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Nella foto in alto:
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Il misterioso omicidio di una giovane prostituta incontra, scontra e innamora un giudice fedifrago, una giornalista impicciona e una squillo di lusso. Al confine del genere, La donna di nessuno, del debuttante (al cinema) Vincenzo Marano, permette di guardare al melodramma da una posizione di distacco critico. Il regista romano, trapiantato in Francia, lascia convivere accanto ai "crimini" quotidiani della borghesia un forte senso melodrammatico, aggiungendo al genere il sapore dell'ambiguità. La sua opera cinematografica prima si muove allora sul terreno della riflessione morale che non ha nulla da sentenziare ma solo qualcosa da mostrare. Sullo sfondo di una Parigi contenuta e implicita, si muove un uomo condiviso da due donne (e da due amori) e si svolge una vicenda di desideri intensi quanto inespressi e inesprimibili. A Roma per presentare il loro film, Vincenzo Marano e Anna Galiena ci raccontano il mestiere del cinema: essere autori, essere attori. La Donna di Nessuno
Una prostituta di lusso, un giudice arrivista, una giornalista incorruttibile, tre culture differenti, tre essere umani con nessun valore in comune. Tre vite che si incontrano e scontrano per poi annullarsi definitivamente in un epilogo doloroso e drammatico.
Galleria Fotografica:La donna di nessuno, photo call Anna Galiena e Candice Hugo con il regista Vincenzo Marano alla casa del cinema di Roma. |
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