzione era produrre un apologo sulla fine di una civiltà (barbara e pagana) gli esiti di 'Apocalypto' sono quantomeno inconsistenti. E non per cattiveria verso il sedicente cattolico integralista Gibson, ma semplicemente perchè della civiltà Maya e relative contraddizioni si vede poco o nulla. E si analizza ancora meno. Ma se si preferisce leggere il film come Thriller d'ambientazione esotica [...] Vai alla recensione »

martedì 13 dicembre 2011
Gianni Lucini

Il 5 gennaio 2007 arriva nelle sale cinematografiche italiane “Apocalypto” il film di Mel Gibson dedicato al crepuscolo della civiltà Maya e recitato nell'estinta lingua Yucateca con sottotitoli. Inizialmente programmata per la metà del mese precedente, la sua uscita è stata ritardata di qualche settimana un po’ per evitare la diretta concorrenza con i film [...] Vai alla recensione »

domenica 31 luglio 2016
Cipolla Profumata

Oltre che grande attore,il buon Mel Gibson sa fare anche il regista. Se siete leggermente deboli di stomaco meglio rivolgersi altrove,perchè le scene sono veramente nude e crude e ti lasciano senza fiato. Eccessiva violenza ??? Non credo proprio,piuttosto doverosa realtà,quella di vecchie tribù. La fotografia è semplicemente meravigliosa.

giovedì 5 ottobre 2017
pedrop61

Contrariamente a quanto hanno scritto molti, credo che il film sia incentrato sulla declinazione del Potere. Le società organizzate sono comandate da assassini e imbroglioni (guerrieri e sacerdoti o politici se rpeferite) il peggio del genere umano che vive come casta privilegiata sfruttando il lavoro di tutti gli altri facendoli schiavi. Per fare questo hanno bisogno di creare dei miti: la [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2016
Eleonora Panzeri

Un film particolare, girato in lingua maya, che racconta la vita di una piccola e pacifica tribù di cacciatori, con le sue routine primordiali ed essenziali. Gli uomini cacciano, le donne si occupano della casa e della prole, senza lussi o particolari confort, nel cuore della foresta. Una comunità cosa e connessa con le sue leggende e le sue leggi, dai forti valori.

lunedì 20 giugno 2016
Queen of Hearts

Parte tutto con una bella ambientazione serena, una musica dolce e pacifica, in un contesto di ragazzi appena diplomati che si preparano ad affrontare le prime lezioni universitarie. Parte tutto, insomma, come un film che sa già a chi riferirsi, ovvero giovani e adolescenti con un sogno nel casseto. Ed è su questo filo che il film si sviluppa, portando avanti l'idea di una realtà [...] Vai alla recensione »

sabato 1 settembre 2012
ANDREA GIOSTRA

Bellissimo e assolutamente da vedere. La tranquillità familiare di una piccola comunità (tribù) del sedicesimo secolo del centro America (oggi Messico), viene definitivamente distrutta da una comunità più grande e potente (quella dei Maya), assetata di potere e di grandezza. Lo sterminio di gruppi etnici ritenuti inferiori (è un accenno allo shoah?), la spietata [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 novembre 2009
pedro

Innanzitutto un bellissimo film. Da non perdere. Da rivedere. Come sempre ottima la scelta della lingua locale. Non mi dilungo in molte altre considerazioni positive che hanno fatto già in molti. Aggiungo però una nota: ho letto quanto scritto da molti critici del cinema. Critiche positive ma quasi sempre con l'appunto: film antistorico, sanguinario, troppe vivisezioni, ecc.

sabato 17 aprile 2010
Alex41

Dopo il capolavoro "La Passione Di Cristo", Mel torna col dirigere film sul tema storico, ma stavolta toccherà ai Maya essere i protagonisti di una cruda e violenta storia sulla sopravvivenza e sulla caccia senza tregua. E' fatto benissimo, quasi quanto La Passione, la storia è drammatica ma molto avvincente. Ricco di scene crude (la cattura del cinghiale, la scena sulla [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 ottobre 2010
Lukac

Per quanto è bello non ci si accorge nè dei sottotitoli nè della lingua parlata. Nei ricordi rimangono le frasi in italiano e tanto basta per descrivere un bellissimo film

martedì 30 agosto 2011
mauro bologna

e chissenefrega delle incongruenze storiche! a mio avviso un bel film, specie la seconda parte nella jungla che inchioda alla sedia come un thriller, belle inquadrature, bella scenografia, bella l'idea della lingua originale, parlare di sangue in film come questo è obbligatorio, nessuno splatter a mio avviso.....due ore volate come solo ai bei film succede, gli amanti delle esattezze storiche [...] Vai alla recensione »

domenica 31 gennaio 2010
andreabarella

al di là degli errori storici il film è coinvolgente molto meglio rispetto all'epopea di cristo sfoggiata da gibson , un film potente e cinico che ripercorre un periodo storico trascurato dal cinema, la sua forza sta nella fotografia e nell'uso di attori leggeri , il risultato è un gran bel film d'impatto......da vedere..

giovedì 6 marzo 2014
Renato C.

La parola "terribile" non è riferita al film che lo ritengo ottimo, ma a quanto nel film si vede, e all'argomento trattato! E' terribile che popoli simili si distruggano a vicenda in quel modo, massacrandosi, quando avrebbero invece potuto convivere pacificamente! A parte che lo facevamo anche noi in Europa, anche se eravamo "vestiti diversamente", forse il tutto rientra nella natura umana! Certo che [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 gennaio 2012
FedeBiga

Film coinvolgente, emozionante e potente, nel vero senso della parola. Potente come la figura del protagonista, che esprime un carisma, una forza ed un amore per i propri valori che i suoi inseguitori possono solo sognare. QUESTA E' LA MIA FORESTA...IO SONO UN CACCIATORE è la frase spot di un film da gustare tutto d'un fiato (con cautela però...

mercoledì 17 novembre 2010
Giordy.91

Davvero bel film merita di essere visto...

martedì 31 maggio 2016
gurdjieff

Imperdibile, non dico altro.

giovedì 25 febbraio 2016
FefèDunamis

Brividi e commozione dall'inizio alla fine!!! Andatelo a vedere!!!

giovedì 23 maggio 2013
raysugarK

Il film mostra che un regista come Mel Gibson, abbia un bel coraggio per fare un film molto violento. Me lo vidi una sera tempo fa, rimasi molto stupito ma tanto impressionato dalle scene forti. Ma in quel film c'è una straordinaria regia che è Mel Gibson, gli attori ottimi, musiche di James Horner da brividi, i makeup stupendi, i luoghi impressionanti e soppratutto ottima scenegiatura. [...] Vai alla recensione »

sabato 11 giugno 2011
Momoz

Premettendo il fatto che il film mi è piaciuto moltissimo (e che di sicuro lo preferisco alla ben più retorica "Passione"), credo che qui tutti stiamo decisamente fraintendendo (o sopravvalutando, non so bene) le finalità artistiche del nostro Mel.... Per lui il riferimento storico è un contorno malleabile, qualcosa di assolutamente strumentale a raccontare una storia individuale ma che vuole racchiudere [...] Vai alla recensione »

sabato 11 giugno 2011
Vero2

AIUTOOOOOOOOOOOOOOOO! E' un film bello (certo) ma diamine! Che crudeltà! Ma che è successo a quel Mel Gibson che faceva film drammatici e poco sanguinosi (come Braveheart)? Cavoli! Terribilissima la parte dove ai Maya "buoni" che cospargevano di blu tagliavano la testa e prendevano il cuore con violenza. AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 novembre 2010
paperino

Devo premettere che sebbene mi sia piaciuto molto " Braveheart" non ho apprezzato " la Passione ":  nonostante la ricostruzione storica, l'idea di usare il latino e alcune scene suggestive, i 20 minuti ( mi pare )  dedicati unicamente allo spettacolo di un uomo torturato mi sembra possano essere opera  solo di un sadico.

mercoledì 20 maggio 2015
pabor

Il Zampa di Giaguaro è un maya che abita pacificamente con la sua gente del suo villaggio in mezzo alla foresta, ha una moglie, in attesa del secondo figlio, e un figlioletto e va a caccia con i suoi amici.  Il terrore giunge al villaggio quando sopraggiungono dei ferocissimi guerrieri che mettono a ferro e fuoco il villaggio, bruciano le capanne, stuprano.

domenica 29 dicembre 2013
PANperFOCACCIA

assurdo e inutile

sabato 26 novembre 2011
brian77

Il film ha ritmo ed energia, spettacolarmente coinvolge, ma resta un'operazione in fondo artificiosa.  Mi sa che lo prendete un po' troppo sul serio. 

mercoledì 9 dicembre 2009
ethan

Queste civiltà sud americane, secondo, il mio parere erano destinate a fare la fine che fecero, perchè, "culturalmente" molto arretrate rispetto all'Europa dell'epoca, in Italia, ad esempio, c'era il Rinascimento, da loro, non conoscevano ancora la ruota, artisticamente avevano: vasellame, sculture di idoli digrignanti e poco altro. Politicamente, si limitavano a distruggere le tribù vicine, massacrandole [...] Vai alla recensione »

Frasi
Sono Zampa di Giaguaro, figlio di Cielo di Selce. Mio padre ha cacciato in queste foreste prima di me. Il mio nome è Zampa di Giaguaro. Sono un cacciatore. Questa è la mia foresta. E i miei figli continueranno a cacciare quando io sarò morto.
Una frase di Zampa di giaguaro (Rudy Youngblood)
dal film Apocalypto
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Massimo Lastrucci
Ciak

Ma che eccessi di polemica per un "normale", anzi: piuttosto bello, film di genere! Si è quasi invocata la censura, si sono confusi giaguari e tapiri. E poi ancora: discussioni sulla disgustosa e compiaciuta - in quanto gibsoniana - violenza (eppure qualsiasi horror di oggi lo supera disinvoltamente per efferatezza e truculenza), lamenti sarcastici sul linguaggio assai poco Maya e sulla scarsa esattezza [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Yucatan, 500 anni fa. Pacifica tribù massacrata da guerrieri predatori, che riducono i superstiti in schiavitù. Un prigioniero fugge per salvare moglie e figlio. Apocalypto non è un referto storico sul declino della civiltà Maya, non è una metafora su quello dell'Impero Americano, né un catalogo di sadiche efferatezze come The Passion. È una storia d'avventura adrenalinica, totalmente romanzesca ad [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Mel Gibson, alcolismo e intemperanze a parte, è un vero artista e si sta rivelando un regista fuori del comune. Lo conferma Apocalypto, ambizioso quadro della fine della civiltà Maya alla vigilia dello sbarco di Colombo, quando stava affondando nelle lotte intestine e nei deliri del sacrifici umani. Come con The Passion, anche con questo affresco in stile Grand Guignol Gibson ha suscitato ampie polemiche: [...] Vai alla recensione »

Claudio Carabba
Il Corriere della Sera

Corre, Zampa di Giaguaro, corre, per non fare la fine del tapiro, trafitto e sventrato vivo. I guerrieri maya, che hanno distrutto la sua tribù, vogliono prenderlo e strappargli il cuore. Ma il giovane cacciatore deve salvarsi, anche perché la dolce moglie e un tiglio bambino lo aspettano nella foresta oscura. Parabola incalzante, da strage e fuga continua, Apocalypto conferma la vena allucinata e [...] Vai alla recensione »

Roberta Ronconi
Liberazione

Tanto per continuare nel controcanto, diciamo subito che a noi Apocalypto non è dispiaciuto. Nel senso che ci ha infastidito, ci ha saturato, ci ha fatto anche incazzare, perché Gibson è un dittatore dello schermo, non permette a nessuno di distogliere gli occhi dalla "sua" visione, non ti lascia nemmeno il tempo di un pensiero, di un accento personale.

Mauro Gervasini
Film TV

Gli uomini pacifici, cacciatori e pescatori solo per procurarsi il cibo, vivono nella foresta. I guerrieri, gli imperatori, i sacerdoti, gli esaltati, nelle città. Quando gli eserciti dei guerrieri assalgono e catturano gli abitanti delle tribù della foresta comincia la grande orgia di sangue attraverso la quale il popolo Maya cerca di salvarsi dalle piaghe, malattie, siccità, corruzione, degrado, [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Passato per cristiano, dunque antiebraico, il regista di The Passion si rivela in Apocalypto regista pagano, dunque non cristiano e perfino politicamente corretto! È dura impallinare Mel Gibson, anche per i tanti che, a Hollywood e nelle redazioni, gliel'hanno giurata... Più intelligente di loro, non si lascia inquadrare nel mirino del terrorismo intellettuale: sarà cinquantunenne e alcolizzato, ma [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Anthony Hopkins, il cattivo dei cattivi per il suo Hannibal Lecter, accusato in passato di istigare i potenziali serial killer e di solleticare le loro perversità, non ha dubbi: "Mel Gibson è un regista interessante e inventivo e il suo film non è ipocrita nel raccontare una pagina etnografica con molti riferimenti. La violenza del film è motivata dal copione e dal contesto dell'intera storia".

Alberto Crespi
L'Unità

Per i primi 20 minuti Apocalypto, il nuovo attesissimo film di Mel Gibson, è un idillio campestre. Una tribù maya vive spensierata nella giungla. Nella prima scena catturano un tapiro, lo fanno a brani e danno i testicoli da mangiare a un giovanotto che non riesce, diciamo così, ad avere figli. Poi gli confessano che è uno scherzo: mangiare quella schifezza non lo guarirà dall'impotenza.

martedì 20 febbraio 2007
Giona A. Nazzaro
Rumore

Sarebbe facile e in fin dei conti inutile, fingere di ignorare il talento di Mel Gibson. Talento che nell'arco di tre film si è andato delineando in forme compiute anche se decisamente discutibili. Per quanto moralmente inaccettabile fosse La passione di Cristo, quel film trasudava una visionarietà genuinamente reazionaria, scandalizzata e fondamentalista.

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Riuscirà Apocalypto, malgrado i dialoghi in lingua Maya e la discussa immagine del suo regista Mel Gibson (arresto per guida in stato di ubriachezza e accuse di antisemitismo), a vincere la partita settimanale del box office? Sono in molti a chiederselo, in un momento in cui i film di eccessiva violenza non incontrano più il gusto del pubblico. Inoltre nel week end sono state lanciate, in concorrenza [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

"Lo ammetto senza alcuna ipocrisia In America giusti limiti ai diciassettenni". "Quando mi è stato detto che il film aveva ottenuto dalla MPAA il visto R, ho risposto: "Bene, ne convengo". Il mio film merita una R per quello che è senza infingimenti: un R film. Per buone ragioni, però, aggiungo". Mel Gibson senza entrare nel merito della diatriba italiana ha precisato ieri ancora una volta quanto [...] Vai alla recensione »

Serafino Murri
XL

Mel il sanguinario resuscita ancora la Storia come arma di provocazione della smemorata umanità, in un teatro di crudeltà non meno efferato di quello di Passion. L'aramaico di Cristo sostituito dallo Yucatec Maya, per raccontare un genocidio dimenticato con ritmi adrenalici ed estro visionario. Tra Kurosawa e Indiana Jones, Apocalypto adombra una critica ai metodi spicci della guerra che sono gli stessi [...] Vai alla recensione »

Luke Cianelli
Il Manifesto

Il diritto alla vita, alla salute e alla felicità. Un giovane uomo, dalla dentatura sana, e dai capelli e il piercing strepitosi, cerca di garantire questi tre principi basilari, tutelati dalla costituzione americana, per sé, per la moglie e per i suoi due figli piccoli (uno dei quali nasce nell'acqua, ma, non pare, dopo un parto indolore). Per farlo, per vincere, per sopravvivere alla «selva oscura» [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Mel Gibson è nudo, come i suoi guerrieri maya. Stavolta è difficile trovargli l'alibi. O almeno così sembrava. Ma poiché non c'è limite alla fantasia argomentata del cinefilo, abbiamo appreso dalle discussioni di questi giorni che un cuore umano fuori sede e ancora palpitante si può mostrare, purché il regista di culto distolga pudicamente la cinepresa nel momento in cui viene strappato.

Nicholas Barber
The Independent

Le scelte di Mel Gibson non sono mai facili. E così dopo Passion ecco un altro film girato in una lingua incomprensibile, con uno stuolo di attori sconosciuti, vestiti con tatuaggi, piercing e poco altro. La maggiore preoccupazione del regista sembra quella di far vedere come gli uomini possono far male ad altri uomini e, argomento interessante per un fervente cattolico, come la religione sia a volte [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Corri, uomo, corri. Per Zampa di Giaguaro non c’è altra via di salvezza: una folle corsa nella foresta, per lasciarsi alle spalle la morte. Apocalypto, di Mel Gibson, è l’elementare, adrenalitio racconto di una caccia all’uomo. L’eroe positivo è un maya che abita pacificamente con la sua gente nella natura incontaminata, poco prima dell’arrivo dell’uomo bianco; i cattivi sono i membri di una tribù [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Ci risiamo. Mel Gibson ha rifatto The Passion, stavolta però lo ha costruito come pareva a lui. Niente croci, Golgota e ebrei, niente romani imperialisti e diavoli tentatori. Ma soprattutto, niente testi sacri e tanto meno religioni scomode. Nossignori, stavolta il rude Mel che ieri festeggiava 51 anni, auguri! si è scelto un'epoca e una civiltà su cui ricamare con la libertà concessa dal film esotico [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Dopo aver trasformato, in The Passion, la Via Crucis dei Vangeli in un film dell'orrore, adesso Mel Gibson se la prende con i Maya, evidentemente attirato da quei loro costumi efferati documentati peraltro dalla storia. Volendo ancora una volta dimostrarsi autentico (e realista), come in The Passion i personaggi li aveva fatti esprimere in aramaico, qui li ha indotti a parlare nella lingua Maya Yucateco [...] Vai alla recensione »

Paolo Mereghetti
Il Corriere della Sera

Mel Gibson insiste con la passione. Ieri quella di Gesù Cristo, oggi quella dell' indigeno Zampa di Giaguaro, incolpevole abitante della giungla messicana a cavallo tra quindicesimo e sedicesimo secolo. Il percorso di «morte» e di «rinascita» che Gibson e la cosceneggiatrice Farhad Safinia gli scaricano sulle spalle non sarà lungo quanto le quattordici stazioni della Via Crucis ma poco ci manca.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Ci sono i buoni, ci sono i cattivi, e in mezzo non c'è niente. Così accade in Apocalypto (Usa, 2006,139'). Mel Gibson non è certo regista da sfumature. E l'esperienza lo conforta a perseverare nella sua poetica spiccia. Quando esce un suo film, il mercato dell'informazione si infiamma del vociare survoltato di sostenitori e denigratori. E sempre al gran rumore mediatico seguono gli incassi.

Oscar Iarussi
La Gazzetta del Mezzogiorno

Apocalybson 2 il ritorno. Dopo la materana Passione tutta Sassi da lapidazione e frustate sadiche sul corpo martoriato del povero Cristo (pessimo film), il popolarissimo attore e regista specializzato in armi letali e ora folgorato sulla via del chiliasmo, cresciuto in Australia e affermatosi a Hollywood dove nel tempo libero sbevazza e insulta ebrei o poliziotti, 51 anni ieri l'altro, insomma Mel [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

"Gli strapperò la pelle e lo obbligherò a guardarmi mentre la indosso". A questo punto, dopo 100 minuti di continue efferatezze senza un minuto di pausa, avendone davanti, in crescendo, altri 38 e dando piena fiducia alla ferocia ingegnosa del regista — produttore-coscenegglatore Mel Gibson, ho abbandonato Apocalypto ai suoi estasiati o orrificati spettatori, con la scusa di un caffè.

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Definito storicamente carente, diciamo una bufala, dai massimi studiosi, e fortemente riduttivo, diciamo razzista, per il modo con cui Mel Gibson, col suo super ego da Mad Max, sorvola sulla grande civiltà Maya, il chiacchierato film, fortunatamente vietato col senno di poi, è un action movie adrenalinico fatto con lo stesso furbo metro emotivo di The passion.

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