| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | Alessandro Negrini |
| Attori | Maria Pia di Meo, Janez Skof . |
| Uscita | lunedì 9 ottobre 2023 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Incipit Film |
| MYmonetro | 3,50 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 16 novembre 2023
Qual è il confine tra il preservare la propria memoria e la necessità di sopravvivere al dolore e ritrovare una speranza? In Italia al Box Office La luna sott'acqua ha incassato 9,6 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Il 9 ottobre 1963 una montagna franava nell'invaso della diga del Vajont in Friuli provocando un'onda d'acqua che travolgeva i paesi sottostanti causando 1917 morti. Questo documentario, la cui lavorazione copre l'arco di un decennio, affronta il ricordo di quella strage intrecciando diverse modalità di memoria, ivi compresa quella onirica.
Alessandro Negrini propone sullo schermo un'occasione di rilettura di quanto accadde sessant'anni fa, ricca di sensibilità e poesia ma anche di concretezza.
Chi, come chi scrive, all'epoca frequentava la scuola elementare ricorda in modo vivido l'impressione che quell'evento tragico fece su tutta la popolazione ad ogni livello d'età. Il tempo che trascorre e la sovrabbondanza di input informativi rischiano però di cancellarne poco a poco il ricordo e, soprattutto, di relegare l'accaduto sotto la voce 'incuria'. Non fu così e bene ha fatto il Presidente della Repubblica Giorgio Mattarella ad essere presente sui luoghi e a dire letteralmente che la tragedia del Vajont è caricata da "pesanti responsabilità umane, di scelte gravi che venivano denunziate, da parte di persone attente, anche prima che avvenisse la tragedia".
Così come bene ha fatto Negrini a proporci quello che, stimolati da due elementi che si vedono nel film, si potrebbe definire un puzzle o una cucitura che lega tra loro fatti, riflessioni, memorie e progetti talvolta coesivi e talaltra meno ma comunque motivati dalla necessità di non dimenticare. In un fluire narrativo che, grazie anche alla evocativa voce di Maria Pia Di Meo assume i toni di una meditazione in cui le parole divengono esse stesse immagini, ci viene proposto lo scorrere del tempo e il riproporsi, seppure con modalità differenti, dell'esigenza di far sì che la verità, seppur a distanza di decenni, non resti sepolta insieme a coloro che allora persero la vita e con i centri abitativi ridotti in macerie.
L'evento devastante è stato già ricordato in teatro (ad esempio da Marco Paolini) e al cinema da Renzo Martinelli ma le voci a cui Negrini offre la possibilità di esprimersi sono quelle di chi c'era o, comunque di chi in quei luoghi è cresciuto e ha sentito il peso di essere considerato quasi un estraneo nella propria terra natia.
Qualcuno cioè che non doveva più abitare quei luoghi, guardato con diffidenza da chi aveva il potere così come nel passato remoto venivano guardati con diffidenza gli esiliati mandati lì dalla Serenissima Repubblica di Venezia.
Tra coloro che hanno la possibilità di manifestare il proprio pensiero c'è anche Mauro Corona ma è una voce come tante altre. Negrini non cerca i 'nomi', entra nelle vite della cosiddetta gente comune, documentando così anche il quotidiano di una comunità che è tornata a vivere ma si rifiuta di pagare il prezzo dell'oblio o di accettare quella che pensa essere una sorta di sublimazione artistica. C'è qui tutta l'intensità del ritratto collettivo ma anche la consapevolezza della necessità di uno sguardo su spazi naturali che hanno conservato una bellezza a misura d'uomo. Quella bellezza che in una notte del 1963 si trasformò in orrore.
Un visionario affresco nel tempo dalle atmosfere oniriche a Erto, paese devastato dalla tragedia del Vajont, diviso tra il desiderio di rinascita e il bisogno di preservare la memoria di un passato doloroso. Un ritratto onirico che oscilla tra realtà e sogno e sul crinale di una domanda: qual è il confine tra il preservare la propria memoria e la necessità di sopravvivere al dolore e ritrovare una speranza?
Sì 0% No 0% "La luna sott'acqua" di Alessandro Negrini non è solo un bellissimo film, è anche un viaggio in sospensione fra una realtà che sullo sfondo si agitata con le sue contraddizioni e i suoi "non senso", e la tensione verso un nuovo [...] Vai alla recensione »
Si racconta la vita dopo la tragedia del Vajont: testimonianze di superstiti del paesino di Erto, tra il 500 ed il 600 anniversario del disastro, descrivono l'entità della perdita vissuta a livello personale e sociale, i tentativi di riconoscimento da parte delle istituzioni e i modi con cui il presente tenta di far 'andare avanti' i locali. Commentato in fuori campo dalla voce di Maria Pia Di Meo, [...] Vai alla recensione »
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