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domenica 19 agosto 2018

Vittorio Gassman

Data nascita: 1 Settembre 1922 (Vergine), Genova (Italia)
Data morte: 29 Giugno 2000 (77 anni), Roma (Italia)
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Giancarlo Zappoli

"Mi scusi se la mia ignoranza non pari alla sua". La battuta del tutto ingenua del soldato Busacca de La Grande Guerra non verrebbe mai pronunciata nella realt da Gassman Vittorio se non per irridere l'interlocutore. L'uomo (e soprattutto era) fatto cos: ampiamente (forse fin troppo) consapevole delle proprie doti e naturalmente portato a stare in proscenio. Tutto ci funziona a teatro ma al cinema pu portare a pesanti rischi di saturazione. Per Vittorio non fu cos. Profilo greco e fisico aitante gli consentono di rappresentare sullo schermo una lunga serie di villain sciupafemmine (uno per tutti quello di »

La Stampa

Lietta Tornabuoni

Qualche settimana fa, in farmacia a piazza Barberini a Roma, Vittorio Gassman comprava alcune delle sue pillole dell'infelicit. L'attore grande e unico de Il sorpasso, de La grande guerra, de L'Armata Brancaleone e di C'eravamo tanto amati non si riconosceva. La faccia seminascosta dalla barba, alterata da una magrezza morbosa, disidratata, pareva di carta; le gambe (portava i jeans, a 78 anni) sembravano stecchini. Eppure, mentre per caso si parlava di Riso amaro, accenn una mossa, tra il passo di danza e la piroetta atletica, del personaggio di quel film, un lestofante arrogante e violento con il cappello di traverso: e improvvisamente fu di nuovo lui com'era mezzo secolo fa, con la sua bellezza di cattivo e la sua (diceva) allegria grossolana, un po' teutonica. [...] »

Il Sole-24 Ore

Roberto Escobar

"Non si recita per guadagnare il pane Si recita per mentire, per smentirsi, per essere ci che non si ". Cos la pensa Vittorio Gassman, o meglio lalter ego Edmund Kean, protagonista del suo primo film come regista (Kean, genio e sregolatezza, 1956). Lo ricorda Dante Cappelletti in Vittorio Gassman. Solitudine di un mattatore (Editalia 1988, L. 24.000). A causa della propensione di ogni attore alla menzogna, il cinema pericoloso per chi fa quel mestiere: alla lunga la cinepresa disvela lanima. "Secondo me - confida Gassman - il cinema una radiografia del carattere (...) Il teatro un arte del mascheramento, il cinema una tecnica di rivelazione. (...) come quando ci si guarda allo specchio, e soprattutto in et avanzata si prova un senso di imbarazzo, di disagio". [...] »

Mario Soldati

Se permettete parliamo di Gassman. ora, mi pare. Il destino artistico, oppure, se vogliamo usare anche noi il vocabolario degli specialisti, la linea di sviluppo di questo fortissimo nostro attore merita, secondo me, ogni attenzione: eh s, a tutta prima sembra curiosa, strana, irrazionale: rivela, invece, la propria logica appena la si studi un po' a fondo, e purtroppo finisce per simboleggiare lo stato d'animo di molti italiani d'oggi, comprendendo tra i molti anche qualche notissimo artista, regista, letterato, scrittore...
Esistono due grandi categorie di attori. Quelli che si trasformano di volta in volta, componendo il loro personaggio. E quelli che, al contrario, sono sempre loro stessi. [...] »

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