Il film esplora la magia del cinema attraverso molteplici sguardi. In programma alle Giornate degli Autori.
Da una parte, il maestro Pupi Avati, dall'altra la storia del Cinema Odeon di Milano, capolavoro déco inaugurato nel 1929, progettato dal bisnonno del regista e ormai chiuso - oggi ricorre l'anniversario della chiusura avvenuta due anni fa. Una sala che ha segnato l'immaginario di molte generazioni, ma adesso si prepara a diventare un centro commerciale di lusso. Dalla perdita simbolica di questa sala cinematografica nasce L'incanto, che intreccia il racconto personale con la forza dello schermo, ricostruendo un legame familiare profondo: quello tra il regista e il cinema, mediato dalla figura centrale di Pupi Avati.
Il film parte dall’occasione narrativa della trasformazione del cinema Odeon in un centro commerciale di lusso per creare dei percorsi tra luoghi e volti familiari nel cinema di Avati. Questo è un film personale ma non è un film su di me. Ma un film sul Cinema. Su un Autore... Sull’Incanto. Per poi scoprire che l’Incanto altro non è che il Cinema.
Il film prende forma come un viaggio attraverso i temi, i paesaggi e le ossessioni di uno dei maestri del cinema italiano. Un viaggio personale e visivo tra memoria, appartenenza e immaginario collettivo, dove le conversazioni private con Pupi Avati si alternano a materiali d'archivio, e alle sequenze originali dei suoi film, che incontrano anche una nuova vita: l'animazione. A vivere non è solo l'eredità del maestro, ma il potere stesso del cinema di incantare e trasformare.
Tomaso Pessina torna al Lido di Venezia, dove aveva partecipato con il precedente film Emilio Vedova, dalla parte del naufragio. L'incanto - di cui vediamo il trailer ufficiale in esclusiva su MYmovies - sarà in programma alle Giornate degli Autori, nella sezione Confronti.