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smina
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mercoledì 18 aprile 2012
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sopravvalutato.
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Cinque oscar, termine "capolavoro" associato al titolo del film in ogni dove, consigliato da tutti, ma io mi chiedo, ho visto lo stesso film che dite voi?
Il potenziale c'era eccome, l'idea di fondo è molto valida: una denuncia contro la famiglia borghese che vive nel falso perbenismo ma ci sono delle cose che non vanno:
- il ritmo: il film si "accende" solo negli ultimi venti minuti circa, il resto è agonia, è un'eterna attesa che qualcosa cambi, che il protagonia possa riuscire ad avere ciò che vuole, cambiare, appunto, viverla quella vita che tanto (e giustamente) gli sta stretta;
- la sessualità: è troppo presente, in tutti i sensi.
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Cinque oscar, termine "capolavoro" associato al titolo del film in ogni dove, consigliato da tutti, ma io mi chiedo, ho visto lo stesso film che dite voi?
Il potenziale c'era eccome, l'idea di fondo è molto valida: una denuncia contro la famiglia borghese che vive nel falso perbenismo ma ci sono delle cose che non vanno:
- il ritmo: il film si "accende" solo negli ultimi venti minuti circa, il resto è agonia, è un'eterna attesa che qualcosa cambi, che il protagonia possa riuscire ad avere ciò che vuole, cambiare, appunto, viverla quella vita che tanto (e giustamente) gli sta stretta;
- la sessualità: è troppo presente, in tutti i sensi. Sembra essere (o forse è) il motore del film, quando avrebbe doluto essere solo la scintilla, il sensore che stimola il protagonista a capire che la sua vita è pura infelicità. Sembra invece che anche dopo la sua "scoperta" il protagonista si limiti a ragionare col suo organo genitale;
- il personaggio della figlia: (truccata malissimo, una sorta di gemella di Joan of Arcadia), vede un ragazzo molto ambiguo filmarla di notte e che fa? niente. L'amica le confessa che le piacerebbe avere rapporti sessuali con suo padre e lei che fa? Niente, si limita a dire "hahah angela, ma che dici che schifo dai".....ma in fondo stiamo parlando di una ragazza che sta accumulando denaro da anni per rifarsi il seno (che peraltro ha già più che abbondante) quindi cosa pretendevo?;
- le scene furbette: cfr busta che svolazza (scena per altro, profonda e toccante ma a mio avviso inserita troppo forzatamente con l'intento palese di emozionare i più "sensibili");
- il ragazzetto spacciatore: da quale horror di serie b è ispirato il personaggio? Al limite dell'inquietudine. E per cosa poi? maggiorenne con 40 mila dollari da parte, avrebbe potuto andarsene da casa in qualunque momento ma invece no, come poteva spiegarsi l'omicidio del protagonista altrimenti??
Incredibile è invece l'interpretazione di Spacey che incarna a perfezione l'immagine dell'eroe in crisi d'identità e di valori. Molto interessante la presenza del militare, nazista, omofobo ma omosessuale represso, solo questa vale una stellina.
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pjmix
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lunedì 19 dicembre 2011
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che la rivolta over 40 abbia inizio!
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Forse un po' esagerato nella sua enfatizzazione, questo film riesce benissimo a spiegare quel senso di impotenza e di abitudine che prende la vita ad una certa età: sposarsi, mettere su famiglia, avere casa; tutte cose che a cui la maggior parte di noi ambisce e a cui si trova inevitabilmente legato. Ecco quindi che la figura di Kevin Spacey e di sua moglie rappresentano la "media" della vita di mezza età: abitudine nella vita e nei modi di fare, assenza della libido, matrimoni in crisi, figli distanti, un lavoro che non ci piace; tutti limiti, paletti a cui sembra impossibile sfuggire. Sembra. Questo film dimostra che non è mai troppo tardi per cambiare, per riscrivere la nostra vita, per stravolgerla; capita così che a 40 anni ci si possa rimettere ad ascoltare musica rock degli anni della giovinezza, fumare canne, tenersi in forma e lasciare il proprio lavoro, e tutto per un piccolo evento: la pulsione sessuale per una ragazza, che nella realtà rappresenta il nostro desiderio di rimanere attraenti, il bisogno intriseco dell'uomo di piacere all'altro sesso, di essere desiderato.
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Forse un po' esagerato nella sua enfatizzazione, questo film riesce benissimo a spiegare quel senso di impotenza e di abitudine che prende la vita ad una certa età: sposarsi, mettere su famiglia, avere casa; tutte cose che a cui la maggior parte di noi ambisce e a cui si trova inevitabilmente legato. Ecco quindi che la figura di Kevin Spacey e di sua moglie rappresentano la "media" della vita di mezza età: abitudine nella vita e nei modi di fare, assenza della libido, matrimoni in crisi, figli distanti, un lavoro che non ci piace; tutti limiti, paletti a cui sembra impossibile sfuggire. Sembra. Questo film dimostra che non è mai troppo tardi per cambiare, per riscrivere la nostra vita, per stravolgerla; capita così che a 40 anni ci si possa rimettere ad ascoltare musica rock degli anni della giovinezza, fumare canne, tenersi in forma e lasciare il proprio lavoro, e tutto per un piccolo evento: la pulsione sessuale per una ragazza, che nella realtà rappresenta il nostro desiderio di rimanere attraenti, il bisogno intriseco dell'uomo di piacere all'altro sesso, di essere desiderato. Ecco quindi che la vita viene stravolta; inizia la rivolta! Inoltre non è secondario il ruolo dei vicini: c'è lo spazio anche per gli stereotipi. Un film di grande qualità, importante. D'altronde 5 oscar parlano da sè!
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bella earl!
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martedì 1 novembre 2011
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quando il cinema diventa poesia.
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- Mai sottovalutare il potere della negazione -
Lester Burnham è l'americano medio che, un giorno, da una svolta alla sua vita incontrando Angela, sedicenne e seducente bionda, migliore amica di sua figlia. Con una moglie fuori di sé che sogna di farsi un grande imprenditore immobiliare, nuovi vicini, e una figlia nevrotica, si accende una miccia che porterà a un'esplosione devastante.
Sam Mendes passa dal teatro a Hollywood firmando un indiscusso grandioso lavoro di cinema con uno stile registico invidiabile, una sceneggiatura leggera e, a tratti, comica, porta in scena una distruzione di quella farsa che chiamano "American Dream". Nel cast a farla da padrone c'è un intramontabile Kevin Spacey, premio Oscar all'interpretazione, che da una magistrale prova di un'espressività sconcertante.
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- Mai sottovalutare il potere della negazione -
Lester Burnham è l'americano medio che, un giorno, da una svolta alla sua vita incontrando Angela, sedicenne e seducente bionda, migliore amica di sua figlia. Con una moglie fuori di sé che sogna di farsi un grande imprenditore immobiliare, nuovi vicini, e una figlia nevrotica, si accende una miccia che porterà a un'esplosione devastante.
Sam Mendes passa dal teatro a Hollywood firmando un indiscusso grandioso lavoro di cinema con uno stile registico invidiabile, una sceneggiatura leggera e, a tratti, comica, porta in scena una distruzione di quella farsa che chiamano "American Dream". Nel cast a farla da padrone c'è un intramontabile Kevin Spacey, premio Oscar all'interpretazione, che da una magistrale prova di un'espressività sconcertante. Bellissimo film, bellissimo finale, grandissimo Mendes.
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peppe.simeone
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domenica 9 ottobre 2011
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un film facile
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l'indubbia "bellezza" di alcune scene, prima su tutte il sogno ad occhi aperti di spacey, colpiscono assolutamente nel segno, ed un montaggio ben ritmato con battute ad effetto ed un finale ad effetto lascia storditi. ma è solo apparenza: la ricerca di una qualche essenza di bellezza formale non copre di certo il grottesco involontario della scena cardine della busta che vorrebbe esplicare il vero senso del film. povero di contenuti e promotore di bassi valori, da questo punto di vista inconcludente. sicuramente un esordio di tutto rispetto, celebrato dall'assegnazione dalle cinque statuette più importanti. ma per niente all'altezza della fama che gli viene attribuita.
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tiamaster
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lunedì 26 settembre 2011
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una tragicomedy veramente bella
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una tragicomedy straripante di spirito americano,i personaggi sono tutti molto estremi nelle loro caratterizzazioni,l'intreccio anche quello è portato all'estremo ma è proprio qua che il film vuole colpire:vuole far vedere come in una famiglia apparentemente normale ci possono essere dietro cose inimaginabili.ottimi attori dove kevin spacey e il migliore,il film si è preso meritati oscar,ogni personaggio avrà un ruolo nell'intreccio (specialmente il pazzo) che difficilmente indovinerete,un gran filmone.
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lady libro
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domenica 7 agosto 2011
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alquanto sopravvalutato
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Un film senza dubbio particolare eppure così vicino alla realtà: Lester Burnham, un uomo insoddisfatto della propria vita e del proprio lavoro, ha una figlia, Jane, che lo odia e una moglie, Carolyn, che lo sottomette facilmente e lo critica spesso. La sua vita cambia completamente dopo l'incontro con Angela, un'amica di sua figlia, di cui s'innamora perdutamente sognandola tutti i giorni e tutte le notti e dopo ciò trova un nuovo lavoro, inizia a fare sport e sembra finalmente che la vita gli sorrida...
L'unica cosa bella in questo film sono la sublime colonna sonora di Thomas Newman e la magistrale e simpatica interpretazione di Kevin Spacey, ma il resto proprio non va: la storia è semplice, quasi banale, orientata prevalentemente e soltanto sul sesso e senza alcun senso, e le interpretazioni di Annette Bening, Thora Birch (truccata esageratamente e terribilmente male) e Mena Suvari risultano terribilmente odiose e insopportabili.
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Un film senza dubbio particolare eppure così vicino alla realtà: Lester Burnham, un uomo insoddisfatto della propria vita e del proprio lavoro, ha una figlia, Jane, che lo odia e una moglie, Carolyn, che lo sottomette facilmente e lo critica spesso. La sua vita cambia completamente dopo l'incontro con Angela, un'amica di sua figlia, di cui s'innamora perdutamente sognandola tutti i giorni e tutte le notti e dopo ciò trova un nuovo lavoro, inizia a fare sport e sembra finalmente che la vita gli sorrida...
L'unica cosa bella in questo film sono la sublime colonna sonora di Thomas Newman e la magistrale e simpatica interpretazione di Kevin Spacey, ma il resto proprio non va: la storia è semplice, quasi banale, orientata prevalentemente e soltanto sul sesso e senza alcun senso, e le interpretazioni di Annette Bening, Thora Birch (truccata esageratamente e terribilmente male) e Mena Suvari risultano terribilmente odiose e insopportabili.
E'un film che sicuramente racchiude un significato profondo, ma quegli Oscar non li meritava tutti. Sopravvalutato, ecco cos'è.
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[+] dimenticavo...
(di lady libro)
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(di pjmix)
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paride86
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sabato 23 luglio 2011
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ottimo
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"American Beauty" è un ritratto quasi corale di più generazioni messe a confronto, strutturato su personaggi un po' scontati, ma riscattati da un'ottima interpretazione e da un intento caricaturale.
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"American Beauty" è un ritratto quasi corale di più generazioni messe a confronto, strutturato su personaggi un po' scontati, ma riscattati da un'ottima interpretazione e da un intento caricaturale. Quello di Kevin Spacey è stato l'Oscar più meritato dei cinque che ha ricevuto.
Bel film.
Bel film.
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chrychry
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martedì 19 aprile 2011
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american beauty e american dream
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American Beauty è la storia di un piccolo momento di bellezza che può risarcire e riscattare dal fango la misera vita dell’American Dream.
La meravigliosa melodia di Thomas Newman accompagna un ironia drammatica che dall’inizio in poi ci invischia in sospetti e stupore, in realtà quotidiane raccontate con crudezza rigida e urla isteriche. Ci porta nella mente della figlia e ce ne tiene lontani allo stesso tempo. E ci fa vivere il sospetto dell’incredulità confermata fin dall’inizio quando crediamo che quella ragazzina voglia uccidere il padre, e che quel suo emblematico, ma in fondo simpatico, ragazzo lo possa fare per lei.
Più di tutto, è un viaggio a tratti onirico nella mente, nei gesti, nei sogni infranti, nelle speranze e nei ricordi dei personaggi.
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American Beauty è la storia di un piccolo momento di bellezza che può risarcire e riscattare dal fango la misera vita dell’American Dream.
La meravigliosa melodia di Thomas Newman accompagna un ironia drammatica che dall’inizio in poi ci invischia in sospetti e stupore, in realtà quotidiane raccontate con crudezza rigida e urla isteriche. Ci porta nella mente della figlia e ce ne tiene lontani allo stesso tempo. E ci fa vivere il sospetto dell’incredulità confermata fin dall’inizio quando crediamo che quella ragazzina voglia uccidere il padre, e che quel suo emblematico, ma in fondo simpatico, ragazzo lo possa fare per lei.
Più di tutto, è un viaggio a tratti onirico nella mente, nei gesti, nei sogni infranti, nelle speranze e nei ricordi dei personaggi. Più di tutto è un ballo cadenzato da scene pietose e patetiche, ma armonizzato da dialoghi scottanti e volti perfettamente immersi nella loro tristezza o ammirazione. Una danza sintonica con quel rosso sangue e rosso petali di rosa che fantomatico ritorna. La storia di un inquadratura sotto quella pioggia finale che sembra poter scrosciare via tutto il mondo e l’Amercian Dream insieme, tutto per la vista di un solo “istante infinito” di American Beauty.
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chrychry
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martedì 19 aprile 2011
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bello!
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Bel Commento, soprattutto l'idea della maschera pirandelliana.
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travis87
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domenica 6 marzo 2011
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ma era necessario...
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...mettere nella Scheda quello spoiler sul colonnello? eddai...
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