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Mare dentro
Un film di Alejandro Amenábar.
Con Javier Bardem, Belen Rueda, Lola Dueñas, Mabel Rivera, Celso Bugallo.
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Titolo originale Mar adentro.
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 125 min.
- Spagna 2004.
uscita mercoledì 8 settembre 2004.
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![]() Un film magnifico sul rapporto tra l'uomo e la morte
Davide Morena
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premi nomination |
Festival di Venezia 2 0 |
Premio Oscar 1 0 |
Golden Globes 1 1 |
David di Donatello 1 0 |
Un successo nascosto
lunedì 17 luglio 2006
di Luca1987
Un film di commozione intensa, un film di riflessione e scelta, un film profondo quello di Amenabar che si discosta nettamente da un più surreale "The Others". Il giovane Javier è tetraplegico, costretto a letto, a una vita ("se così si può chiamare la sua" dirà egli stesso) di limiti e impedimenti pur circondato dal commovente affetto dei suoi cari. Chiede solo una cosa, morire per non soffrire, morire per una vita nell'aldilà sicuramente migliore di questa, morire per togliere il disturbo alla continua » |
Mélo nichilista
lunedì 4 aprile 2005
di Marco
Mélo nichilista che corteggia la morte, galleggiandoci sopra. Amenàbar dirige con la solita astuzia toccando tutta la tastiera sentimentale e abusando dei primissimi piani. Ma tra planate kitsch, fantasticherie strappalacrime e figure di contorno piuttosto improbabili, il regista di origine cilena riesce ad azzeccare, di tanto in tanto, tonalità funebri realmente disturbanti. Notevole, anche se caricaturale, la prova di Bardem. continua » |
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| Ramon (Javier Bardem) | |
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Mare dentro, in alto mare dentro, senza peso nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà che fanno vero un desiderio nell’incontro. Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una saetta, il mio corpo cambiato non è più il mio corpo, è come penetrare al centro dell’universo: L’abbraccio più infantile, e il più puro dei baci fino a vederci trasformati in un unico desiderio Il tuo sguardo il mio sguardo, come un’eco che va ripetendo, senza parole: più dentro, più dentro, fino al di là del tutto, attraverso il sangue e il midollo. Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio essere morto, perché io con la mia bocca resti sempre dentro la rete dei tuoi capelli. |
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| c'è una cosa sola peggiore della morte di un figlio: che voglia morire | |
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| Padre Francisco e Ramon Sampedro | |
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Una libertà senza vita non è una libertà. Una vita senza libertà non è una vita. |
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Altre frasi celebri del film Mare dentro
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DVD | Mare dentroUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 9 febbraio 2005
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di Silvana Silvestri Il Manifesto
Scelto dagli industriali per rappresentare la Spagna all'Oscar per il miglior film straniero, si ispira al vero dramma di Ramon Sampedro. Javier Bardem sa fare qualunque cosa, anche il boss della droga di Los Angeles, figuriamoci il galiziano anarchico di campagna che si tuffò ventenne nel mare dalle rocce, si spezzò l'osso del collo e ora da 30 anni è a letto immobilizzato e cerca la «dolce morte». Ma lo stato cattolico e i preti non vogliono. Il coacervo di tensioni, legami, sentimenti, violenze psicologiche che si instaurano in situazioni simili in un ambiente familiare chiuso non potevano trovare cineasta più abile di Amenabar che maneggia l'horror come fosse il direttore di una grande orchestra di musica leggera. » |
di Simona Santoni Film Tv
Una finestra. oltre il mare, il richiamo del viaggio e della vita. Ma al di qua dei vetri un corpo immobile, costretto da trent’anni all’infermità proprio da quelle distese blu che ama e ha solcato così spesso. La storia vera di Ramón Sampedro portata sugli schermi dei Lido da Alejandro Amenábar, il regista “prodigio” di The Others (2001), il cui Apri gli occhi (1997) conquistò Tom Cruise che ne comprò i diritti per realizzare Vanilla Sky. Nel letto della malattia, nei panni di un Ramón tetraplegico e ormai desideroso di morte, un irriconoscibile Javier Bardem: invecchiato da lunghe sedute di trucco, reso canuto e calvo, incurvato nonostante la sua prestante fisicità. » |
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di Alberto Crespi L'Unità
Il tempo è il vero protagonista dei concorso veneziano di ieri: anche Mar adentro, «Il mare dentro» dello spagnolo Alejandro Arnenabar parla di un uomo che vuole tornare a decidere in prima persona del proprio tempo, della propria vita. Solo che, per Ramon Sampedro, questa decisione coincide con la libertà di morire. Ramon è tetraplegico: giace a letto, muove solo la testa, scrive tenendo una matita fra i denti, Era un ragazzo giramondo, vitale, pieno di donne: un tuffo in mare, il calcolo sbagliato della risacca, una tremenda zuccata sul fondo, ed eccolo immobilizzato per sempre. » |
di Stefano Solinas Il Giornale
Mare dentro affronta con delicatezza il complesso universo psicologico che sta dietro la cognizione del dolore: la perdita di una persona cara, le malattie incurabili, gli abbandoni, la piccola grande via crucis che la vita in quanto tale presenta a ciascuno di noi, presto o tardi, da giovani o da vecchi, in prima persona o negli affetti più intimi. Contemporaneamente però sia l’uno sia l’altro spalancano con efficacia stilistica e perfetta scelta di linguaggio cinematografico quel continente che ha nome fantasia e che è il grande territorio cui ricorriamo quando abbiamo bisogno di riprendere fiato, quando vogliamo trovare un ancoraggio ai ricordi, quando cerchiamo di far fruttare la ricchezza sterminata che un’idea, un sogno, un desiderio possono avere, il giardino incantato della felicità di cui noi soli possediamo le chiavi e che noi soli possiamo aprire a nostro piacimento. » |
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