Il ritratto di Abdon Pamich, un uomo che ha fatto della costanza, della determinazione e della resilienza il suo stile di vita. Espandi ▽
Il vero Abdon Pamich, ormai anziano, apre il racconto percorrendo, su un altopiano carsico, una strada che appartiene alla sua infanzia. E riavvolge il tempo tornando a Fiume, città di confine travolta dalla Storia, nel secondo dopoguerra. L'annuncio della liberazione fa sì che Abdon e il fratello maggiore Giovanni credano che tutto possa tornare alla normalità. Ma l'illusione si spezza con l'arrivo del nuovo potere jugoslavo. Lo zio Cesare, allenatore di pugilato, viene prelevato "per chiarimenti". Il padre subisce pressioni politiche che lo rendono sospetto per il nuovo regime e vulnerabile come capro espiatorio. Fiume cambia nome, lingua e volto. Per gli italiani comincia il tempo della paura.