| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Christophe Dimitri Réveille |
| Attori | Miguel Ayoroa Montano, Régis Debray . |
| Tag | Da vedere 2026 |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento sabato 23 maggio 2026
Un documentario sul Che per riflettere sulla Storia di oggi.
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CONSIGLIATO SÌ
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La storia vera di quanto accadde in Bolivia nel 1967 dopo la morte di Che Guevara, in particolare esaminando i destini e il complicato percorso dei suoi più stretti compagni mentre cercano di scappare dal paese e raggiungere la salvezza verso Cuba mentre l'esercito li insegue. Pombo, Urbano e Benigno raccontano sessant'anni dopo quella battaglia per la sopravvivenza, intrapresa assieme ad altri combattenti e legata a doppio filo a mezzo secolo di politica internazionale che coinvolgerà Fidel Castro, De Gaulle e il governo francese, il Cile e Salvador Allende, con gli Stati Uniti sullo sfondo.
Sorprendente mix di documentario, animazione e raccolta di filmati d'archivio, l'opera di Christophe Dimitri Réveille è densa di rilevanza storica e politica, e riesce ad appassionare tanto i neofiti quanto chi già conosce le incredibili vicende che circondano la figura mitologica del Che.
Proprio con l'esecuzione del Comandante si apre il film, introducendo i protagonisti mentre stanno pianificando un intervento militare per liberare il proprio leader, senza sapere che è già morto. Non è la storia del Che, questa - ci si concentra invece sulle vite dei guerriglieri che lo accompagnavano con le loro traiettorie disparate: figli di contadini cubani cresciuti nella rivoluzione, o finiti dentro per caso, o come nel caso di Benigno desiderosi di vendetta dopo la perdita della moglie per mano dell'esercito. Saranno loro a immergersi nella giungla boliviana per cinque mesi, cercando di seminare i militari all'inseguimento per poi attraversare l'Altiplano a sud di La Paz e sbarcare in Cile; il regista racconta le peripezie dei protagonisti nella forma di un thriller serrato, alternando ricostruzioni animate alle testimonianze filmate dei sopravvissuti ormai anziani.
Nei ricordi di chi ce l'ha fatta emergono limpide le figure dei compagni che invece hanno perso la vita lungo il cammino. È l'occasione per ripensare la missione rivoluzionaria non come ideale astratto ma come legame di sangue tra ragazzi in pericolo, poi divenuti veterani di mille battaglie. Nei racconti che Réveille raccoglie c'è la loro saggezza di anziani e un certo relativismo sui grandi temi politici, che scivolano sullo sfondo a favore dell'elemento umano, sia in rapporto alla figura di Che Guevara che verso l'un l'altro.
È soltanto alla fine - accorgendosi ad esempio che uno dei protagonisti delle interviste, Benigno, è scomparso ormai nel 2016 - che si apprezza la magnitudine del lavoro di Réveille. Il regista ha portato avanti il progetto (in parallelo alla sua carriera di acting coach) per ormai un ventennio, essendosi consultato con Benicio Del Toro all'epoca del Che di Soderbergh e avendo poi già firmato una biografia e una graphic novel sulla figura di Benigno.
Ecco quindi che i filmati delle interviste si sedimentano lungo i decenni, loro stessi una storia da raccontare, mentre la passione per il tema emerge dalle pieghe della messa in scena e dalla bella voce narrante di Vincent Lindon. Réveille riesce contemporaneamente a mettere a fuoco la dimensione individuale e umana e ad allargare il campo al clima politico e sociale dell'epoca, specialmente quando entrano in gioco Allende e il suo Cile, oltre che la Francia di De Gaulle attraverso la figura dell'intellettuale Régis Debray, anche lui presente in Bolivia al tempo. Non una mera cronaca di una fuga, dunque: strato dopo strato, il lavoro meticoloso del regista paga e contribuisce a creare un ritratto che abbraccia il controverso e accetta le contrapposizioni.
Nora ha 40 anni, è sopravvissuta a un tumore e a una mastectomia, ha un compagno amorevole e affidabile, un posto di lavoro sicuro alle dipendenze del padre, una vita intera davanti. Poi un esame rivela un nodulo nel suo seno rimanente: potrebbe essere un falso allarme, ma anziché approfondire, Nora molla le redini. Stufa di essere cauta e di essere al sicuro, si lancia in una tragicomica seconda adolescenz [...] Vai alla recensione »