| Titolo originale | O agente secreto |
| Anno | 2025 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Brasile, Francia, Paesi Bassi, Germania |
| Durata | 158 minuti |
| Al cinema | 7 sale cinematografiche |
| Regia di | Kleber Mendonça Filho |
| Attori | Wagner Moura, Maria Fernanda Cândido, Gabriel Leone, Carlos Francisco, Alice Carvalho Robério Diógenes, Hermila Guedes, Udo Kier, Isabél Zuaa, Thomas Aquino, João Vitor Silva, Buda Lira, Roney Villela, Suzy Lopes, Rubens Santos, Ítalo Martins, Luciano Chirolli, Jimmy Astley, Laura Lufési, Geane Albuquerque. |
| Uscita | giovedì 29 gennaio 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Filmclub Distribuzione |
| MYmonetro | 3,46 su 32 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 27 gennaio 2026
Negli anni '70 in Brasile un uomo torna nella propria città di origine essendo ricercato da chi lo vuole morto. Il film ha ottenuto 4 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 3 candidature e vinto 2 Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 1 candidatura a Cesar, a National Board, ha vinto un premio ai Lumiere Awards, 2 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, ha vinto un premio ai Spirit Awards, L'agente segreto è 30° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 2.645,00 e registrato 80.530 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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1977. Il Brasile vive sotto un regime militare dittatoriale. Con il falso nome di Marcello un professore universitario torna con il figlio nel nordest del Paese per cercare notizie sulla madre in attesa di espatriare. Nel passato si è messo di traverso rispetto all'attività di un corrotto imprenditore di origini italiane ed ora due killer sono sulle sue tracce per eliminarlo.
Kleber Mendonça Filho torna a Recife, sua città di nascita, per raccontare il clima di violenza che dominava nel Brasile degli anni della dittatura.
Per fornire maggiore attrattività alla narrazione fa sostenere il ruolo del protagonista a Wagner Moura che molti ricordano nella serie dedicata a Pablo Escobar e gli affianca attrici molto note in Brasile completando il tutto con la presenza di Udo Kier, come sempre estremamente aderente ai personaggi affidatigli. Il film si apre con una uccisione a una stazione di rifornimento di benzina preoccupandosi però rapidamente di farci comprendere che non siamo di fronte ad una spy story classica. L'agente segreto qui è un professore capo di dipartimento in una università che non ha dato il suo avvallo a operazioni illegali che un industriale senza scrupoli voleva mettere in atto minacciando, in caso di rifiuto, di far togliere fondi all'ateneo. Marcello arriva in città in un clima di morte che non è solo esito del malaffare e della sopraffazione ma anche del carnevale che sta letteralmente impazzando.
Il film viene strutturato in capitoli come fosse un romanzo e inserito, da un certo punto in poi, nella ricerca che due giovani studentesse stanno svolgendo nel presente in un archivio al fine di far emergere storie del periodo della dittatura. Questa modalità di narrazione ci rimanda alle origini giornalistiche del regista offrendo anche occasione per un riferimento alla necessità di non seppellire nell'oblio quanto accaduto in quegli anni. Questa scelta rischia però di appesantire il film sul finale con un epilogo di spiegazioni che risultano probabilmente efficaci per un pubblico brasiliano che quelle vicende le ha vissute ma meno per un'audience internazionale. La regia comunque si consente di inserire, in un contesto che ricorda il cinema d'impegno italiano proprio degli anni '70, anche quelli che potremmo definire degli 'strappi' visivi come quello della gamba assassina o una sparatoria in cui agli spettatori non si risparmia la visione degli effetti più devastanti.
Confesso, non mi è piaciuto . Non ho trovato alcunchè di gradevole . La regia è discontinua , la storia è raccontata male . Gli attori (?) sono caricacaturali , il protagonista è preda di una fissita di espressione imbarazzante . Forse è colpa mia che non ho capito nulla ma ho anche rischiato l'abbiocco .
Dopo aver conquistato all’ultimo Festival di Cannes due premi importanti – Miglior regia a Kleber Mendonça Filho e Miglior attore a Wagner Moura – il film brasiliano L’agente segreto ha ricevuto due Golden Globe, uno come Miglior film in lingua non inglese e uno a Wagner Moura come Miglior attore in un film drammatico, e ora è in pole position per gli Oscar per cui ha ricevuto quattro candidature fra cui quelle come Miglior film drammatico e Miglior film in lingua non inglese, un anno dopo la vittoria di Io sono ancora qui del connazionale Walter Salles.
L’agente segreto ambientato nel 1977, ai tempi della dittatura di Ernesto Geisel, e narra le vicende di Armando, un insegnante di tecnologia che si trasferisce da Sao Paulo a Recife durante il Carnevale per sfuggire ad un passato ambiguo del quale non conosciamo i contorni. Abbiamo parlato del film con il regista Kleber Mendonça Filho e con l’attore protagonista Wagner Moura.
Wagner, lei è nato nel 1976 per cui non può avere una memoria diretta del 1977. Quali pensa siano le ricadute di quel periodo sul Brasile di oggi?
Moura: Non ho ricordi specifici del 1977, ma ricordo sorprendentemente bene l’atmosfera degli anni Settanta e dei primi anni Ottanta in Brasile, sia attraverso dettagli della mia infanzia che attraverso le foto di famiglia. Inoltre ho fatto molte ricerche su quel periodo per Marighella, il film che ho girato nel 2018 da regista, per cui ho dovuto studiare il Brasile anni Settanta in termini economici, culturali e politici. E non dimentichiamo che anche se ufficialmente la dittatura di Ernesto Geisel è finita nel 1985, il suo eco è ancora molto presente nella società brasiliana contemporanea, e Bolsonaro ne è stata la manifestazione fisica, un presidente di estrema Destra che ha incarnato tutti i valori negativi nella storia del mio Paese: il colonialismo, l’elitarismo, la violenza, il trattamento delle popolazioni indigene – ricordiamoci che il Brasile è stato l’ultimo Paese del mondo occidentale ad abolire la schiavitù.
L’agente segreto ha avuto un enorme successo in Brasile, e molti spettatori si sono riconosciuti nelle vicende che racconta.
Moura: L’estrema Destra, che ha governato recentemente in Brasile per dieci anni, ha cercato di convincere la gente che non valesse la pena investire nella cultura del Paese, e invece i brasiliani, come ogni altro popolo, hanno bisogno del proprio cinema, il proprio teatro, la propria letteratura, di riconoscersi come nazione nella propria produzione artistica: è un modo per crescere e svilupparsi come nazione, per capire chi siamo veramente, e mostraci al resto del mondo.
"L'Agente segreto" è il vincitore morale dell'ultimo Festival di Cannes portandosi a casa oltre alla migliore regia e al Premio Fipresci della critica, anche un meritatissimo premio per l'interpretazione di Wagner Moura che si divide letteralmente in quattro per rappresentare al meglio questa storia di padri, figli e dittatura. Il film si articola in tre capitoli all'apparenza slegati ma che col dipanare [...] Vai alla recensione »