The Smashing Machine

Film 2025 | Azione, Biografico, Drammatico, 123 min.

Regia di Benny Safdie. Un film Da vedere 2025 con Emily Blunt, Dwayne Johnson, Oleksandr Usyk, Bas Rutten, Paul Lazenby. Cast completo Genere Azione, Biografico, Drammatico, - USA, 2025, durata 123 minuti. Uscita cinema mercoledì 19 novembre 2025 distribuito da I Wonder Pictures. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche - MYmonetro 3,28 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 20 novembre 2025

Biopic sportivo sulla vita di Mark Kerr, sollevatore di pesi, campione di MMA e wrestler. Il film è stato premiato a Venezia, ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes, ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, The Smashing Machine è 89° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 41,00 e registrato 46.789 presenze.

Consigliato sì!
3,28/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,33
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
Un originale film sportivo, dalla regia empatica. Dove l'impresa eccezionale è essere normale.
Recensione di Tommaso Tocci
lunedì 1 settembre 2025
Recensione di Tommaso Tocci
lunedì 1 settembre 2025

Tre anni nella vita e nella carriera di Mark Kerr, che è stato un pioniere nella disciplina delle arti marziali miste a cavallo tra gli Anni Novanta e i duemila. I combattimenti brutali si fanno sentire sul corpo dell'atleta, che sviluppa una dipendenza dagli oppiacei per placare i dolori durante i lunghi tornei in posti come il Brasile o il Giappone. A casa, in Arizona, lo attende la compagna Dawn, con la quale c'è un amore sincero minacciato però da due temperamenti focosi e dalla necessità da parte di Mark di chiudersi in sé stesso per fare al meglio il proprio lavoro. Un sostegno importante gli viene dall'amico e rivale Mark Coleman, tramite il quale Kerr si avvicina all'allora nascente mondo dell'UFC che promette guadagni ancora maggiori. I due si ritroveranno in Giappone a competere insieme per il torneo Pride.

Primo film in solitaria per il regista Benny Safdie, dopo aver costruito assieme al fratello Josh una partnership di successo che li ha portati dal cinema indipendente americano al mainstream di ottimi titoli come Good Time e Diamanti grezzi.

Avendo esplorato anche il mestiere di attore (lo si ricorda proprio in Good Time, oltre che in Licorice Pizza e Oppenheimer), Benny torna alla regia con un biopic-omaggio alla figura di un lottatore americano verso il quale lui e la star Dwayne Johnson, da cui nasce il progetto, provano un affetto evidentemente palpabile: The Smashing Machine è infatti un film sportivo dalla struttura atipica e dal carattere sorprendentemente morbido.

Non proprio scevra dei conflitti tipici del genere - di Kerr vengono mostrati gli alti e bassi con la partner e l'uso di droghe - l'opera ripercorre però un periodo limitato della carriera dell'atleta, pochi anni e qualche torneo, senza enormi variazioni nella sua traiettoria professionale e personale. Al posto dei grandi traguardi e dei sensazionalismi c'è invece un character study animato dalla curiosità. Il Kerr del fu "The Rock" è un contrasto misterioso che la macchina da presa di Safdie non riesce a smettere di decifrare, un ordigno instabile che si teme possa esplodere da un momento all'altro.

L'implicita minacciosità di questa montagna di muscoli viene messa in parallelo con i suoi modi gentili e rispettosi, l'alta intensità testosteronica ed elementare delle interviste pre-torneo disinnescata da una razionalità pacata e autoconsapevole nelle risposte. Del cinema dei Safdie ora "dimezzato" resta la straordinaria capacità di generare un mood, di vivere in quella buffa intersezione tra la narrativa più convenzionale e l'uso di attori e figure inaspettate che aprono le frontiere tra il reale e il grottesco, uno spazio che conduce dritto dalle parti di Harmony Korine.

In questo caso ci sono tanti veri lottatori a provvedere ai ruoli di contorno, e anche uno che si erge a co-protagonista: Ryan Bader nella parte di Mark Coleman, sovversiva e originale rivisitazione di un personaggio già visto, e simbolo dell'approccio empatico che il film adotta sulle cose della vita - la vittoria, la sconfitta, lo stare fianco a fianco con qualcuno.

Sul ring, quell'empatia si trasforma in uno stile di regia misurato, che non cerca di entrare dentro lo scambio violento ma si fa più descrittivo. È negli spogliatoi che ci si può avvicinare maggiormente, ma ancora una volta il punto d'interesse degli autori è concettuale e non animale, intellettuale e non primordiale. In questo è anche un'opera sul linguaggio e sulla mediazione dell'istinto, sugli spazi intimi e il rispetto della professionalità. Vale per la parte sportiva ma anche per quella personale, con il salotto di Mark e Dawn che si fa teatro di ulteriore dibattito.

Kerr è presumibilmente un nome poco familiare al grande pubblico se non ai più fedeli appassionati degli sport da combattimento, ma il regista si rifiuta di accettarlo, cercando invece l'eccezionalità in un personaggio che cerca disperatamente di conformarsi. E se l'impresa eccezionale è essere normale, sotto la superficie di The Smashing Machine si può trovare l'analisi di una mascolinità alla disperata ricerca di una sintesi: iper-consapevole (a volte anche buffamente contemporanea nell'uso del therapy-speak come rifugio emotivo) ma ancora schiava dell'ebbrezza che si prova nel performare la sottomissione dell'altro.

Safdie nasconde tutto ciò in un involucro dall'aspetto conosciuto, quasi scontato, puntando il dito e sfidando lo spettatore a vederci la stessa unicità che sta indicando lui da lontano, come nell'epilogo sornione che chiude il film e che ci ricorda quanto è importante tenere la giusta distanza.

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FOCUS
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sabato 22 novembre 2025
Simone Emiliani

La caduta degli dei. Così viene mostrato Mark Kerr, una leggenda delle arti marziali miste (MMA) da Benny Safdie, al suo primo lungometraggio per il cinema senza il fratello Josh. Il ring è solo una parte della sfida, quello che lo mette a nudo, che rivela le sue debolezze. The Smashing Machine, ambientato tra il 1997 e il 2000, simula un approccio documentarista per mostrare la vita del lottatore tra immagine pubblica e dimensione privata. Dwayne Johnson, in un grande ruolo drammatico che richiama anche la grande prova di Adam Sandler in Diamanti grezzi, diretto proprio dai fratelli Safdie, si immedesima completamente nel personaggio con una performance mimetica in linea con il secco realismo dei migliori film sportivi; per interpretare la figura di Mark Kerr, l’attore ha dovuto svolgere perdere circa 30 Kg. In più, prima delle riprese, ogni giorno ci sono volute circa tre/quattro ore per truccarlo, Infine il suo volto è stato ricoperto da 21 protesi grazie al lavoro del truccatore prostetico Kazu Hiro, premio Oscar per L’ora più buia (guarda la video recensione) di Joe Wright e Bombshell. La voce dello scandalo (guarda la video recensione) di Jay Roach.

Questa trasformazione fisica è simile a quella a cui si è sottoposto anche Christian Bale per interpretare l’ex-pugile Dicky Eklund diventato poi tossicodipendente in The Fighter. Robert De Niro, al contrario, per entrare nei panni di Jake LaMotta in Toro scatenato, è invece ingrassato 30 Kg. A sua volta Russell Crowe, per il ruolo del campione dei pesi massimi James Braddock in Cinderella Man, Una ragione per lottare, si è sottoposto per mesi ai durissimi allenamenti di Angelo Dundee, l’ex coach di Muhammad Alì e ne ha riprodotto in modo perfetto la tecnica, con i colpi da corta distanza, lo spirito di sacrificio e la capacità di resistenza nel match. 

Safdie conosce benissimo le regole del biopic sportivo. Come in Martin Scorsese e Ron Howard, la parabola sportiva scorre parallelamente a quella umana. Sotto questo aspetto, a questi titoli ci si può aggiungere anche la saga di Rocky proprio per come mostra la dimensione umana del personaggio e non solo quella agonistica. Con una sola differenza: Kerr, La Motta e Braddock sono figure realmente esistite, mentre Rocky Balboa è un personaggio immaginario anche se l’immedesimazione e l’intensità con cui lo ha portato sullo schermo Sylvester Stallone ce lo ha fatto percepire come se fosse esistito realmente. 

FOCUS
venerdì 14 novembre 2025
Tommaso Tocci

In The Smashing Machine, un regista furbo come Benny Safdie gioca fin dalla prima scena con le aspettative dello spettatore. L’universo è quello del film sportivo, e in particolare lo sport è il combattimento, nella sua incarnazione pionieristica di una mixed martial arts che negli anni Novanta in cui è ambientata la storia non era ancora il brand miliardario e planetario di oggi. Sullo schermo c’è Dwayne Johnson, il quale – a proposito di brand – porta con la sua presenza un complesso set di promesse e familiarità per il pubblico del cinema da popcorn che l’ex star della WWE naviga con successo da un paio di decenni. 

Muscoloso, oliato e sofferente, il corpo del “fu The Rock” è una molla perennemente in tensione, anche se un po’ ammaccata. Safdie ne altera i lineamenti con il trucco per farlo sembrare un po’ più simile a Mark Kerr, wrestler protagonista del film e figura reale del circuito MMA dell’epoca. Ma la somiglianza è soprattutto metatestuale, sovrapponendo la memoria del corpo dell’attore a quella del suo personaggio. La rappresentazione della mascolinità sullo schermo sembra prenderci per mano e condurci verso uno studio che scava le pieghe oscure dell’atleta, del guerriero, e di come costui debba poi mediare l’istinto del superuomo una volta fuori dal ring.

Tuttavia Safdie (che insieme al fratello Josh è responsabile per l’angoscia viscerale di titoli come Good time e Uncut Gems) ha in mente qualcosa di diverso dagli archetipi classici del genere, dell’eroe residuale alla Rocky o del martire consumato di The wrestler. Nelle sue mani Kerr è una figura di mezzo che tende all’equilibrio in una tradizione cinematografica che lo vorrebbe veder sbandare a ogni curva. Si potrebbe pensare che una trovata del genere non sia proprio la base di una storia appassionante, ma scena dopo scena si crea un’intrigante dissonanza cognitiva tra la brutalità della lotta e la pacatezza performativa dell’uomo. Non a caso Safdie alterna ritmicamente le sequenze di combattimento con momenti di forzata introspezione, spesso dialettici: vediamo scambi con una signora e un bambino nella sala d’attesa del medico, in cui Kerr spiega loro che no, non odia i suoi avversari; oppure la domanda di un giornalista su cosa si proverebbe a perdere un incontro – un esercizio di immaginazione inconcepibile che produce per tutta risposta uno sguardo vuoto e perplesso.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 2 dicembre 2025
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Ascesa e caduta di Mark Kerr, star anni Novanta delle arti marziali miste, lo sport che ci si mena e vale tutto o quasi, le ginocchiate in testa quando la testa guarda il tappeto no, ma dal film sembra l'unica mossa illegale, e poi l'arbitro, anche in quel caso, mica interviene. Con uno straordinario Dwayne Johnson, The Rock, per l'occasione fornito di esilarante «sorcio nero in testa», copyright Marco [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 novembre 2025
Simone Rossi
Close-up

Era il 15 novembre 1993 quando il critico televisivo statunitense Howard Rosenberg commentando l'UFC (Ultimate Fighting Championship) introduceva la pratica delle "arti marziali miste". Per descrivere la nuova forma di lotta che andava prendendo corpo davanti ai suoi occhi si era limitato a un meticoloso - quanto suggestivo - elenco dei partecipanti: "[.

martedì 25 novembre 2025
Enrico Danesi
Duels.it

Scritto e diretto da Benny Safdie (svincolato dal fratello Josh, in coppia con il quale ha realizzato, tra gli altri, Good Time e Diamanti grezzi), The Smashing Machine, in concorso a Venezia 82, ricostruisce la parabola sportiva di Mark Kerr, uno dei pionieri e più grandi campioni di MMA (Mixed Martial Arts), ai tempi in cui sul quadrato valeva (quasi) tutto.

sabato 22 novembre 2025
Filiberto Molossi
La Gazzetta di Parma

«Se mi fa male, io gli faccio male il doppio». Non è solo forza, non sono solo muscoli, ghisa da alzare una ripetizione via l'altra:c'è dentro una fatica, e forse anche una tristezza, la dignità e la fragilità di un combattente senza via d'uscita, in «The smashing machine», il film con cui Benny Safdie (qui senza il fratello Josh) ha vinto - certamente a sorpresa - il Leone d'argento per la migliore [...] Vai alla recensione »

sabato 22 novembre 2025
Paolo Zelati
La Voce di Mantova

Il fatto che i film di natura sportiva siano sempre stati utilizzati come veicolo privilegiato per storie, spesso biografiche, di crescita personale, non è certo una novità. Pellicole come "Toro Scatenato", "Rocky" o "Cinderella Man" hanno in comune anche un'altra caratteristica: il personaggio centrale è sempre stato interpretato da un attore bravissimo e carismatico.

sabato 22 novembre 2025
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Fratelli separati, Benjamin detto Benny e Josh Safdie, dopo meraviglie come "Good Time" con Robert Pattinson e "Diamanti grezzi" (che sarebbe il film giusto per apprezzare la bravura di Adam Sandler, non "Jay Kelly" di Noah Baumbach dove fa da spalla a George Clooney che esagera con le facce buffe). Josh Safdie ha scelto Timothée Chalamet per "Marty Supreme", protagonista un campione di pong pong degli [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 novembre 2025
Wendy Ide
The Observer

Dwayne Johnson non è il tipo di attore che scompare in un personaggio. Finora, qualunque fosse il ruolo, lui è sempre stato innanzitutto The Rock. Ma nel primo film in solitaria di Benny Safdie (lui e il fratello Josh si sono "separati" dopo Diamanti grezzi) Johnson si è strappato di dosso la sua patina luccicante e offre un'interpretazione nuda e cruda nei panni di Mark Kerr, pioniere delle nascenti [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 novembre 2025
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Nella seconda metà degli anni Novanta, proveniente dalla lotta libera, Mark Kerr esordisce nel circuito professionistico delle arti marziali miste, distinguendosi per la brutale rapidità delle sue vittorie. Non è un sadico, ma un uomo consapevole che - dal momento in cui scegli di batterti - l'alternativa è venire picchiato e subire danni. Eventualità che "The Smashing Machine" (ovvero la macchina [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 novembre 2025
Michele Gottardi
Il Mattino di Padova

Leone d'argento per la regia alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, "The Smashing Machine" (letteralmente la macchina che distrugge) racconta la storia di Mark Kerr, dapprima wrestler poi campione di MMA, una nuova disciplina di arti marziali miste, che ha preso piede negli anni Novanta del secolo scorso, uno sport di combattimento che unisce diverse discipline come boxe, wrestling e jiu-jitsu, [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 novembre 2025
Alessandra Levantesi
La Stampa

Ispirato da un bel documentario HBO del 2002 sul wrestler statunitense Mark Kerr, Ben Safdie ha scritto e diretto - per la prima volta senza la collaborazione del fratello Joshua - The Smashing Machine, conquistando a Venezia il Leone per la regia. Un premio un po' a sorpresa considerata la presenza in gara di nomi più noti, ma meritato perché il film ha tutti i titoli per ben figurare nella folta [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 novembre 2025
Alberto Crespi
La Repubblica

Inopinatamente premiato a Venezia per la miglior regia, The smashing machine potrebbe tranquillamente riempire una serata davanti alla tv ma non sembra un film per il quale gridare al miracolo. Se non per una cosa: la prova davvero intensa, sia dal punto di vista emotivo sia da quello fisico, di Dwayne "the Rock" Johnson, attore e atleta che passati i cinquant'anni deve aver vissuto il ruolo di Mark [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 novembre 2025
Luigi Abiusi
Il Manifesto

Cinema psichedelico, immagine in fermentazione, concitazione degli spazi, proprio dell'aria che si respira dentro il perimetro instabile dell'inquadratura, perfetto esempio di un visibile cinematografico, non visto, dato, non fatto, ma aperto, che sembra farsi nel momento in cui sorge lo sguardo; esempio di un'apertura costitutiva del quadro (spiragli da cui entrano semi, semantemi), l'ambiguità di [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 novembre 2025
Davide Di Francesco
Ciak

The Smashing Machine racconta la vita e la caduta dell'atleta di MMA Mark Kerr. Non solo solo la storia di un combattente, ma il ritratto di un uomo intrappolato tra gloria, dolore e dipendenze. Dopo il Leone d'Argento alla regia per Benny Safdie all'82°edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il film, scritto, prodotto e diretto da Benny Safdie, con Dwayne "The Rock" [...] Vai alla recensione »

martedì 18 novembre 2025
Marco Grosoli
Film TV

Pioniere delle arti marziali miste in una lega (Ultimate Fighting Championship) all'epoca grezza ed estrema ma poi variamente stravoltasi, Mark Kerr fu oggetto di un primo The Smashing Machine documentario (John Hyams, 2002) che Safdie ricalca assai fedelmente. Già lì erano gli immancabili topoi del genere (sconfitta e redenzione, difficoltà interpersonali, abuso di sostanze.

venerdì 12 settembre 2025
Jessica Kiang
Sight & Sound

Dwayne Johnson (ex e per sempre The Rock) è così bravo nel film di Benny Safdie, sul pioniere delle arti marziali mi- ste Mark Kerr, che viene voglia di smontare la macchina per vedere come funziona. John- son trae dal film un'iniezione di credibilità e probabilmente una nomination all'Oscar che potrebbe lanciarlo in una nuo- va fase della sua carriera.

martedì 9 settembre 2025
Giulio Sangiorgio
Film TV

L'esordio in solitaria di Benny Safdie dietro la mdp (mentre del fratello Josh aspettiamo Marty Supreme) è il racconto biografico di Mark Kerr, pioniere dell'MMA, sport d'arti marziali miste. Una storia che il Nostro riprende rinnovando il taglio del suo (del loro) paradossale iperrealismo drogato e alterato. Come? Allentando, slittando, sformando il corpo-icona di Dwayne Johnson con aggiustamenti [...] Vai alla recensione »

sabato 6 settembre 2025
Enrico Danesi
Duels.it

Scritto e diretto da Benny Safdie (svincolato dal fratello Josh, in coppia con il quale ha realizzato, tra gli altri, Good Time e Diamanti grezzi), The Smashing Machine, in concorso a Venezia 82, ricostruisce la parabola sportiva di Mark Kerr, uno dei pionieri e più grandi campioni di MMA (Mixed Martial Arts), ai tempi in cui sul quadrato valeva (quasi) tutto.

venerdì 5 settembre 2025
Francesco Ruzzier
Cineforum

Nel debutto in solitaria di Benny Safdie ci sono tre ingredienti che lasciavano presagire che The Smashing Machine sarebbe stato un intenso ed emozionante dramma sportivo, con caduta, rinascita e american dream: una storia, quella della leggenda delle arti marziali miste Mark Kerr; un genere, il film sportivo, appunto, e un corpo, quello monumentale di Dwayne "The Rock" Johnson.

martedì 2 settembre 2025
Marina Pavido
Cineclandestino

La presenza all'82° Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia di Dwayne "The Rock" Johnson ha fin da subito sollevato la curiosità di pubblico e critica, tutti ansiosi di vedere come se la fosse cavata nei panni della leggenda delle arti marziali miste, nonché dell'Ultimate Fighting Championship, Mark Kerr. Già, perché, di fatto, la storia di Kerr (e, nello specifico, uno dei momenti più delicati della [...] Vai alla recensione »

martedì 2 settembre 2025
Daria Pomponio
Quinlan

Per il suo primo lungometraggio senza la collaborazione del fratello Josh (che pareggerà presto il conto con il suo Marty Supreme), Benny Safdie sceglie di raccontare in The Smashing Machine la vita fuori e dentro il ring del lottatore di arti marziali miste (MMA) Mark Kerr. Presentato in concorso a Venezia 82 e con protagonista un sorprendente Dwayne Johnson, qui al suo debutto nel cinema d'autore, [...] Vai alla recensione »

martedì 2 settembre 2025
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Dopo una giornatona, una giornatina. I due film in Concorso di ieri non lasciano entusiasmo, specie quello di Mona Fastvold. Non sono certo uno sport popolare in Italia le arti marziali miste. Ma altrove furoreggiano. Mark Kerr è stato un protagonista assoluto, assieme all'amico Mark Coleman; e qui seguiamo entrambi nel percorso verso la finale del Pride Fighting Championship, disputato a Tokyo nel [...] Vai alla recensione »

martedì 2 settembre 2025
Francesco Alò
Il Messaggero

È grande e grosso, ha le orecchie a sventola maciullate, sembra King Kong quando ti guarda torvo, pesa 115 chili, sfonda le porte di casa come fossero cartapesta ma è educato come un principe e fragile come un cristallo. Il protagonista del vivace e spiazzante The Smashing Machine di Benny Safdie si chiama Marc Kerr (Dwayne "The Rock" Johnson) e lo vedremo combattere dal 1997 al 2000.

martedì 2 settembre 2025
Cristina Piccino
Il Manifesto

Mark Kerr è nato a Toledo, nel 1968, sembra che la madre odiasse la lotta alla quale lui invece inizia a appassionarsi presto vincendo giovanissimo alcuni tornei. La vera carriera comincia però qualche anno più tardi, quando conquista per due volte di seguito il campionato di Ufc diventando verso la fine degli anni Novanta un pioniere dell'Mma - mixed martial arts, lotta ibrida, fatta di tante cose [...] Vai alla recensione »

martedì 2 settembre 2025
Andrea Martini
Quotidiano Nazionale

Il regista americano Bennie Safdie ha sempre lavorato in coppia con il fratello Josh e avrebbe fatto bene a continuare. The smahing machine è il racconto della vicenda sportiva e personale del lottatore di arti marziali miste (sviluppate soprattutto in Giappone) Mark Kerr, vera e propria macchina distruttrice sul quadrato quanto autodistruttrice nella vita quotidiana.

lunedì 1 settembre 2025
Sergio Sozzo
Sentieri Selvaggi

Ad un certo punto, Mark Kerr si rassegna. Durante il match che lo porta alla prima sconfitta, sembra incapace di reagire alla tempesta di ginocchiate che lo colpiscono alla testa mentre è immobilizzato a terra dall'avversario: è colpa della sua dipendenza da antidolorifici, si dirà, e del fatto che è troppo sicuro di sé, non segue più le regole ferree della vita del lottatore professionista.

lunedì 1 settembre 2025
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

È un uomo empatico e gentile, Mark Kerr, così affabile che perfino le nonnine in coda per il medico si concedono volentieri due chiacchiere con lui, nonostante rappresenti un "modello negativo" per i nipoti. Come il bambino che, in quella sala d'aspetto, non può non avvicinarsi timidamente all'imponente Kerr, leggenda delle arti marziali miste, per chiedergli un autografo.

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martedì 4 novembre 2025
 

Dal regista Leone d’Argento, una grande storia di agonismo e umanità, con Dwayne Johnson e Emily Blunt. Dal 19 novembre al cinema. Guarda le foto »

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mercoledì 22 ottobre 2025
 

Biopic sportivo sulla vita di Mark Kerr, sollevatore di pesi, campione di MMA e wrestler. Vai all'articolo »

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mercoledì 29 ottobre 2025
 

Regista, sceneggiatore, montatore e attore, Safdie arriva al cinema conThe Smashing Machine. Dal 19 novembre al cinema. Vai all'articolo »

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domenica 9 novembre 2025
 

Nel film di Benny Safdie, Leone d'Argento per la miglior regia a Venezia 82, l'attore regala una performance intensa e sorprendente. Dal 19 novembre al cinema. Vai all'articolo »

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sabato 6 settembre 2025
 

Il film di Benny Safdie si aggiudica il premio. Vai all'articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
lunedì 1 settembre 2025
Tommaso Tocci

Il primo film in solitaria per il regista Benny Safdie. In Concorso e dal 19 novembre al cinema. Vai all'articolo »

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martedì 8 luglio 2025
 

Regia di Benny Safdie. Un film con Emily Blunt, Dwayne Johnson, Oleksandr Usyk, Bas Rutten, Paul Lazenby. Da mercoledì 19 novembre al cinema. Guarda il trailer »

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martedì 29 aprile 2025
 

Un film di Benny Safdie con Dwayne Johnson, Emily Blunt, Oleksandr Usyk, Bas Rutten, Paul Lazenby. Prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

winner
leone d'argento per la regia
Venezia
2025
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