Blow-up

Film 1966 | Commedia +16 108 min.

Regia di Michelangelo Antonioni. Un film Da vedere 1966 con David Hemmings, Sarah Miles, Vanessa Redgrave, Jane Birkin, Peter Bowles, John Castle. Cast completo Genere Commedia - Gran Bretagna, Italia, 1966, durata 108 minuti. Uscita cinema lunedì 2 ottobre 2017 distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,78 su 47 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Blow-up
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Thomas, un giovane e brillante fotografo londinese, passeggiando per caso in un parco pubblico scatta delle foto ad una misteriosa ragazza che si trova in compagnia di un uomo. Il film ha ottenuto 4 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento.

Consigliato assolutamente sì!
3,78/5
MYMOVIES 3,88
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,86
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un "mistery" che si rivela una fascinosa meditazione sul divario fra realtà e fantasia.

A Londra, un fotografo di moda crede di aver visto (e fotografato) un omicidio. Cerca di arrivare alla soluzione del mistero, ma non ci riesce. La realtà ha molte facce, persino l'evidenza, persino un'immagine impressionata su lastra possono essere negate. Il film parte come un "mistery" ma si rivela ben presto una fascinosa meditazione sul divario (ammesso che ci sia) fra realtà e fantasia. A differenza di altri film di Antonioni, Blow up è opera forse più tempista che valida. Capitò in un momento in cui il pubblico era interessato ai temi esistenziali, agli ermetismi di linguaggio, alle opere prive di trama. La portentosa fotografia di Carlo di Palma cattura gli scorci più suggestivi della Londra dei Beatles e di Carnaby Street e riprende (velocemente) le nudità della Redgrave.

Recensione di Stefano Lo Verme

Thomas, un giovane e brillante fotografo londinese, passeggiando per caso in un parco pubblico scatta delle foto ad una misteriosa ragazza che si trova in compagnia di un uomo; lei, però, quando se ne accorge lo segue fino a casa e fa di tutto per sottrargli il rullino. Incuriosito, Thomas sviluppa i negativi, e ingrandendo le immagini si rende conto di avere tra le mani le prove di un omicidio.
Realizzato nel 1966 e girato a Londra, Blow-up è stata la prima pellicola in inglese diretta dal regista Michelangelo Antonioni, co-autore anche della sceneggiatura insieme a Tonino Guerra; prodotto da Carlo Ponti, il film ha riscosso a sorpresa un clamoroso successo internazionale e si è aggiudicato la Palma d'Oro al Festival di Cannes e la nomination all'Oscar per la miglior regia. Ispirato al racconto breve La bava del diavolo di Julio Cortàzar, Blow-up è costruito attorno alle movimentate vicende nella giornata del protagonista, un rinomato fotografo di moda interpretato da David Hemmings, e prosegue il discorso sull'arte e sul cinema già avviato dal cineasta italiano nei suoi titoli precedenti.
Come di frequente accade nelle opere di Antonioni, la storia non segue una precisa struttura narrativa ma è tutta basata sull'ambiguità delle immagini. Nella prima parte il film ci illustra la Swinging London degli anni '60, con i suoi ritmi frenetici, il suo carattere frivolo e le sue bizzarrie; poi, a un certo punto, la trama devia improvvisamente verso il thriller, con l'episodio nel parco che sarà il motore dell'ossessiva indagine del protagonista alla ricerca di una verità sfuggente quanto ineffabile. E infatti, la pellicola vuole essere proprio una riflessione sul carattere ingannevole della realtà, una realtà enigmatica ed incomprensibile filtrata attraverso l'obiettivo della macchina fotografica; a questo tema si aggiunge quello dell'illusorietà dello sguardo, in un atipico giallo in cui ciò che si vede non sempre corrisponde a ciò che è, e in cui non sembra esistere più nessuna certezza (il delitto è avvenuto oppure no?). Non a caso, alla fine, i dubbi dello spettatore sono destinati a rimanere irrisolti.
Rivisto oggi, Blow-up continua a risultare di sicuro un film ermetico ed affascinante, sebbene non manchi qualche squilibrio narrativo e alcune sequenze possano apparire fini a se stesse. All'epoca, ha suscitato scandalo per l'esposizione di nudi femminili e per una certa trasgressività un po' pretestuosa (come nella scena del ménage-à-trois); da ricordare comunque la silenziosa partita a tennis giocata dai mimi nel finale. È stato uno dei primi ruoli cinematografici dell'attrice inglese Vanessa Redgrave. Il titolo, Blow-up, si riferisce all'operazione di ingrandimento delle fotografie.

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BLOW-UP
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 1 aprile 2009
"Joss"

Enigmatico ma... superbo. Per fotografia e dialoghi essenziali (a volte incomprensibili, come quello sull'appendicite...). Un bellissimo documento cinematografico sulla Londra anni '60. L'immaginario si sovrappone al reale quasi spiazzando lo spettatore, preso nella morsa della curiosità per il susseguirsi di situazioni quasi irreali. Un film per sognare e immaginare.

domenica 26 febbraio 2017
Great Steven

BLOW-UP (UK/IT, 1966) diretto da MICHELANGELO ANTONIONI. Interpretato da DAVID HEMMINGS, SARAH MILES, VANESSA REDGRAVE, VERUSCHKA, JANE BIRKIN Thomas è un fotografo arrogante, annoiato e donnaiolo che vive a Londra negli anni in cui la capitale britannica, uniformandosi alla moda anche un po’ viziosa del tempo, comincia a far esplodere qua e là i movimenti pacifisti e il consumo [...] Vai alla recensione »

martedì 11 febbraio 2014
fedeleto

un giovane e famoso fotografo londinese, vive le sue giornate indifferente tra stupende ragazze e servizi fotografici che gli fruttano soldi.Ma quando si trova in un parco isolato  e fotografa una coppia misteriosa, le cose cambiano.La ragazza rivuole le foto, ma il ragazzo attraverso un'ingrandimento capisce che c'e'stato un omicidio.

venerdì 21 dicembre 2012
Eugenio

Era il 1950, Un semisconosciuto (in Italia) regista giapponese, Kurosawa vinse il leone d’oro al Festival di Venezia con la pellicola “Rashomon” dando seguito al fortunato successo delle pellicole “orientali” in Occidente. Il film che ebbe proselitismo tra numerosi registi italiani e non, era incentrato su un concetto quanto semplice ma ostico se affrontato con superficialit&ag [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 novembre 2012
Eugenio

Era il 1950, Un semisconosciuto (in Italia) regista giapponese, Kurosawa vinse il leone d’oro al Festival di Venezia con la pellicola “Rashomon” dando seguito al successo delle pellicole “orientali” in Occidente. Il film che ebbe proselitismo tra numerosi registi italiani e non, era incentrato su un concetto quanto semplice ma ostico la relatività della verità.

lunedì 16 luglio 2012
carlofei

Film capolavoro. L'apparenza inganna. Prima di giudicare entriamo nello specchio delle mie, tue, nostre brame. Attraversiamo e giudichiamo noi stessi. La realtà come le strade per le stelle stanno in quali canocchiali usiamo per scrutarle e non esitiamo a prendere su di noi le nostre responsabilità. Memorabile la sequenza nel parco con sottofondo musicale del vento tra gli alberi.

domenica 29 aprile 2012
albplet

Affresco della swinging London e del modo di essere che in essa affiorava nelle persone. Per certi versi gli individui potevano venire rapiti dalle fughe dalla realtà che in effetti erano una realtà altra: l’importanza della moda, della musica, delle droghe, dell’amore o del sesso tendenzialmente apatici, slegati dalla tradizione, …, il tutto vissuto come un’esperienza collettiva.

mercoledì 9 novembre 2011
Paolo Pacitti

Il film, nel quale si nota il gusto pittorico di Antonioni (che visitò con lo sceneggiatore Tonino Guerra alcune mostre a Londra prima di iniziare le riprese), è stato uno di quelli con maggior successo di un autore dalla rappresentazione antispettacolare della realtà sempre stato simbolo di cinema "alto" e intellettuale più che popolare.

venerdì 6 aprile 2012
brando fioravanti

Nella Londra degli anni sessanta un fotografo immortala un immagine di un omicidio. Una donna rivuole il negativo a tutti i costi. Ancor prima di svilupparla era ovvio che la fotografia nascondesse qualche scomodo particolare. Ma nell'anno in cui è ambientato il film c'era molta ostilità nei confronti della polizia e il protagonista non denuncia il fatto.

lunedì 19 dicembre 2011
albydrummer

La vera poesia del cinema,tutti gli ingredienti di un film sempre attuale....Tutto perfetto!!!..musica,trama,attori.  Surrealismo e poetico,e il fascino della fotografia!!!

lunedì 19 ottobre 2009
valeriamonti

Può essere interessante fare un confronto tra il concetto di cineocchio della scuola russa capitanata da Vertov e la visione di Antonioni (ma non solo sua, di un’epoca intera) quando gira Blow-up. Mentre in pieno clima futurista la macchina da presa era consierata un potenziamento dell’occhio umano come anche il suo perfezionamento, capace di catturare la realtà così come si presentava, quindi nella [...] Vai alla recensione »

domenica 1 marzo 2015
il befe

grande film di stampo italiano

Frasi
Non è colpa mia se non c'è pace. C'è chi fa il torero, il deputato. Io faccio il fotografo...
Una frase di Thomas (David Hemmings)
dal film Blow-up - a cura di "joss"
La mia vita privata è già un tale pasticcio: sarebbe un disastro se…
E allora? Un disastro è quello che ci vuole, per vedere chiaro nelle cose.
Dialogo tra Thomas (David Hemmings) - Jane (Vanessa Redgrave)
dal film Blow-up
Non ne posso più di Londra questa settimana
Perché?
Perché non fa nulla per me…
Una frase di Thomas (David Hemmings)
dal film Blow-up - a cura di "joss"
Lui: "Ma tu non dovevi essere a Parigi?"
Lei (tutta fumata): "Sono a Parigi"
Dialogo tra Verushka ( Veruschka von Lehndorff) - Thomas (David Hemmings)
dal film Blow-up - a cura di Lorenzo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Un’opera di pensiero. Un’opera di poesia. Ma anche, in senso elevato e nobilissimo, spettacolo e poi, in primo luogo e soprattutto, cinema, cinema nuovo, purissimo, Anche un film difficile, comunque. Per raccontarvelo debbo fare quello che non si dovrebbe mai fare con un’opera d’arte, dividerlo, cioè, in sezioni: il racconto, i significati e lo stile con cui e l’uno e gli altri, sono stati espressi [...] Vai alla recensione »

Filippo Sacchi
Il Corriere della Sera

Blow-up vuol dire esplodere, eventualmente anche enfiare poiché enfiandosi un corpo ingrandisce, in gergo fotografico è usato per “ingrandimento”. Subito dopo la ripresa dell’ingrandimento è la manipolazione tecnica professionalmente più importante, perché quella che permette di entrare nel tessuto stesso dell’immagine, di isolarne i dettagli, dopo di che soltanto il fotografo potrà decidere il taglio, [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Qualcuno dice che Blow Up, prodotto da Ponti con capitali americani, ci offre un Antonioni meno autentico, legato ai vezzi del grande giornalismo fotografico. In realtà il regista, che ha preso le mosse da un racconto dell’argentino Julio Cortàzar, stavolta è riuscito a inserire i suoi temi in una dimensione insolita che scavalca ogni residuo di provincialismo.

Giovanni Grazzini
Il Corriere della Sera

Blow up, presentato stasera al festival di Cannes sotto bandiera inglese, e accolto con grandi applausi, non è il miglior film di Antonioni, e Dio vi guardi dal dar retta a chi lo considera il più bel film di tutti i tempi. Ma c’interessa come un forte contravveleno espresso dal seno stesso della civiltà dell’immagine. L’idea-guida del film, se si possono chiedere idee ad Antonioni, anziché sensazioni [...] Vai alla recensione »

winner
palma d'oro al miglior film
Festival di Cannes
1967
winner
miglior regia film straniero
Nastri d'Argento
1968
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