Vangelo secondo Maria

Film 2023 | Drammatico, +13 105 min.

Anno2023
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata105 minuti
Regia diPaolo Zucca
AttoriBenedetta Porcaroli, Alessandro Gassmann, Lidia Vitale, Leonardo Capuano Andrea Pittorino, Giulio Pranno, Maurizio Lombardi, Fortunato Cerlino, Leo Ferrari.
Uscitagiovedì 23 maggio 2024
TagDa vedere 2023
DistribuzioneVision Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,73 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Paolo Zucca. Un film Da vedere 2023 con Benedetta Porcaroli, Alessandro Gassmann, Lidia Vitale, Leonardo Capuano. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2023, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 23 maggio 2024 distribuito da Vision Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,73 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 21 maggio 2024

A quarant'anni dall'uscita del libro di Barbara Alberti, questo film racconta Maria non più come spettatrice, ma come coraggiosa artefice della propria esistenza. In Italia al Box Office Vangelo secondo Maria ha incassato 332 mila euro .

Consigliato sì!
2,73/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 2,20
CONSIGLIATO SÌ
Maria incarna il femminile moderno in questa evocativa anti-narrazione che denuncia la scomoda e secolare realtà della misoginia.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 28 novembre 2023
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 28 novembre 2023

Sogna l'Egitto Maria e la grande biblioteca di Alessandria, sogna di andarsene lontano verso freschi giardini dove i frutti si possono mangiare ma il mondo intorno la vuole maritare, scambiandola con pecore e miseria. Selvaggia e ribelle, Maria rifiuta un ricco pretendente e poi è promessa a Giuseppe, un "vecchio gigante" che la rispetta e di cui diventa l'allieva prediletta, perché questa giovane donna vuole conoscere la lingua greca e la meridiana. Almeno fino a quando un angelo appare, batte le ali e l'annuncia madre del figlio di dio. Per Maria è soltanto un altro uomo a disporre del suo corpo, ingravidandolo. Decisa a fare finalmente la sua volontà, si tufferà tra le braccia di Giuseppe per 'attraversare' insieme la più grande avventura del mondo: l'amore.

Partendo dal romanzo omonimo di Barbara Alberti (Il Vangelo secondo Maria), Paolo Zucca dirige un'anti-narrazione mariana cercando una Maria più 'vera', più compiuta, a cui prova a restituire la sua condizione pienamente umana.

Apolitica e asessuata, nel nostro immaginario è depositata come vergine pia sotto le spoglie di una suora, per elevarla meglio a dea e a irraggiungibile mito verginale. Il Vangelo secondo Maria non si occupa della nascita e della morte del figlio Gesù ma si spinge più indietro nel tempo, ritrovando la sua giovinezza e il suo carattere, segnato dal furore di Erode (Maurizio Lombardi resuscita la parola come Carmelo Bene), e rendendole la sua sessualità e la sua indipendenza. Nessun processo ai teologi che hanno costruito la visione ufficiale di Maria, di cui si ricorda la dimensione storica e le ambizioni escatologiche. Va da sé che la grazia, l'empatia e le precauzioni non basteranno a placare i credenti ma del resto il cinema, come la scienza, non è fatto per sostenere dogmi.

Giocando in sogno con l'iconografia mariana, la protagonista si sogna statua sacra in processione, Il Vangelo secondo Maria rende Maria più familiare, collocandola nel suo contesto spaziale e temporale. Giovane fanciulla ebrea dentro un mondo arcaico dalla spiritualità ancora primitiva, Paolo Zucca la incarna, per scoprire chi fosse questa donna la cui vita è stata intenzionalmente cancellata per farne un grido del cuore, il grido della fede: "Santa Maria, Madre di dio!".

Se per la Chiesa e per i credenti, è l'immensità del mistero del Dio fatto uomo, la divinizzazione di Gesù ha provocato la perdita progressiva della consistenza umana di Maria. Ricettacolo del figlio di Dio, non poteva evidentemente avere un destino al di fuori di questo ma il film se ne 'inventa' uno radicato nei testi, nell'archeologia e nella Sardegna tellurica e vibrante, dove regnano gli uomini e i loro riti violenti.

La regia di Zucca contempla le pause, lunghi silenzi con cui compongono i suoi attori, Benedetta Porcaroli e Alessandro Gassman, mai così ispirato e pieno dello "stupore" di cui cantava De André ("Il ritorno di Giuseppe"). Dei suoi versi incarna soprattutto quell' "affetto quasi implorato" davanti alla "rondine" di Benedetta Porcaroli, vestita di sabbia e di azzurro. Pazza d'amore per la conoscenza, soffia un vento di sedizione sul film di Zucca. Dentro al saio, la sua silhouette è come una forma di poesia elementare, arte povera ispirata, che tuona contro l'ingiustizia e la sua condizione di donna.

Oggetto non identificato tra ramo d'oro, coro greco e lingua sarda, che aggiunge un'autenticità intestina alle parole, Il Vangelo secondo Maria non è una speculazione femminista ma un'ipotesi che prova a riempire i buchi storici e a gettare uno sguardo nuovo su una grande figura femminili del primo cristianesimo. Lontano dal neo-peplum di Garth Davis (Maria Maddalena), apocrifo del XXI secolo che vincola l'immaginazione al rispetto dei testi canonici, rispetto che deve a sua volta assecondare le leggi dello spettacolo, il film di Zucca si prende più libertà sulla tradizione cristiana ma lo fa senza fare rumore, lasciando che un uomo e una donna giacciano nello stesso talamo separati soltanto dalle 'mura di Gerico' e da un voto che infrangeranno per concepire il più segreto dei sentimenti.

Non è un film ortodosso Il Vangelo secondo Maria ma un film esitante, instabile su cui pesa il sole del Mediterraneo. Immerso in un realismo straordinariamente evocativo e poetico, è affollato di personaggi, uomini e donne del popolo che formano una galleria di ritratti pasoliniani e autentici. Coi suoi grandi occhi chiari, la Maria di Benedetta Porcaroli interrompe quei volti, concessione formale alle fonti, disegnando un femminile che ha tutta la fantasia irresponsabile del primo francescanesimo.

Un femminile moderno e più complesso - si tratta della donna prima della Madre - che denuncia la secolare e scomoda realtà della misoginia. Perché nel lontano passato le cose erano altrettanto complicate, altrettanto intrise di potere, privilegi e politica. Le voci sovversive le ascoltiamo solo cercando diligentemente ai margini, guardando con attenzione tra immaginazione e realtà.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 26 maggio 2024
gabriella

 Nell' ormai lontano 1983, era uscito un film che parlava di una ragazza ebrea, Yentl, assetata di sapere, che, assecondata dal padre rabbino, studia il Talmud e poi si traveste da uomo per andare a studiare in una scuola riservata agli uomini , rinuncerà all'amore per la sua libertà. Il film di Paolo Zucca racconta la storia di Maria, si proprio lei, la madre di Gesù, [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 26 maggio 2024
Paolo Fossati
Giornale di Brescia

Un film fieramente «controluce», sia per stile estetico che per scelta di prospettiva. Lo sguardo è puntato sulla giovinezza di Maria, restituito anche in soggettiva, mentre affronta il periodo più delicato della sua vita, quell'approdo all'età adulta tanto desiderato che coinciderà con l'Annunciazione e la presa di coscienza del ruolo di madre di Gesù.

NEWS
NEWS
martedì 14 maggio 2024
 

A quarant'anni dall'uscita del libro di Barbara Alberti, questo film racconta Maria non più come spettatrice, ma come coraggiosa artefice della propria esistenza. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 23 aprile 2024
 

Benedetta Porcaroli e Alessandro Gassmann nel film tratto dall'omonimo romanzo di Barbara Alberti, che lo ha anche sceneggiato. Da giovedì 23 maggio al cinema. Guarda il trailer »

TORINO FILM FESTIVAL
martedì 28 novembre 2023
Marzia Gandolfi

Un film dal realismo evocativo e poetico senza speculazione. Al TFF.  Vai all'articolo »

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