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Ultimo aggiornamento giovedì 20 maggio 2021
Las Vegas dopo un'invasione di zombie che l'ha lasciata in rovina e isolata dal resto del mondo.
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CONSIGLIATO SÌ
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Una coppia di sposini si dà al sesso sulle strade del Nevada, che sono però meno deserte del previsto: finiscono infatti per sbandare contro un convoglio militare, liberando il paziente zero dell'apocalisse zombie! La città di Las Vegas finisce sotto il controllo dei non-morti e i superstiti sono variamente traumatizzati e disperati. Al punto che Scott Ward accetta l'offerta di ritornare tra i mostri per svaligiare il caveau di un casinò, poco prima che la città venga nuclearizzata. Mette insieme una banda pronta a tutto, ma che comprende pure sua figlia operatrice umanitaria, decisa a salvare una famiglia di immigrati.
Al matrimonio tra zombie e heist movie si aggiunge l'accostamento tra il cinema adrenalinico muscolare e la critica liberal alla presidenza Trump: troppo per un solo film, nonostante le quasi due ore e mezza di durata.
Spesso in Army of the Dead trionfa l'autoindulgenza di Zack Snyder, noto per la plasticità delle singole scene in ralenti più che per l'equilibrio generale dei suoi film, ma qui le sue digressioni sono spettacolari o divertenti e il risultato è in fondo un godibile scaccia pensieri. La presenza della figlia del protagonista, con la sua ostinazione contro ogni istinto di sopravvivenza, finisce però per neutralizzare la crudezza e la pericolosità dello scenario, dove la brutalità appare più estetizzata che spaventosa. La sceneggiatura fa poi acqua in più punti e in particolare crolla rovinosamente quando un personaggio rivela il proprio piano segreto. Questo si sarebbe potuto mettere in pratica in modo molto più semplice e diretto, invece si sviluppa appoggiandosi su un membro della banda che nemmeno doveva far parte della squadra, denunciando tutta la propria insensatezza.
A coprire la scrittura lacunosa ci pensa lo spettacolo, che alterna sequenze più leggere ad altre di concitata azione, spesso con qualche brano ironico in colonna sonora. A questo proposito, come già in Watchmen, Snyder si dimostra bravissimo in titoli di testa che da soli sanno raccontare, in stile videoclip, l'intera premessa della storia che seguirà. Ossia una commistione di generi tra film di zombie e di rapina, che era più originale quando era stata pensata nel 2007 di quanto non sia oggi, un anno dopo il coreano Train to Busan: Peninsula che è riuscito molto meglio nella medesima impresa.
In Army of the Dead tutto è volutamente sopra le righe e i personaggi eccentrici della banda, dal geek che fa urletti in falsetto alla pilota di elicottero con pulsioni suicide (ma il cuore d'oro), fino al muscoloso nero con improbabili soliloqui fanno il possibile per non far prendere la vicenda sul serio.
Il cast affiatato è il principale punto di forza del film e, nel capitanarlo, Dave Bautista si conferma attore adatto a questo tipo di ruoli. Buca lo schermo per intensità dello sguardo e look agguerrito anche l'attrice e cantante francese Nora Arnezeder, probabilmente la miglior sorpresa di Army of the Dead. Rimanendo al cast un discorso a parte merita Tig Notaro, subentrata nel film dopo che la carriera Chris D'Elia è stata travolta da accuse di molestie. L'attore è stato rimosso digitalmente a Notaro è stata inserita al suo posto, con una serie di tecniche che hanno spaziato dalla computer graphic al rifacimento di riprese in cui interagiva con altri attori. Un'operazione riuscita perfettamente: la sua presenza non risulta mai fuori posto o appiccicaticcia.
L'adesione degli attori allo spirito picaresco di Army of the Dead può comunque solo fino a un certo punto. Se fossimo di fronte a un B-Movie non ci sarebbe molto da ridire, ma Snyder è magniloquente, sfoggia lunghe scene costose e una durata monstre che finiscono per allungare troppo il gioco: diventa impossibile non percepire che un tale sforzo sarebbe stato degno di miglior causa. Come se non bastasse già sappiamo che arriverà un prequel e di certo il film si conclude sul cliffhanger per un sequel. C'è insomma la volontà di dare vita a un franchise anche se basta già il primo capitolo per ritrovarsi satolli. L'idea di costruire una montagna da questo topolino pare molesta come un bis non richiesto.
Army of the Dead è un film mediocre di Zack Snyder, un film con parecchie belle idee che vengono sistematicamente abbattute; è mediocre nel senso più letterale possibile, sta esattamente a metà tra il buon film (che si fa vedere durante le sequenze più action) e il pessimo film (praticamente tutto il resto) e il risultato è un minestrone verdastro nel quale [...] Vai alla recensione »
Las Vegas è diventato un focolaio zombie. Gli Stati Uniti rispondono cercando di arginare gli infetti e il propagarsi dell'infezione installando una sorta di muro attorno la città, una pila di container a formare un anello a protezione del mondo sano per tenere arginata l'intera città, una vera e propria prigione zombie. Alcuni superstiti che anni prima riuscirono a fuggire dall'incubo, sono invitati [...] Vai alla recensione »