In un villaggio himalayano durante la guerra di Kargil, Barkha vive un amore proibito che intreccia desiderio, mito e memoria con la leggenda del serpente del fiume. Espandi ▽
India anni Novanta. Barkha è una giovane donna che vive in un paese montano. Il marito è arruolato nella guerra del Kargil così come quelli di molte altre donne. Nel luogo circola una leggenda relativa a un serpente e a una promessa non mantenuta nel lontano passato. Quando Barkha incontra un poeta prova un sentimento che fino allora considerava proibito. La regista Nidhi Saxena dirige una storia ambientata nell’ambito di una delle tante guerre dimenticate ma che purtroppo hanno avuto luogo. Allo spettatore viene affidata un’esplorazione la cui struttura viene chiarita dalla prima sequenza in cui si aprono alcuni spazi luminosi in un contesto di interno oscuro. In quegli spazi si intuiscono partizioni dell’azione. Sarà così per tutto il film, costruito per scene separate che talvolta si limitano a descrivere momenti di vita vissuta (singola o collettiva) e in altri casi offrono momenti di astrazione in cui sono il desiderio o il tormento a prendere il sopravvento. Recensione ❯
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Serie drammatica che mescola i toni del giallo e quelli del thriller. Espandi ▽
Il giornalista Lee Raybon si autodefinisce "truthstorian", uno storico della verità. Ha recentemente pubblicato un corposo articolo sulla storia della famiglia Washberg di Tulsa, in Oklahoma. Quando Dale si suicida, l'articolo di Lee viene considerato come la spinta che ha portato alla morte dell'uomo, ma il giornalista non è convinto che si tratti davvero di suicidio. Lee indaga mettendosi spesso in pericolo e intanto cerca di gestire la sua complicata vita privata.
The Lowdown, la serie dell'autore di Reservation Dogs, Sterlin Harjo, non ha ricevuto in Italia un grande sforzo promozionale, ma la troverete facilmente - e meritatamente - tra le migliori dell'anno nelle classifiche anglosassoni. Ha insomma un grande pedigree, un grande cast e pure un setting e un protagonista originali.
Tra Il grande Lebowski, Fargo e i romanzi di Jim Thompson, tutto sembra immerso in un mondo che rimanda ad altre narrazioni, ma in realtà la serie è ispirata a una figura realmente esistita, Lee Roy Chapman. Recensione ❯
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Dopo uno stupro, Thea affronta il trauma attraverso la danza, l'amore e la maternità. Un film intimo che celebra empatia, resilienza e rinascita personale. Espandi ▽
Dopo aver subito il trauma di uno stupro di gruppo, la danzatrice Thea affronta il dolore attraverso le sue coreografie, trasformando la sua vulnerabilità in un coraggio silenzioso ma feroce. Con il sostegno incrollabile del suo compagno Thiago e l'amore del cane Mandinga, Thea scopre uno spazio sicuro per ricomporre il suo mondo in frantumi. La nascita del figlio Monan ridefinisce il suo rapporto con il corpo e il senso di sé. Seguiamo le lotte più intime di Thea attraverso i suoi video-diari personali, intrecciati con la tenera lente del suo amico d'infanzia, il regista Felix. Il film mette in luce il ruolo vitale dell'empatia, della dignità e dell'amore nei momenti di oscurità. Recensione ❯
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Un documentario sulla memoria e sul dramma dell'Alzheimer. Espandi ▽
Calenzano, provincia fiorentina. Ottobre del 2016. Andrea si trasferisce in Via Don Minzoni n.6 a casa dei nonni Anna e Rino Caciagli, per aiutarli nella loro vita quotidiana. Sono trascorsi alcuni mesi da quando sua nonna ha manifestato i primi sintomi dell'Alzheimer e la famiglia ha cominciato a prendersi cura di lei e di suo marito Rino, che non sembra accorgersi della gravità della situazione. Le vecchie fotografie, i video del cellulare, le interviste ai figli Marco e Matteo e le riprese in casa ci immergono nel mondo della famiglia di Andrea. Tutti i parenti si stringono attorno ad Anna, affrontando la situazione con un'ironia tutta toscana, ma resta difficile per la familiari riuscire ad occuparsi di ogni cosa che lei non è più in grado di fare: la spesa, i pasti, i vestiti, le medicine, le bollette. Andrea osserva tutto questo dall'interno: le perdite di memoria della nonna, la rabbia di Rino, che non comprende la malattia della moglie e rifiuta violentemente la presenza di Andrea in casa, e gli sfoghi di Marco, che porta sulle spalle il peso della situazione. La commistione di tempi, spazi e formati - foto, cinema, video, VHS, smartphone - restituisce la frammentazione della memoria di Anna, che lentamente va svanendo. Recensione ❯
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Ispirata a una storia vera, Happy Face racconta la vicenda di Melissa Reed, figlia di Keith Jesperson, alias l'assassino di Happy Face. Espandi ▽
Ispirata a una storia vera, Happy Face racconta la vicenda di Melissa Reed, figlia di Keith Jesperson, alias l'assassino di Happy Face. Dopo decenni di assenza di contatti, Keith torna prepotentemente nella vita della figlia e Melissa deve scoprire se un uomo innocente sta per essere messo a morte per un crimine commesso dal padre. Nel frattempo, dovrà fare i conti con la propria identità... Recensione ❯
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Il secondo capitolo dell'adattamento animato della famosa graphic novel. Animazione, 2025.
MYMOVIES.IT N.D.
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
Un adattamento fedele dell'opera originale diviso in due capitoli cinematografici. Questo è il secondo capitolo. Espandi ▽
Il secondo capitolo animato tratto dalla graphic novel omonima scritta da Alan Moore e disegnata da Dave Gibbons. Il film è realizzato in computer grafica. Recensione ❯
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Ai margini dell'Europa, un clan di passeurs afgani attende nell'ombra per guidare migranti oltre un confine metallico, tra fuochi, spari e una notte senza fine. Espandi ▽
Non lontano da una foresta nel buio, c’è un muro di metallo che segna l’inizio del confine con l’Europa. In lontananza intanto rimbombano le voci di altoparlante che sottolinea il divieto di avvicinarsi alla recinzione e dei colpi di arma da fuoco. Si intravedono poi a distanza delle sagome umane dalle luci di una tenda e vicino a fuoco. La loro presenza si percepisce anche dalle loro voci e dalla musica e i notiziari di una radio. Sono contrabbandieri afgani che aspettano di traghettare delle persone dall’altro lato del confine. Waking Hours, letteralmente ‘ore di veglia’, mostra un limbo spaziale e temporale. Un luogo che apre appena qualche squarcio nell’immagine per rivelare presenze e dettagli e il tempo dell’attesa, quello dei contrabbandieri che stanno aspettando. L’impronta autoriale dei due cineasti è subito evidente, forse fin troppo esibita. Il lavoro fotografico e sonoro è sicuramente notevole, ma la condizione esistenziale emerge con la stessa scansione dei lampi nell’oscurità. Per questo il vissuto rischia di essere sommerso dal rigore formale. Recensione ❯
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Commedia romantica in lingua spagnola di Atresmedia TV, creata dal regista nominato al Premio Goya Dani de la Orden. Espandi ▽
La serie racconta la storia del cauto Raúl (Amargós), che si riavvicina a Marta (Echegui), spirito libero e appena rimasta incinta, dopo la diagnosi di cancro al cuore. I due riprendono un'amicizia iniziata durante l'infanzia e, in un rapporto unito dal destino, iniziano a mettere alla prova le loro convinzioni sull'amore. Può Marta, che ha paura di legarsi a qualcuno, innamorarsi? E Raúl può incontrare l'amore della sua vita? Recensione ❯
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Una ragazza si unisce a un gruppo di adolescenti che viaggiano per la Grecia. Espandi ▽
Chloe lascia la sua famiglia e si unisce a un gruppo di adolescenti che attraversano la Grecia. Nel suo viaggio, aiuta i poveri in modi non convenzionali e inizia a chiedersi se la tenerezza sia l'atto di ribellione per eccellenza. Recensione ❯
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Sharunas Bartas, colpito dal lutto per la figlia Ina, torna in Messico con la piccola Una: tra memoria e dolore, ritrova vita e cinema nell'amore. Espandi ▽
Il regista lituano Sharunas Bartas e la figlia di dieci anni Una si sono ritirati in Messico, in un villaggio sulla costa pacifica, dove ricordare e piangere la figlia e sorella maggiore Ina Marija, tragicamente uccisa in un incidente stradale nel 2021. Vera e propria operazione rituale, il film porta dentro il dolore di un artista che per sua stessa ammissione divide la sua vita in due parti: la prima quando non avevo ancora perso la sua amata figlia; la seconda dopo la sua morte. L’aspetto documentaristico delle immagini di Bartas non deve trarre in inganno. Laguna è un lavoro volutamente artificioso, pensato, scritto e costruito per funzionare come un percorso di purificazione, come una preghiera. È il racconto simbolico del viaggio di un padre e di una figlia alla ricerca di qualcosa che non c’è più. Recensione ❯
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Una giovane coppia ultraortodossa entra nel caos quando si scopre l'omosessualità nascosta del marito. Espandi ▽
In una comunità ebraica ultraortodossa di Gerusalemme, Bati vive una vita apparentemente perfetta. È felicemente sposata con Lazer e la giovane coppia ha tre figli. Ma il loro mondo inizia a sgretolarsi quando Lazer viene ricattato e Bati scopre la sua relazione segreta con un suo compagno di studi. Nel disperato tentativo di proteggere la sua famiglia e tenere stretto l'uomo che ama, appoggia il tentativo di Lazer di "curare" la propria omosessualità, finendo per scoprire i propri veri desideri. Recensione ❯
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Thriller psicologico in sei episodi tratto dal romanzo bestseller di Sarah Vaughan. Espandi ▽
La serie ruota attorno a un'amicizia decennale tra Jess (Kruger), Liz (Jo Joyner), Charlotte (Shelley Conn) e Mel (Emily Taaffe), quattro future mamme unite inizialmente solo dalla comune data del parto, ma che sono poi rimaste vicine durante tutto il percorso della maternità. Quando Jess, madre perfetta e casalinga, porta la sua bambina in ospedale per una ferita alla testa di cui non riesce a dare spiegazioni, la sua amica Liz - medico di turno al pronto soccorso - si trova costretta a prendere una decisione straziante: se chiamare i servizi sociali o meno. Con una sola telefonata, Liz dà il via a una catena di eventi che si propaga, si incrina e rischia di distruggere non solo le loro famiglie, ma anche il gruppo di amiche. Recensione ❯
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Struggente riflessione sulla memoria dei luoghi e sulle implicazioni più granulari e domestiche
della diaspora iraniana. Documentario, Iran, Norvegia, Italia2025. Durata 80 Minuti.
Passato e presente si mescolano nel racconto di una ragazza fuggita dall'Iran. Espandi ▽
Dagli Stati Uniti Maryam fa installare delle telecamere nella casa dove è cresciuta, in Iran, e dove ora vivono i suoi genitori. È un modo per star loro vicina, e per tenerli d'occhio nelle difficoltà della vecchiaia. La donna aveva dovuto infatti lasciare il paese natale da giovane, in seguito alla rivoluzione islamica del 1979. Da allora non ha più fatto ritorno, e le immagini digitali e sezionate dell'abitazione sono l'unico punto di contatto con la propria storia familiare. Un legame flebile, soggetto non soltanto agli umori e alla salute dei genitori ma anche ai tumultuosi eventi esterni.
Struggente riflessione sulla memoria dei luoghi e sulle implicazioni più granulari e domestiche della diaspora iraniana, questo particolare ibrido di tecniche documentaristiche ed elementi di finzione è in linea con la grande vitalità e capacità inventiva del cinema iraniano, alla cui tradizione aggiunge una chiave formale inedita. Recensione ❯
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Una donna sorda deve affrontare le difficoltà di crescere un figlio. Espandi ▽
Ángela, una donna sorda, aspetta un bambino dal suo compagno udente, Héctor. L'arrivo del bambino provoca una crisi nella loro relazione, costringendo Ángela ad affrontare le sfide di crescere sua figlia in un mondo che non è fatto per lei. Recensione ❯
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La storia di Argyro, una contadina forte e determinata, e della sua migliore amica Anneta che scopre di essere incinta e vuole lasciare il villaggio. Espandi ▽
A Tirna, villaggio sulle montagne della Grecia, Argyro lavora come contadina mentre la migliore amica Anneta fa la manicure ed è la ragazza più popolare del paese. Quando Anneta le rivela di essere incinta e di voler seguire il fidanzato poliziotto nella casa dove vive con la madre, Argyro vede le sue certezze cadere e prova in tutti i modi a dichiarare all'amica il suo amore.
Rielaborazione di un precedente cortometraggio diretto dalla coppia di registi greci Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis, Bearcave, cioè la caverna dell'orso, racconta una storia d'amore omosessuale nel contesto straniante del mondo rurale greco.
La diversità delle due protagoniste, e dunque la rivoluzione del loro amore queer, è resa evidente proprio dal contrasto tra la loro presenza sgargiante e fuori tono e il luogo cupo in cui abitano e da cui idealmente e fisicamente entrambe cercano di scappare, salvo non riuscire a sfuggirgli. Recensione ❯
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