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Prova a incastrarmi
Un film di Sidney Lumet.
Con Vin Diesel, Peter Dinklage, Linus Roache, Ron Silver, Annabella Sciorra.
continua»
Titolo originale Find Me Guilty.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 125 min.
- USA, Germania 2006.
uscita venerdì 17 marzo 2006.
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Un processo per mafia durato 21 mesi (1987-88) in un'aula in cui erano presenti 20 imputati con 19 difensori. Uno di loro, Jack DiNorscio, decise di difendersi da solo con esiti imprevedibili.
![]() Il processo per mafia più lungo della storia degli Usa nelle mani di Lumet e Vin Diesel
Giancarlo Zappoli
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Il più lungo processo per crimini della storia degli Stati Uniti giunge sullo schermo ad opera di un grande Vecchio del cinema americano: Sidney Lumet. Dopo anni di indagini la polizia riuscì a incriminare 20 membri della famiglia Lucchese con 76 capi d'imputazione. Il processo durò 21 mesi (1987-88) in un'aula in cui erano presenti 20 imputati con 19 difensori. Perché questa disparità? Perché il mafioso Jackie Dee DiNorscio (già condannato a 30 anni) non solo rifiutò di collaborare con la Giustizia ma decise di difendersi da solo. La sua incultura mista a uno spirito caustico e a una assoluta identificazione con la lealtà dovuta alla famiglia trasformò questo dibattimento in un evento. Il regista di film che rimangono nella storia del cinema giudiziario e poliziesco, con la libertà che è propria dell'età inoltrata si interessa a questo caso e ne trae una tragicommedia che ribalta i ruoli. Sin dall'inizio si fa il tifo per i cattivi (grazie anche a un Vin Diesel strepitoso nella versione originale) e che questo accada in un "Lumet's movie" potrà forse indispettire qualcuno. Altri potranno invece (più proficuamente) chiedersi il perché. I tempi cambiano. Al cinema e nella realtà. |
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"legal comedy" per vin diesel e compagni
giovedì 23 marzo 2006
di Antonello Villani
Con “Prova a incastrarmi” Sidney Lumet torna sul banco degli imputati. Da "Il verdetto" a "La parola ai giurati", tanto per citarne alcuni, le aule del Tribunale sono una costante nella carriera del regista ottantenne che ha sempre mostrato uno spiccato interesse per le storie giudiziarie. Con un'inversione di tendenza rispetto al passato, Lumet ha diretto una "legal comedy" basandosi sulle testimonianze raccolte nel processo che vide tra gli imputati alcuni esponenti di famiglie mafiose operanti continua » |
Racconto piatto
domenica 19 marzo 2006
di opium
un film leggero, magari in grado di divertirmi un po', pesco questo "Prova a incastrarmi". Si tratta della ricostruzione, basata sulle testimonianze, del più lungo processo di mafia nella storia americana. Il processo fu vissuto ai tempi come oggi si vivono i reality show. Purtroppo mi sono trovato anche nella veste di "responsabile" nella scelta del film con qualche amico. Conclusione: buttati via sette euri. Jackie (Vin Diesel) è il centro e unico protagonista del film. L'italo americano continua » |
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DVD | Prova a incastrarmiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 6 settembre 2006
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di Paolo D'Agostini La Repubblica
L'ottantaduenne Sidney Lumet appartiene a quella generazione di registi americani che hanno illustrato la capacità della più grande democrazia del mondo di sviluppare gli anticorpi della critica alla propria società. Gente come Arthur Penn, come Robert Altman, un po' prima di loro John Frankenheimer, Martin Ritt. E ha infilato nel corso della sua lunga carriera una serie davvero impressionante di capolavori: La parola ai giurati e La collina del disonore, Quel pomeriggio di un giorno da cani e Quinto potere, L'uomo del banco dei pegni e Serpico. » |
di Valerio Caprara Il Mattino
Sidney Lumet si diverte e ci diverte con le oltre due ore di mosse e contromosse di Prova a incastrarmi, dedicato al clamoroso e controverso processo, durato circa due anni, al clan mafioso dei Lucchese che contò ben 76 capi d'accusa, 20 imputati e altrettanti avvocati difensori... «Tutti assolti. La giuria popolare fu letteralmente ipnotizzata da Giacomo «Jackie Dee DiNorscio, che rifiutò il patteggiamento, rimase fedele ai codici d'onore e praticamente trasformò l'aula del tribunale in un circo grazie alle sue pantomime sfacciate, esplosive e cialtronesche»: come sempre attratto dai paradossi americani, il regista ottuagenario conferma, così, di aver puntato forte sull'interprete, un Vin Diesel malavitoso di piccolo cabotaggio che occupa, un po' alla Al Pacino, tutto lo spazio disponibile per dar fondo alla sua gamma inesauribile di gag. » |
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di Roberto Silvestri Il Manifesto
I processi di mafia, quando si riesce a farli, quando si arriva alla condanna definitiva e quando la pena viene scontata davvero, sono devastanti, come ci ha raccontato recentemente il magnifico documentario, Un altro paese, «v come vendetta» contro Falcone, Borsellino e Lima nel paese di Dell'Utri. Oppure sono teatrini grotteschi. Sidney Lumet, in Prova a incastrarmi (Find me guilty) titolo italiano così allusivo da poter suscitare polemiche in Italia, torna idealmente (si parla di un processo di cui fu protagonista, come avvocato, il futuro sindaco Rudolph Giuliani) all'ipocrisia puritana anni 50 delle celebri sedute anti-mafia del senatore Kefauver, visto che per la salute materiale e mentale dell'Impero democratico liberale planetario, l'esistenza e l'aiuto della mafia è essenziale e consustanziale e, a parte i metodi e lo stile, il fine (il profitto, lo schiacciamento del nemico) è comune. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Fu il più lungo e affollato processo nella storia penale degli Stati Uniti: 20 imputati, 76 capi di imputazione, fascicoli alti quanto l'elenco del telefono, 8 giurati in soprannumero, nel caso qualcuno si fosse perduto per strada (o fosse risultato corrotto), 21 mesi di dibattimento tra l'87 e l'88, un'arringa record durata cinque giorni (uno dei difensori, che non la smetteva di celebrare le virtù del suo assistito). Mancava all'appello l'avvocato del mafioso Jack DiNorscio, che licenziò il suo legale e volle fare da solo, a dispetto del detto "chi in tribunale difende se stesso ha un pazzo per cliente". » |
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