| Titolo originale | Scream 6 |
| Anno | 2023 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 123 minuti |
| Regia di | Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett |
| Attori | Melissa Barrera, Jasmin Savoy Brown, Jack Champion, Henry Czerny, Mason Gooding Liana Liberato, Dermot Mulroney, Devyn Nekoda, Jenna Ortega, Courteney Cox, Hayden Panettiere, Josh Segarra, Tony Revolori, Samara Weaving, Thomas Cadrot. |
| Uscita | giovedì 9 marzo 2023 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,99 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 8 marzo 2023
Argomenti: Scream
Il sesto capitolo del franchise dedicato alla figura di Ghostface. Questa volta ambientato a New York. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai People's Choice Awar, 2 candidature a Critics Choice Super, In Italia al Box Office Scream VI ha incassato 1,8 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Sopravvissute ai tragici eventi di Woodsboro, Sam e Tara Carpenter si trasferiscono a New York. Tara è intenzionata a vivere una vita normale e mettersi tutto alle spalle, mentre Sam è preoccupata che un nuovo assassino possa prenderle di mira e vuole proteggere la sorella minore. Quando cominciano a diffondersi le notizie su omicidi ad opera di assassini travestiti da Ghostface, Sam si unisce al detective Bailey, a Kirby Reed e a Gale Weathers per organizzare una squadra e difendersi dalla minaccia.
Giunto sorprendentemente al sesto capitolo, Scream si trova di fronte al consueto ostacolo da superare, dovendo nel contempo mantenere viva la tensione e vincere gli scetticismi da sequel.
Primo episodio non ambientato a Woodsboro nonché privo della sua storica protagonista, Sidney Prescott, Scream VI si trasferisce nella metropoli e cerca di dimostrarci come viali illuminati e piccoli appartamenti possano celare insidie pari a quelle delle villette di provincia. Per sua natura, fortemente metacinematografica, Scream è da sempre condannato a giocare al rialzo. Nato nel 1996 come meta-horror, ideato da Kevin Williamson (Dawson's Creek) e diretto da Wes Craven (Nightmare, L'ultima casa a sinistra), consapevole di quel che il genere aveva rappresentato nel decennio precedente, Scream ha codificato il concetto di film horror autoriferito, che tratta dei meccanismi del cinema horror e li sviscera, analogamente a quanto Ghostface compie sulle proprie vittime.
Le famose "regole" e "priorità" - chi muore per ultimo, cosa non fare per non finire ammazzato, ecc. - sono diventati un culto trans-generazionale, superiore al valore dei singoli film, di cui pochi ricordano i dettagli, al di fuori della cerchia dei fan incalliti. Per poter offrire nuovi spaventi la sceneggiatura non può che intorcinarsi quindi in ragionamenti su se stesso e sul proprio mito, sul potere dell'emulazione come nuova affabulazione, servendosi di Stab, il film nel film, ossia la versione di Scream che esiste nel piano diegetico del film e si ispira alle vicende di sangue avvenute (che lì sono cronaca).
Insieme a questo giochino intellettuale, il film ha però la necessità commerciale di rivolgersi a un target di teenager e di non rassegnarsi alla senescenza, fatto che porta a limitare la complicazione degli arzigogoli teorici in favore di un "sano" intrattenimento slasher, a base di uccisioni violente e situazioni ripetute fino all'inevitabile - ma spesso deludente - colpo di scena rivelatore. E che porta a insistere su un cast che strizza l'occhio a più generazioni, ma privilegia il lato teen (Jenna Ortega) su quello boomer (Dermot Mulroney, che sovraccarica all'inverosimile la sua caratterizzazione, Courteney Cox o l'ex teen-idol Hayden Panettiere).
Se il quarto capitolo, nonché ultimo diretto da Wes Craven, aveva provato timidamente a uscire dagli schemi di sempre, ecco che Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett si affidano alla comfort zone dell'antica struttura: delitto iniziale, parentesi in cui il personaggio esperto/a di film horror (Mindy) prova a teorizzare e quindi a "leggere" il cinema per trovare una strategia di sopravvivenza ed epilogo con colpo di scena. Mindy prova a spiegare perché si è esaurito il concetto di requel parlando dichiaratamente di una saga, e riallacciandosi a MCU e Star Wars e alle scelte compiute dalla Disney (anche gli eroi sono sacrificabili, le situazioni possono ripetersi con personaggi intercambiabili). Un astuto dispositivo per giustificare scelte narrative e strizzare l'occhio ai cinefili, ma che risulta più che mai giustapposto nel contesto della struttura molto rigida di Scream VI, che spesso indulge in un'autoironia sfacciata, che sa quasi di farsesco.
Alcuni spunti che potevano coniugare stimolo concettuale e azione, come la sala cinematografica trasformata in museo-tempio dedicato alle gesta dei Ghostface, con tanto di "reliquie", restano sulla carta. Una riflessione sulla museificazione del cinema e sulla necessità costante di feticci per una generazione smarrita e dipendente dalle precedenti? Forse, ma il concetto è abbozzato, per privilegiare un contenuto di routine e un epilogo assai poco soddisfacente.
In conclusione, se Scream VI sarà ricordato come qualcosa più di "un episodio di Scream" il merito andrà alla pregevole sequenza della metropolitana o a qualche curiosità statistica. Proseguire la saga trovando stimoli nuovi appare sempre più problematico, ma è lecito pensare che la maschera di Ghostface sarà indossata nuovamente, nonostante tutto.
Nelle saghe molto lunghe i personaggi che sono lì fin dall’inizio o muoiono o vivono a sufficienza perché i loro interpreti invecchino e il loro carattere venga rammollito e modificato di sequel in sequel, fino a diventare dei generici. È quello che succede a una delle colonne della saga di Scream in questo sesto film, ma è un po’ quello che succede al film stesso. [...] Vai alla recensione »
Giocare con il Cinema: è possibile? Tyler Gillett e Matt Bettinelli-Olpin - alla seconda regia dopo i quattro capitoli diretti da Wes Craven, scomparso nel 2015 - non solo vogliono onorare le tradizioni ma servirsene per immergersi (sprofondare?) in una serie di stereotipi riferiti ai canoni dell'horror. Non sfruttano trucchi, astuzie o finezze pseudointellettuali e sembrano consapevoli (dalla prima [...] Vai alla recensione »
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