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Vizi di famiglia |
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Un film di Rob Reiner.
Con Jennifer Aniston, Mark Ruffalo, Shirley MacLaine, Kevin Costner, Richard Jenkins.
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Titolo originale Rumor Has It....
Commedia,
Ratings: Kids+13,
durata 96 min.
- USA, Australia 2005.
uscita venerdì 23 dicembre 2005.
MYMONETRO
Vizi di famiglia
valutazione media:
2,53
su
28
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Una giovane donna scopre che la sua famiglia è stata origine dell'ispirazione del romanzo 'Il laureato', da cui è stato tratto il capolavoro di Mike Nichols, e che lei stessa potrebbe essere frutto dell'unione ivi descritta.
![]() Rob Reiner firma una gradevole commedia con un cast brillante in cui spicca Costner |
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Pino Farinotti
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Charles Webb, chi era costui? È certamente più noto un suo romanzo, Il laureato. Webb, per la sua storia che nel '67, grazie al film, girò il mondo, si ispirò a una famiglia vera di Pasadena, gli Huttinger, diventati nella finzione i Robinson. Insomma, la matura Anne Bancroft (cioè la signora Robinson) che sedusse il neolaureato Dustin Hoffman innamorato di sua figlia Katharine Ross, la ritroviamo qui nei panni di Shirley MacLaine, la nonna Katharine. La figlia è morta giovane. È rimasta la nipote. Ecco che nel '97 la nipote, la trentenne Sara Huttinger (Aniston), giornalista frustrata del New York Times, torna a Pasadena in compagnia del fidanzato Jeff (Ruffalo), per le nozze di sua sorella, la cretina Annie (Suvari). Sara, durante la festa, fra un pettegolezzo, una data sospetta e una vecchia fotografia, si convince di non essere figlia di suo padre ma di tale Beau Burroughs (Costner), che poi sarebbe il Dustin di allora. La madre era fuggita in Messico poco prima delle nozze per raggiungere l'irresistibile Beau. Dopo un week end di fuego era tornata per sposare il mite papà. Da lì, appunto, il sospetto sulla paternità. Sara risale a Beau, che dunque ha già sedotto nonna e madre (in realtà ne fu sedotto) e lo rintraccia a San Francisco. E siccome Beau è Costner, una sorta di Bill Gates con lo charme di Kevin, l'irrequieta Sara si risveglia nel letto della di lui villa sul mare. Ad essere sedotta, anzi a sedurre, è toccato anche alla terza generazione. Dopo naturalmente che Sara ha appurato di non esser figlia di Beau, "scientificamente" reso sterile da una "pedata nelle palle" rimediata durante una partita di calcio, sferratagli, si saprà, proprio dal padre di Sara. Ma guarda il destino. Niente incesto dunque, meno male. Sara alla fine ha le sue risposte, rassicuranti. Un plot del genere sarebbe scivolato disperatamente lungo il versante ridicolo. Ma regista e attori, e anche autori, lo salvano e tutto diventa una sorta di thriller-un-po'-grottesco-ma-gradevole-del-sesso-e-del-cuore. Arriva Kevin e il film prende vita. Ah se non si fosse macerato con iniziative alla Waterworld o L'uomo del giorno dopo impegnandosi su temi immani e astrusi che non gli appartengono. Rimane il cinquantenne più affascinante del cinema. Non è poco. Infine va rilevata l'estetica-video furba di Reiner: mari azzurri, valli verdi (c'è Costner no?), feste in smoking, e l'estetica-audio: musiche di Porter, Gershwin, e la mitologica As Time Goes by di Casablanca. E una bella battuta di Beau-Costner: "la storia era tutta vera salvo un dettaglio, non mi ero laureato, ma il film non poteva mica intitolarsi "il bocciato".
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cinema due
SLOW FOOD STORY
Regia di Stefano Sardo
La parabola di Slow Food: un fenomeno mondiale nato da un'ispirata avventura di provincia. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
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PUSHER III
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Un film sorprendentemente piacevole!
mercoledì 28 dicembre 2005
di joeblack
Perchè andare a vedere vizi di famiglia ? E' Natale e siamo stanchi delle solite americanate o dei Boldi De Sica e compagnia! Sebbene si parta un pò preconcetti si decide per Vizi di Famiglia consci che non possa essere un' opera da ricordare ! Ebbene si resta piacevolmente sorpresi , una straordinaria Shirley Maclaine ci fa subito capire che ci sarà da ridere, Sara (Jennifer Aineston) sebbene un pò monocorde è credibile nel ruolo di scettica e Kevin Costner come panchina di lusso contribuisce continua » |
Assai gradevole
sabato 7 gennaio 2006
di domenico
a mio sommesso avviso, si tratta di un film assai gradevole, che ti fa trascorrere un'ora e mezza di relax, senza tensione, senza troppo impegno cerebrale. Anche se la trama finisce per risultare abbastanza scontata nonostante i tentativi di creare semplicistici momenti di suspence (soprattutto quando si vuol far sorgere il dubbio su un improbabile quanto inaccettabile rapporto incestuoso tra Beau e Sara, oppure nelle scena finale del saluto tra Sara ed il suo futuro sposo che, così come tutti continua » |
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Vizi (apparenti )di famiglia
sabato 31 dicembre 2005
di Adriano Conti
Non voglio qui,soffermarmi sulla trama,peraltro ri presa adeguatamente da tutti,ma soffermarmi sui significati più profondi di questo film,apparentemente leggero. E comonciamo:la curiosità di una figlia,che pensa di non essere la figlia naturale :quindi la ricerca della propria identità. Il tema amore: se non sei sicuro del tuo amore ,non sposarti. Se hai dubbi cerca le tue risposte. il tema perdono: se si ama veramente,un'avventura non conta(purchè non si ripeti).Riproposto dal padre e dal continua » |
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| Jennifer Aniston | |
| Non sono venuta qui a dirti che non riesco a vivere senza di te: ci riesco, a vivere senza di te. È solo che non voglio. | |
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| Mark | |
| Che cosa? Camere separate? Ma non esiste il sesso in questa casa? | |
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| SARA | |
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Sembra che tutte le donne della famiglia debbano venire a letto con te! |
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Altre frasi celebri del film Vizi di famiglia
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DVD | Vizi di famigliaUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 17 maggio 2006
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Un film per citare un altro film, citando contemporaneamente il romanzo da cui quest’altro film era stato ricavato. Non solo, ma immaginando che i personaggi del romanzo siano stati ispirati da persone realmente vissute alla fine dei Sessanta nell’esclusiva città di Pasadena e che adesso, alla fine dei Novanta, siano quasi tutti ancora vivi e vegeti in quella stessa città e su e giù per l’America. Questo gioco - amabile e brillante - si è divertito a dipanarlo Rob Reiner, già tanto festeggiato a suo tempo per quel gioco altrettanto festoso che era stato Harry ti presento Sally. » |
di Alessandra De Luca Ciak
L‘idea di partenza, bisogna ammetterlo, è davvero intrigante. Sarah (Jennifer Aniston), aspirante giornalista e pecora nera della famiglia sin dall’infanzia, scopre che la storia de Il laureato è ispirata ai fatti che hanno visto coinvolte negli anni Sessanta sua madre, ormai scomparsa, e la sulfurea nonna Katharine (Shirley MacLaine). Decisa a scoprire l’identità dell’uomo che sullo schermo aveva il volto di Dustin Hoffman, Sarah si imbatte in Beau Burroughs (Kevin Costner) che proprio non riesce a resistere alle donne di quella famiglia. » |
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di Adriano De Carlo Il Giornale
Un’ipotesi bizzarra apre questa intelligente commedia di Rob Reiner, che pretende che i personaggi del film Il laureato siano davvero esistiti. Per cui la giovane Sarah (Jennifer Aniston), con un presente problematico e un matrimonio immanente, scopre che la vicenda del Laureato è vera e che i suoi genitori ne ono stati i protagonisti. La celebre Mrs. Robinson che seduceva il giovane Hoffman, è in realtà sua nonna Katharine (Shirley MacLaine), mentre sua madre, ora defunta, era la giovane amata dal protagonista. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
L’attrice si chiamava Anne Bancroft. Per chi ha visto Il laureato di Mike Nichols, è solo e sempre Mrs Robinson. La splendida signora un po’ annoiata, con l’eterna sigaretta in bocca, i cappellini e le calze nere, che seduceva Dustin Hoffman, un giovanotto ribelle che aveva vent’anni meno di lei. A letto ancora caldo, Benjamin mollava la madre per innamorarsi della figlia Elaine, fidanzata per sposarsi con un altro. (Divertente il carosello delle età, perché al cinema le cose false riescono sempre benissimo: solo nove anni separavano mamma Anne Bancroft dalla rampolla Katharine Ross, e soltanto sei era la differenza con il giovane amante, perché Hoffman ne aveva già compiuti trenta senza che nessuno si fosse accorto di lui). » |
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