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L'esorcista |
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Un film di William Friedkin.
Con Ellen Burstyn, Max von Sydow, Linda Blair, Jason Miller, Lee J. Cobb.
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Titolo originale The Exorcist.
Horror,
durata 122 min.
- USA 1973.
uscita mercoledì 19 giugno 2013.
MYMONETRO
L'esorcista
valutazione media:
3,84
su
82
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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La giovanissima figlia di un'attrice mostra i sintomi di una malattia sconosciuta e preoccupante, che i medici non sono in grado di guarire.
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Nord dell’Iraq. Padre Lankester Merrin (Max von Sydow), impegnato in un sito archeologico, è molto turbato dal ritrovamento di una piccola statuetta e di altri reperti. Georgetown, USA. Chris MacNeil (Ellen Burstyn), divorziata, è un’attrice che sta girando un film per la regia di Burke Jennings (Jack MacGowran). La figlia Regan (Linda Blair) ha trovato una ouija board in casa e dopo averci giocato comincia a comportarsi stranamente, prima durante una visita medica e poi a un party della mamma. Che però non sia solo un problema psicologico risulta evidente anche a Chris quando accorre sentendo le urla di Regan e la vede abbarbicata sul letto che si muove selvaggiamente da solo. Dopo aver inutilmente provato rimedi scientifici, Chris si rivolge a padre Karras (Jason Miller), un sacerdote tormentato dal dubbio di aver perso la fede. Visto all’epoca, non senza buone ragioni, come il riscatto dell’horror reazionario e integrato dopo i ribollenti anni dell’-horror eversivo originato da #Vedi#La notte dei morti viventi, è di sicuro un film importante e riuscito con cui, particolare non secondario, le majors si sono riappropriate di un genere lasciato da tempo agli indipendenti. Friedkin adotta un approccio realistico, da urban thriler, che aumenta la credibilità della storia e instilla con studiata progressione un senso di inquietudine e di disagio nella vita dorata di un’attrice di successo. L’abbandono di pratiche mediche e psichiatriche (“scientifiche”) per quelle religiose è realizzato con uno scivolamento quasi naturale dopo il totale fallimento dei primi, ma anche quando si entra in “zona esorcistica” Friedkin mantiene saldamente in pugno la vicenda approfittando di effetti speciali innovativi per l’epoca e riuscendo a fare in modo che non risultino preponderanti sulla materia drammatica. Friedkin ottiene inoltre ottime prestazioni dal suo cast: Jason Miller (1939-2001) è sofferto e credibile nel ruolo del sacerdote tormentato che cerca la redenzione dopo aver trascurato la madre malata, Ellen Burstyn è sensibile in quello della madre laica che si trova alle prese con il demonio, Lee J. Cobb (1911-1976) conferisce simpatica umanità a un poliziotto che, sotto certi aspetti, sembra prefigurare il Colombo di Peter Falk, Kitty Winn mostra barlumi dell’abilità già esibita in Panico a Needle Park e Linda Blair (1959) è sorprendente nel ruolo che segnerà la sua lunga carriera. Ma a emergere alla fine è l’esorcista, interpretato da un superbo Max von Sydow, appositamente invecchiato per il ruolo. Tra vomiti verdi e teste che ruotano di 180° il film fa sensazione e ottiene un successo travolgente. Si può essere più o meno d’accordo sulla filosofia che sta alla base della storia, tratta da un famoso romanzo di William Peter Blatty (che sceneggia), ma non si può negarne l’estrema efficacia. Uno dei film più influenti nella storia dell’horror, ha generato infiniti cloni e variazioni sul tema, oltre una serie di seguiti stranamente poco ortodossi. Nella colonna sonora spicca Tubular Bels di Mike Oldfield. Nel 2000 è stata distribuita con successo una nuova versione più lunga e con qualche variazione
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L'avevo sempre snobbato.
mercoledì 6 settembre 2006
di Barson
L'avevo sempre snobbato. Mi ero fatto una mia idea su come potesse essere e avevo deciso che era un tema che non mi interessava. Ho deciso di vederlo l'anno scorso e... caspita che film! Niente splatter o scene da venerdì 13,l'unica morte violenta veniva raccontata. Tutto il film era pervaso da un senso di angoscia che si trasmetteva anche a me che lo guardavo;e poi la paura di varcare la porta della camera e avvicinarsi a quel letto... Devo confessare che qualche sonno me lo ha turbato. Non continua » |
Ciao
martedì 28 febbraio 2006
di vittozetapuntato
l' esorcista... Un colosso del cinema dell' horror a mio parere... la storia del film si può racchiudere in queste righe. reegan, figlia di una famosa attrice tramite una tavola letterarata si mette entra in contatto con "capitan gaio" (satana).. da quel momento in poi la bambina inizia ad avere atteggiamenti anomali tanto da spingere la madre a contattare, prima degli specialisti e poi un prete.. l' esorcismo riesce ma i 2 preti, sia quello giovane, sia quello anziano, muoiono dopo una battaglia continua » |
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L'adolescente indemoniata spaventa ancora...
lunedì 16 aprile 2007
di Nicolò
Capace di stare al passo coi tempi, quindi di spaventare ancora le platee, e non soltanto perchè l'edizione in circolazione è stata arricchita di nuove scene, "L'esorcista" è indiscutibilmente uno dei migliori horror della storia del cinema. Ispirato ad un best seller di William Peter Blatty (che ne è anche sceneggiatore) ebbe un madornale successo di pubblico in tutto il mondo. Oltre per la squadra di attori, ricca di ottimi talenti quali Ellen Burstyn, Max von Sydow e Lee J. Cobb, il film vale continua » |
Oltre il genere
mercoledì 8 giugno 2005
di Gianpaolo
Dopo aver reinventato il genere poliziesco con "Il braccio violento della legge",...maestro "Friedkin" con il suo "L'esorcista" ci offre una ulteriore prova del suo straordinario talento. La struttura narrativa è pressoche perfetta,..tutto si incastona al momento opportuno,..ed il ritmo sincopato (non-lento) abbinato ai dialoghi per certi versi vociferati,...danno all'opera un fascino del tutto atipico. A mio giudizio questo è il classico esempio di Film che si eleva, non nel genere, ma dal genere,...in continua » |
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| Regan MacNeil | |
| E Io Sono Il Diavolo! | |
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| Padre Merrin(Marx Von Sidow) | |
| IL demone è bugiardo, mentirà per confonderci ma unirà alla menzogna la verità, per aggredirci | |
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| regan macneil | |
| Giornata ideale per un esorcismo | |
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di Emanuela Martini Il Sole-24 Ore
In America è uscito ai primi di ottobre in 664 sale. In sei settimane di programmazione, il 12 novembre, aveva incassato quasi 38 milioni di dollari, e le sale erano salite a più di 1.700. Quasi stupefacente per un film che l’anno scorso è già stato rieditato in video, laserdisc e Dvd. In Italia uscirà il primo dicembre, e sarà curioso verificare se anche il nostro pubblico sarà riconquistato da L’esorcista. Anno di nascita: 1973. Origine: il bestseller contestato di William Peter Blatty. Regia: l’altalenante perfezionista William Friedkin, un funambolo della macchina da presa (vedere, per credere, le prime due sequenze d’azione, quasi mezzo film, di Regole d’onore, il suo ultimo film, sui nostri schermi in questi giorni), che improvvise, decise impennate ideologiche hanno talvolta reso antipatico, scomodo, ambivalente. » |
di John Woo
Non tento di paragonare Alfred Hitchcock e William Friedkin. Penso semplicemente che questi due film sono dei capolavori. Posseggono entrambi la loro particolare importanza ed entrambi hanno fatto scuola in ambiti ben distinti. Hitchcock era un cineasta sperimentale. Ciascuna delle sue esperienze contiene un elemento che può essere utilizzato in un qualsiasi contesto. L'esorcista invece non funziona in modo così intenzionale. C'è un approccio documentario nel lavoro della macchina da presa. I colori recano al film una credibilità assoluta. » |
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di Walter Veltroni
Il personaggio della bambina, non per caso, aveva un nome sinistro: Regan. Mancava una a, è vero, ma tutto fa immaginare che il regista avesse voluto anticipare agli americani gli effetti del celeberrimo «Reganismo». Vomiti verdi, parolacce a profusione, bestemmie da turchi, una certa propensione ad allusioni grassocce. La povera bimba, in ragione del nome che una madre scriteriata le ha dato, viene invasa dal diavolo. Un tipo che dà, allo stomaco, più fastidi dell’arancia e del latte presi insieme. » |
di Paolo Boschi Scanner
Che senso ha il ritorno nelle sale di un film come L'esorcista a 27 anni di distanza dalla sua uscita? E' la prima domanda che si materializza spontaneamente nell'immaginario dello spettatore potenziale, al di là del fatto che trattasi del director's cut, ovvero dell'ultima versione di William Friedkin, ampliata con 11 minuti delle scene tagliate nel montaggio del 1973, ripulita digitalmente e con il sonoro rimasterizzato. Ma sono solo le scarne note aggiuntive dalla prima versione all'attuale: in più c'è da rilevare che le caratteristiche che hanno reso questo film il capostipite di gran parte della filmografia horror successiva (come l'uso innovativo degli effetti speciali e sonori) funzionano ancora oggi e che il film di Friedkin non ha perso niente sotto il profilo evocativo, continua a far paura, insomma – il che costituisce un ottimo motivo per la visione al cinema –. » |
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