Il film postumo di Gianni Leacche, tratto dall’omonimo libro di Gianluca Gemelli. Un quadro dall’atmosfera spettrale. Da martedì 24 marzo al cinema.
di Simone Emiliani
Alina, una donna bielorussa che vive in Italia, si scontra ogni giorno con atteggiamenti e comportamenti ostili e razzisti. Dopo aver lasciato nel proprio paese l'anziana madre ed essere scappata da un marito violento, poi deceduto, è continuamente ricattata da Loris, un pappone. Sulla sua strada però trova anche persone che l'aiutano. Finalmente sembra aver trovato un impiego economicamente soddisfacente; Giuliano, l'enigmatico e inquietante proprietario di Villa Baldassarre, le chiede di fare da badante alla sua amata madre che è taciturna e non si muove mai. Le regole sono chiare: non deve dire nulla di quello che accade lì dentro.
A mamma non piace incrocia anche il grottesco e la commedia, sempre sul filo di un precario equilibrio dove si avverte spesso lo scarto tra le intuizioni autentiche di un cinema italiano scomparso e una messinscena che non riesce spesso a sostenerle anche perché frenata dai limiti produttivi low budget. Siamo di fronte a un film libero nel suo essere completamente demodé e irrisolto, arricchito da una galleria di personaggi bizzarri.