Viaggio a Kandahar

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Un film di Mohsen Makhmalbaf. Con Ike Ogut, Nelofer Pazira, Hassan Tantai, Sadou Teymouri, Hoyatala Hakimi.
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Titolo originale Safar e Ghandehar. Drammatico, durata 90 min. - Francia, Iran 2001. - Bim Distribuzione MYMONETRO Viaggio a Kandahar * * * - - valutazione media: 3,45 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,45/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Usa)
 dizionari * * * - -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
Ike Ogut
Ike Ogut   Interpreta Naghadar
Nelofer Pazira
Nelofer Pazira   Interpreta Nafas
Hassan Tantai
Hassan Tantai (65 anni) 10 Novembre 1950 Interpreta Tabib Sahid
Sadou Teymouri
Sadou Teymouri   Interpreta Khak
Hoyatala Hakimi
Hoyatala Hakimi   Interpreta Hayat
Monica Hankievich
   
   
   
Kandahar, il nome di un'antica città afgana che fino a pochi giorni fa era noto a pochi e ora è inevitabilmente nella memoria di tutti; una donna, Nafas, giornalista afgana riuscita a riparare in Canada nel momento in cui i talebani prendevano il potere
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primo piano
Un documento sulla vita, terribile, delle donne nel paese dei talebani
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Delle protesi artificiali che scendono ondeggiando dal cielo attaccate a dei paracadute e, in controcampo, una massa di mutilati che arranca con le stampelle nel deserto per raggiungerle e impadronirsene. Questa è l'immagine che resta impressa sulla retina della memoria di un film che ha come tema primario la condizione delle donne in Afghanistan. Una giovane donna afgana, emigrata da tempo in Canada, tenta di rientrare in patria attraverso l'Iran per raggiungere la sorella priva di gambe che ha deciso di suicidarsi allo scadere di tre giorni. Inizia cosi' un viaggio attraverso la cancellazione dell'immagine stessa delle donne, oltre a quella del loro ruolo sociale. L'accompagneranno nel viaggio, a turno, un bambino cacciato dalla scuola per diventare mullah, un nero americano che si improvvisa medico mentre cerca di trovare un Dio che non vuol farsi raggiungere e un imbroglione per vocazione e necessita'. Makhmalbaf gira un film meno poetico di altri suoi ma animato dal bisogno di denunciare una situazione tragica. Rischia pero' di fare propaganda alla situazione iraniana in cui la donna gode certo di maggiori riconoscimenti ma non si puo' definire 'libera'. Il regista negae rilancia: "È invece un avvertimento ai nostri integralisti affinché non esasperino una situazione già difficile".

Premi e nomination Viaggio a Kandahar MYmovies
Incassi Viaggio a Kandahar
Incasso Totale* Italia: € 4.391.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 19 dicembre 2010
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Viaggio nel medioevo

lunedì 15 ottobre 2001 di gaia

Un film-documentario bellissimo, su una realta' di miseria, oppressione, sofferenza. Su un paese che e' piu' povero, piu' desertico, piu' angosciato, piu' represso di tanti altri. Nel quale la donna e' solo un animale da riproduzione, non ha diritti, ne' alcuno spazio, e' condannata al silenzio, all'invisibilita', alla reclusione, come se fosse colpevole di qualche reato. Fin da bambina. E i tabebani sono pieni di soldi, commerciano in oppio e tengono in mano la vita e le sorti di un intero popolo... continua »

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Viaggio verso dove?

mercoledì 12 dicembre 2001 di Procol Harum

Un viaggio verso il nulla, quello della protagonista, verso l'annullamento della volontà femminile e del proprio universo interiore. Un viaggio che parte da un pretesto, il prossimo suicidio della sorella, ma che giunge, con un efficace taglio documentaristico, ad illustrare orrori e contraddizioni di un paese lacerato non tanto dalla guerra, ma dalla sua stessa ragion d'essere. Un atto d'accusa feroce contro la religione, non più oppio dei popoli, bensì fattore scatenante di orrori senza fine, continua »

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La realtà luccicante

domenica 23 dicembre 2001 di Diego

Il bravissimo regista iraniano Mohsen Makhmalbaf durante il periodo della lavorazione del suo ultimo film,"Viaggio a Kandahar",non poteva di certo immaginare quel che sarebbe successo nel luogo in cui è ambientata la sua pellicola.senza alcun dubbio la situazione in Afghanistan è sempre stata a dir poco critica,soprattutto per quanto riguarda il suo "aspetto femminile":la condizione di vita delle donne afghane è ancora troppo intollerabile!Il film è quindi un atto d'accusa contro i sistemi che costringono continua »

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Essere donna in afghanistan

mercoledì 15 gennaio 2014 di Filippo Catani

Una ragazza afgana che vive ormai da anni all'estero dove fa la giornalista, decide di rientrare in patria in seguito ad una sconcertante lettera della sorella che ne annuncia l'imminente suicidio. La ragazza vive a Kandahar e la sorella decide allora di intraprendere un pericolosissimo viaggio nella terra natia ormai da anni in mano al regime dei Talebani. Realizzato appena prima degli attacchi alle Torri, il film mostra con estrema lucidità due drammi. Il primo è quello di essere una donna in continua »

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DVD | Viaggio a Kandahar

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 20 febbraio 2013

Cover Dvd Viaggio a Kandahar A partire da mercoledì 20 febbraio 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Viaggio a Kandahar di Mohsen Makhmalbaf con Ike Ogut, Nelofer Pazira, Hassan Tantai, Sadou Teymouri. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Viaggio a Kandahar (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 6,50 €
Aquista on line il dvd del film Viaggio a Kandahar

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

Messaggio dal mondo dei morti viventi. Serrate nel "burka", l’abito che le ricopre dalla testa ai piedi, le donne afghane sono delle sepolte vive, delle non-esistenze che si trascinano in un Paese devastato da guerra e intolleranza. Il mondo ha già conosciuto altre tragedie simili, dalla Cambogia dei khmer rossi alle stragi del Ruanda. Stavolta, però, nessuno può dire di non sapere, nessuno ha il permesso di chiudere gli occhi di fronte a ciò che avviene sotto le sguardo impietrito del mondo. Mohsen Makhmalbaf, regista iraniano che ben conosce le follie cui può portare l’integralismo religioso, ha deciso di filmare tutto ciò in Viaggio a Kandahar. »

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Un avvenimento: per primo, il regista iraniano Mohsen Makhmalbaf, con sensibilità lungimirante, coraggio e grande bravura, racconta in un film, Viaggio a Kandahar, come vivono le donne nell'Afganistan dei talebani. L'autore ricorda che un giorno una giovane donna afghana emigrata in Canada andò a trovarlo chiedendogli aiuto, dicendogli d'essere in viaggio per raggiungere in Afghanistan un'amica che non resisteva più e voleva uccidersi. La giovane donna, Nilofar Pazira, è diventata la protagonista del film, la guida attraverso un mondo inaccettabile: in Afghanistan oggi le femmine non possono uscire di casa senza un uomo al fianco né andare a fare la spesa; non possono studiare né hanno scuole; sono espulse dalla vita civile e politica; non possono mostrare la faccia, coperta da spessi tessuti traforati all'altezza degli occhi; non possono lasciarsi visitare dal medico né parlargli direttamente senza un intermediario maschio; non possono mandare i figli altro che alle scuole religiose, dove si apprendono soltanto il Corano e la nomenclatura delle armi. »

di Roberto Nepoti La Repubblica

Ora tutti conoscono il nome della città di Kandahar, assieme a Kabul il principale obiettivo dei bombardamenti americani sull'Afganistan. Non era così solo pochi mesi fa, quando Viaggio a Kandahar fu presentato in concorso al Festival di Cannes. Sulla Croisette, il film dell'iraniano Moshen Makhmalbaf si conquistò l'ammirazione di molti; irritò profondamente il recensore di Le Monde e altri commentatori. I secondi gli rimproveravano di estetizzare la sofferenza con immagini troppo raffinate o, addirittura, di essere "un lungo clip decorativo al servizio di una causa umanitaria". »

di Mariuccia Ciotta Il Manifesto

Se qualcuno cerca le ragioni per schierarsi contro la guerra, dopo la visione delle Twin Towers polverizzate, le troverà in Viaggio a Kandahar perché l'Afghanistan di Mohsen Makhmalbaf è bello come New York. Contro l'orientalismo e la visione miserabilista del paese dei talebani, il regista iraniano fa suonare il deserto con le sue magnifiche donne prigioniere sotto i burqa violetti. Donne afghane come divinità sequestrate, fantasmi velati di fronte alle quali il mondo dovrebbe fermarsi. Sognano che qualcuno un giorno possa vederle. »

Viaggio a Kandahar | Indice

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