Mio zio

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Un film di Jacques Tati. Con Jacques Tati, Jean-Paul Zola, Adrienne Servantie, Jean Pierre Zola, Lucien Frégis.
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Titolo originale Mon oncle. Comico, Ratings: Kids, durata 120 min. - Francia 1958. - Ripley's Film uscita lunedì 6 giugno 2016. MYMONETRO Mio zio * * * * - valutazione media: 4,06 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,06/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critican.d.
 pubblico * * * * -
Il piccolo Gérard ha un padre molto ricco e molto impegnato negli affari. Anche la madre è sempre presa da mille impegni e non ha tempo di occuparsi di lui.
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primo piano
Tati/Hulot diventa portabandiera di chi non si vuole integrare e non accetta la modernità come una novità a tutti i costi positiva
Giancarlo Zappoli     * * * * -

Gérard Arpel vive con i genitori in una villa in cui dominano la modernità e la plastica ma preferisce la compagnia dello zio materno Hulot il quale lo porta con sé nel vecchio quartiere della città in cui ha la sua abitazione. I signori Arpel cercano in tutti i modi di accasare il congiunto e di trovargli un lavoro affinché metta fine al suo stile di vita che ritengono stravagante.
Con il Premio della Giuria a Cannes e l'Oscar quale miglior film straniero Tati consegue, grazie a questo film, quel riconoscimento internazionale che gli consentirà di avere una totale libertà di azione per il suo futuro lavoro. Va detto che per arrivare all'Oscar mette in atto una strategia accurata con un doppiaggio in inglese e con alcune scene differenti rispetto alla versione europea. Gli americani gli proporranno un contratto con molti zeri per un film con Sophia Loren dal titolo "Mr. Hulot Goes West" ma Tati risponderà che all'Ovest preferisce l'Est, lasciandosi alle spalle qualsiasi possibilità di collaborazione con Hollywood.
Dove sta un così forte potere di attrazione del film e del suo personaggio? Sta innanzitutto nel fatto che, dopo il paese di Giorno di festa e la località balneare di Le vacanze di Monsieur Hulot si affronta finalmente in modo frontale la dimensione urbana. Tati/Hulot diventa così il portabandiera di chi non si vuole integrare, di chi non vuole accettare come positiva una modernità assurta ad idolo da parte di quelli che vogliono dare di sé un'immagine costruita ad hoc. Il tormentone della fontana con getto d'acqua nel giardino degli Arpel (che è tenuta inattiva e viene 'accesa' solo se arriva un ospite che si vuole stupire) ne è l'emblema. Hulot però non è un rivoluzionario, è piuttosto un cane sciolto (come quelli che simbolicamente aprono e chiudono il film inseguiti dal loro consimile con cappottino in cerca di libertà). Non a caso il piccolo Gérard trova in lui quel respiro vitale che, in una casa in cui si mangia un uovo come se si fosse in un freddo ospedale, fa desiderare frittelle consumate in libertà. Tati contrappone i due aspetti dell'urbanizzazione (uno in cui la dimensione umana ha ancora un suo rilievo e l'altro in cui tutto si riduce a formalismo ed automatizzazione) ma non deve essere ascritto d'ufficio a un passatismo fine a se stesso. Basti pensare che lo scenografo Jacques Lagrange immagina la villa degli Arpel seguendo canoni architettonici che sono solo falsamente moderni in quanto risalgono all'International Style che ebbe il suo momento di fulgore tra gli anni Venti e i Trenta.
Ciò che Hulot in fondo sottolinea è ben altro. Il mondo di plastica che si prefigura sta plastificando anche gli esseri umani e se il rapporto tra Gérard e il padre rimanda a quello non facile tra lo stesso Tati e il suo genitore, in questo film il regista francese soprattutto avverte e teme l'assedio di una società in cui, come il De Sica di Miracolo a Milano, non ci sia più un luogo in cui "buongiorno voglia dire veramente buongiorno". Ce lo comunica grazie a gag che entreranno nella storia del cinema e i cui tempi comici saranno da modello per innumerevoli film (un esempio per tutti: Hollywood Party di Blake Edwards).

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Premi e nomination Mio zio

premi
nomination
Premio Oscar
1
1
Festival di Cannes
1
0
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La società dei consumi

martedì 25 agosto 2009 di monia raffi

Mon Oncle è un film davvero intelligente. Trova la sua forza in una forma allegra e coinvolgente, e allo stesso tempo solleva uno dei problemi che con il passare degli anni ha assunto toni tutt’altro che ilari: la profonda stupidità che dilaga nella società dei consumi. La trama del film è incentrata sulla contrapposizione di due mondi nella medesima città che è, già in sé, immagine di tutti quei luoghi che prima di essere divorati dal cemento vivevano ancora a metà tra passato e futuro. Nel quartiere continua »

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I sogni di un bambino non muoiono mai

mercoledì 19 gennaio 2011 di Massimiliano Curzi

Il film più poetico di Tati, in cui l'autore si svincola almeno in parte dal comico di osservazione che aveva caratterizzato la sua opera d'esordio (Giorno di festa): la contrapposizione tra declino della provincia francese e contemporanea ascesa dell'assetto metropolitano con il suo crescente catalogo di rumori, di convenzioni e di regole asettiche è indubbiamente drastica, ma Tati esprime al meglio  i contenuti del film nella concisa sequenza finale in cui la partenza continua »

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Satira pungente contro borghesia e modernità

martedì 7 luglio 2015 di Luca Scial�

Attraverso le sue divertentissime pellicole, Jacque Tati irrideva la borghesia e in questo caso anche la modernità. Quella che, invece di rendere più semplice, pratica e comoda la vita degli esseri umani, paradossalmente la complica. Qui racconta la storia di una famigliola borghese francese, col capo famiglia proprietario di una fabbrica di plastica, nella quale produce arredamenti ed elettrodomestici. Molti dei quali usati in casa sua. Molto preso dal lavoro e con la moglie divisa continua »

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DVD | Mio zio

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 23 marzo 2016

Cover Dvd Mio zio A partire da mercoledì 23 marzo 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Mio zio di Jacques Tati con Jacques Tati, Jean-Paul Zola, Adrienne Servantie, Jean Pierre Zola . Distribuito da RHV - Ripley's Home Video. Su internet Mio zio (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 14,99 €
Aquista on line il dvd del film Mio zio

di François Truffaut

Si dice tanto che il cinema è schiavo del denaro che inevitabilmente è un po’ vero. Ciò che non ha veramente prezzo è il tempo. Le vedette “costano un tanto all’ora”, i tecnici lo stesso, sempre più numerosi, e l’affitto astronomico degli studi. È perché il caso gioca un ruolo importante nella creazione cinematografica, favorevole a chi è dotato, sfavorevole a chi non lo è. Comunque sia, certi registi non ammettono l’intrusione del caso nel loro lavoro, essi vogliono controllare, dominare la loro opera dalla a alla z, girare di nuovo un’inquadratura difettosa o tutta una scena mal riuscita, ripassare venti volte alla moviola la loro opera. »

di Vittorio Spinazzola Cinema Nuovo

Terzo film interpretato e diretto da Jacques Tati, Mio zio è impostato sulla descrizione di due opposte condizioni umane: quella di una famiglia borghese, supercivilizzata e abitante una casa dove tutto è elettrico e elettronico, teleguidato, automatizzato; e quella di un quartiere popolare dove invece tutto è antiquato, approssimativo, scomodo, ma dove la meccanizzazione non ha ancora tolto il loro sapore alle cose e la loro genuinità ai sentimenti. Il passato e il futuro, insomma; e in mezzo il signor Hulot, il quale starebbe del tutto a suo agio nel mondo di ieri, purtroppo destinato a sparire, ed è incapace di adattarsi a quello di domani, ineluttabilmente vittorioso. »

di Georges Sadoul

Hulot (Jacques Tati) abita in una vecchia casa, mentre il nipote (Alain Becourt) e i suoi genitori, gli Arpel (Jean Pierre Zola, Adrienne Servantie), vivono in una villa ultramoderna. Il film mette in luce il contrasto tra questi ricchi borghesi e un eterno fanciullo dallo spirito originale e vagabondo che essi vorrebbero costringere a lavorare nella loro fabbrica. Le sequenze più note sono: i cani che vagano in un terreno fabbricabile; la partenza del Signor Arpel in macchina per la sua fabbrica di materie plastiche; Hulot che sale le scale della sua strana casa e va a fare la spesa in un vecchio quartiere; i guai che riesce a combinare in fabbrica; il mattino trascorso in una piccola bettola; il ricevimento pomeridiano nel giardino geometrico degli Arpel; l'arrivo d'una vicina sofisticata. »

di Massimo Magri

L’amicizia tra Hulot, che vive tranquillo in un angolo della vecchia Parigi, e suo nipote, figlio di un industriale della plastica, oppresso e soffocato dalla casa supermoderna dei genitori. Più che per la polemica contro “le linee geometriche che non possono rendere piacevole la vita” Mio zio è riuscito in una serie eccezionale di momenti comici che Tati riesce sempre a sottolineare con le sue invenzioni scenografiche, con l’originalissimo uso del sonoro, con la sua mimica esilarante. »

Mio zio | Indice

Recensioni & Opinionisti Premi
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Pubblico (per gradimento)
  1° | monia raffi
  2° | massimiliano curzi
  3° | luca scial�
Premio Oscar (2)
Festival di Cannes (1)


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