| Anno | 2021 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Roan Johnson |
| Attori | Dario Aita, Giordana Faggiano, Lorenzo Frediani, Martina Sammarco, Tommaso Ragno . |
| Uscita | giovedì 1 luglio 2021 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,44 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 28 giugno 2021
Dark comedy tutta italiana ambientata durante la pandemia da Covid-19. In Italia al Box Office State a casa ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 9,6 mila euro e 6,7 mila euro nel primo weekend.
Passaggio in TV
venerdì 27 marzo 2026 ore 7,00 su SKYCINEMASUSPENSE
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CONSIGLIATO NÌ
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Durante il lockdown, quattro under 30 si ritrovano confinati nell'appartamento che condividono per amicizia e per necessità economica. Nicola ha appena perso il lavoro, l'informatico Paolo e la sua fidanzata Benedetta si scontrano per via della gelosia di lui, e Sabra, di origini africane, deve nascondersi ogni volta che arriva il portiere perché affitta abusivamente uno stanzino. Mancano i soldi per il mensile al proprietario, un uomo gretto e lascivo che ha già fatto intendere a Benedetta di poter pagare "in natura". Dunque lei e Nicola decidono di filmare il suo ricatto sessuale per poi rifiutare di corrispondergli l'affitto. Ma le cose non vanno come previsto, e innescheranno una reazione a catena che travolgerà ognuno di loro.
State a casa, scritto e diretto da Roan Johnson, inizia come un'eco del suo precedente Fino a qui tutto bene il cui titolo, col senno di poi, appare profetico della retorica dell'"andrà tutto bene" che ha accompagnato il lockdown.
E la progressione del film è quella di una febbre: un crescendo che arriva al delirio finale e tinge sempre più di nero quella che all'inizio sembrava una commedia "giovanilistica". Johnson si sbizzarrisce nel seguire il movimento caotico e, appunto, febbricitante, della sua commedia nera regalandosi piani sequenza e una camera a mano che sta addosso ai giovani protagonisti nel loro derapare scivoloso verso il degrado (soprattutto morale). È interessante che questo degrado sia però già seminato in partenza: perché i quattro vivono dominati da una paura che è tanto generazionale quanto dettata dall'avvento improvviso della pandemia. Il loro tormentone è una continua richiesta reciproca di conferma di una fiducia pleonastica, perché in tempi spaventosi si mira alla sopravvivenza e la fiducia diventa un lusso accessorio: non a caso l'unica a mantenere un minimo di empatia è Sabra, sopravvissuta a ben altre tragedie. E ad attraversare la vicenda è "una serpenta" abituata a mutare pelle per salvarsi la vita e a nascondersi negli anfratti della casa per sfuggire alla cattura.
Ma sono ben altri i serpenti che si aggirano per la casa dei quattro, liberati dalle convenzioni e dall'apparente civiltà di una convivenza già in origine forzata. Johnson costruisce una vicenda estrema che flirta con la nostra sospensione dell'incredulità ma affida ai ragazzi dialoghi fondamentalmente realistici. È coraggiosa anche la caratterizzazione di Benedetta, che è stata "messa sotto" in passato e ora usa la sua sessualità per distrarre o rivalersi: ottima l'interpretazione sul filo del rasoio politically correct di Giordana Faggiano. E il ritmo di racconto è precipitoso come si conviene ad uno smottamento che prima o poi si trasformerà in quella "valanga di merda" che sommergerà ogni cosa. La regia di Johnson è fluida, i movimenti di macchina opportunamente scomposti, la fotografia di Gianluca Palma asseconda l'ambiguità delle immagini e il montaggio di Paolo Landolfi la concitazione crescente del racconto. State a casa è un "virus stupido" che si insinua nella nostra coscienza e arriva a scardinare le nostre aspettative di pubblico cinematografico.
Regia e sceneggiatura di Roan Johnson, cinema italiano indipendente e di conseguenza di nicchia. Narrazione ambientata in un appartamento condiviso da giovani , di diversa provenienza che si ritrovano a vivere il lockdown insieme. Nonostante le buone intenzioni iniziali, lo spazio ristretto, la crescente e non dichiarata paura della pandemia e , inevitabilmente , l’inasprimento dei rapporti [...] Vai alla recensione »
Poteva essere un "Piccoli omicidi tra amici", primo film di Danny Boyle. Roan Johnson ha i numeri, dalla spassosa farsa "I primi della lista": tre studenti pisani che nel 1970 temono un colpo di stato militare. Convinti di essere rivoluzionari pericolosi, scappano verso il confine austriaco ( storia vera, si erano spaventati vedendo i preparativi del 2 giugno).