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Il sorpasso
Un film di Dino Risi.
Con Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant, Catherine Spaak, Claudio Gora, Luciana Angiolillo.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
b/n
durata 108 min.
- Italia 1962.
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![]() Il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza
Pino Farinotti
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Il giorno di Ferragosto due occasionali amici, uno studente universitario un po' timido e un quarantenne immaturo, passano assieme la giornata spostandosi con l'auto. Le ore passano veloci in un susseguirsi di episodi tragicomici, fino all'epilogo inatteso e drammatico: la morte dello studente causata dall'incoscienza dell'altro. Si tratta di un autentico cult movie, tra i pochi che può vantare il cinema italiano del dopoguerra. Un'intuizione geniale è all'origine del film, che può essere definito un road movie; il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza. La complementarietà dei caratteri dei due protagonisti è un supporto dalle solide basi. La sceneggiatura di Scola, Risi e Maccari è in perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale, questo appena accennato con alcune allarmanti sequenze disseminate nel film e concluso nell'impietoso finale. Il cialtronesco Gassman, finalmente libero, come lui stesso ammette, dai vincoli delle caratterizzazioni, dai ghigni classicheggianti, esprime in alcune sequenze la sua dirompente fisicità. Distrugge con l'intuizione del superficiale i luoghi comuni che lo studente Trintignant si era costruito in un'intera vita, sui suoi parenti. Libera lo charme opaco di una zia del suo amico. In ogni spostamento, dalla Roma deserta del mattino di Ferragosto e lungo le strade della Versilia fino alla Costa Azzurra, si gioca la sua dignità e persino la figura di padre. La partita a ping-pong con Gora è al riguardo esemplare. L'attonito Trintignant in quesa scuola dei dritti è infatti l'unico a soccombere, emblematicamente. Non pochi hanno lamentato il cambio di rotta mostrato all'epilogo. Un risveglio dalla partitura scoppiettante di una pellicola che sembrava dover dispensare un eclettico piacere a fior di pelle. Come ne La grande guerra e Una vita difficile il cinema italiano aveva trovato, se non un vero e proprio stile, un equilibrio che poggiava su una precisa rappresentazione della società italiana, senza dover ricorrere ai macchiettoni che il depravato cinema d'oggi mostra con lugubre allegria. Il rimpianto di quel cinema è presente in ogni spettatore che abbia solo visto quei film pur non facendo parte di quella generazione. Ed ecco allora la Lancia Aurelia Sport diventare un oggetto mitico. Così come alcune battute di questi film vengono tramandate con puntuale approssimazione, ma con sincera partecipazione. Il sorpasso, al suo apparire quasi snobbato dalla critica, si è ritagliato col tempo uno spazio che appartiene di diritto alle grandi memorie del cinema centenario. |
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premi nomination |
Nastri d'Argento 1 0 |
David di Donatello 1 0 |
Che bei tempi!!
martedì 30 gennaio 2007
di Renato Corriero
L'Italia del boom, spesso snobbata nei ricordi della gente, spesso guardata con nostalgia. Io faccio parte di quelli che la ricordano con nostalgia,non di certo per motivi"economici", ma per quel senso di spensieratezza e quasi certezza che il futuro, dopo i terribili anni della guerra, sarebbe stato in ogni caso migliore. Ed i due protagonisti interpretano magnificamente questi sentimenti: il giovane studente Trintignant che programma di passare il ferragosto in casa studiando pensando al suo continua » |
Il grande cinema italiano da riscoprire… 1^ parte
venerdì 29 maggio 2009
di ziogiafo
ziogiafo – Italia, 1962 - Da una stretta collaborazione tra Dino Risi ed Ettore Scola nacque questa splendida ma pungente commedia che riportava sul grande schermo in maniera realistica gli “effetti collaterali” del boom economico italiano, quasi sfociando nel documentario. Una sorta di road-movie all'italiana che affronta tante tematiche dell’epoca, da quelle più frivole a quelle più complesse, a volte divertendo a volte facendo riflettere profondamente. Al centro di questa storia itinerante due continua » |
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Il cinema è vita.
lunedì 27 agosto 2007
di italia87
Il cinema come finestra su un'epoca impossibile da dimenticare, come testimonianza incancellabile di uno stile di vita. "Il sorpasso" è questo e molto di più. E' un confronto tra due modi di pensare, due storie, due vite diverse:Bruno e Roberto. Disimpegnato e audace l'uno, timido e prudente l'altro e tuttavia insieme, nel caldo ferragosto, a bordo di un'inarrestabile Lancia Aurelia. La voglia di vivere, il desiderio di spingersi fino all'eccesso, la speranza che tutto possa cambiare in meglio continua » |
Testa e croce: due umanità a confronto
mercoledì 17 ottobre 2007
di francesco zennaro
Il film analizza in profondità le 2 facce opposte dell'umanità. Bruno Cortona (Vittorio Gassman) è il fanfarone, lo spaccone, il furbo, il "carpe diem" a oltranza, il guascone, il senza valori, il perspicace. Il classico "figlio di...". Roberto Mariani (Jean Louis Trintignant) è tutto l'opposto. Timido, serio, onesto, amante dell'arte, ingenuo, tonto (non capisce l'evidenza, subito chiara invece a Bruno). Una visione moralistica della condizione umana direbbe che Bruno rappresenta il male e Roberto continua » |
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| Vittorio Gassman, guardando una fotografia della madre di Jean Louis Trintignant, si rivolge allo stesso Trintignant | |
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Chi è ‘sta cicciona? Mia mamma. Ah perbacco, bella donna! |
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| Vittorio Gassman a Jean-Louis Trintignant | |
| Non bevi, non fumi, non sai nemmeno guidare la macchina…ma ti godi la vita tu? | |
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| Vittorio Gassman rivolgendosi alla cassiera del bar | |
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Ma non ci siamo già conosciuti io e lei? Non mi pare. Ma si! Come no! Sa dove? Dove? Li, alla macchina delle sigarette, poco fa! |
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Altre frasi celebri del film Il sorpasso
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DVD | Il sorpassoUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 26 giugno 2007
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di Irene Bignardi La Repubblica
Come eravamo. O come erano: i solitari di un tempo, i timidi, i prepotenti, gli sbruffoni, gli esibizionisti, le ragazze in fiore di quarant'anni fa, o giù di lì. Come eravamo in agosto, nell'Italia del boom, in una Roma deserta, così diversa, così vuota, così metafisica. Ë a Ferragosto che inizia il capolavoro di Dino Risi, protagonista una Aurelia «decappottabile e supercompressa», simbolo del ritrovato benessere del Paese. Ed è attorno a due caratteri - Bruno Cortona, interpretato da Vittorio Gassman, lo sbruffone quarantenne che vive di espedienti, l'istrionico seduttore, il facilone, l'irresponsabile, l'edonista, il vitalista, e Roberto, Jean Louis Trintignant, lo studente universitario timido, ben educato, riservato, bloccato, che non beve, non fuma, non guida ma ë pronto a sciogliersi e a lasciarsi sedurre lentamente sotto l'urto della personalità del nuovo, casuale amico-che si sviluppa questo magistrale italianissimo viaggio on the road lungo 24 ore della vita dei suoi personaggi. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Anticipato per qualche aspetto da un film ingiustamente maltrattato, Anima nera di Rossellini, Il sorpasso è la vera tesi di laurea di Vittorio Gassman come attore cinematografico. Dopo tre lustri di apparizioni sbagliate, l’attore è finalmente arrivato a essere se stesso anche sullo schermo. Bruno è un quarantenne ossessionato dalla furia di vivere, dall’ansia dei rapporti facili, dal timore della decadenza fisica e della morte. Per lui, come per tanti uomini d’oggi, l’automobile è il pretesto di un atto esistenziale, la proiezione dei suoi scompensi profondi: e il sorpasso diventa una rivincita sui fallimenti dell’esistenza, un modo comodo per sentirsi vincitori quando si sono perdute molte battaglie. » |
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Uno degli esponenti più tipici degli uomini di oggi è il fatuo, sicuro di sé, millantatone, grossolano e chiassoso, che vive di espedienti, che crede di vincere sempre, che non immagina nemmeno di incontrare gente di parere contrario, poco disposta a servirlo, e che alla fine, nonostante la sua disinvolta sicumera, è costretto ad ammettere, volente o nolente, di aver sempre fallito: in amore, in affari, in società. Un personaggio del genere è il protagonista del Sorpasso, diretto da Dino Risi in chiave apparentemente brillante e farsesca: si imbatte, il giorno di Ferragosto, in un giovanotto che gli è esattamente agli antipodi, timido, educato, per bene, di modi quasi all’antica, e lo trascina in auto per centinaia di chilometri unicamente per la gioia (anche questa rivelatrice di un tale carattere) di far della velocità senza alcun rispetto per le leggi, i regolamenti, la prudenza. » |
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Un classico? Un classico che dedichiamo alla memoria del grande Dino Risi e del suo amico complice Vittorio Gassman che in questo film diede vita a un personaggio memorabile di italian cialtrone che ancora oggi si rinnova. La storia la sapete, un road movie fino a Castiglioncello con uno sbruffone e uno studentello timido. L'Italia 60, film del boom: spiaggia, juke box e spider in una carrellata di usi e costumi del made in Italy che sotto mentite spoglie è tornato alla ribalta. Da Corriere del » |
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